Referendum 2026: Staffetta per il NO al teatro Diana a Napoli

Staffetta in difesa della Costituzione. Si è svolta il 16 marzo 2026 alle 16 al Teatro Diana di Napoli.

All’incontro hanno partecipato tanti attivisti, scrittori, artisti, avvocati, magistrati ed esperti per confrontarsi e spiegare perché al Referendum bisogna votare NO. Si tratta di un NO alla modifica della nostra costituzione.

Il 22 e il 23 marzo, con il nostro voto, difenderemo la Costituzione dall’idea di una giustizia forte con i deboli e debole con i potenti

Alla staffetta in difesa della Costituzione, condotta da Carmen Lasorella, sono intervenuti Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e inoltre, tra gli altri:

  • Viola Ardone
  • Raffaele Cardone
  • Maurizio De Giovanni
  • Jacopo Fo
  • Nicola Gratteri
  • Maria Teresa Imparato
  • Tomaso Montanari

Perché votare NO al referendum 2026?

Se vincesse il Sì, ci verificherebbe una compromissione della divisione dei poteri, fondamentale in una Democrazia. Per molti, la riforma è una minaccia all’indipendenza della Magistratura. Anche questo è un valore contenuto nella Costituzione, che assicura la necessaria divisione dei poteri.

Sanzioni disciplinari per Giudici che commettono errori

Inoltre, per magistrati e giudici in Italia sono previste sanzioni disciplinari per errori gravi, comportamenti scorretti o violazione dei doveri funzionali, gestite dalla Sezione Disciplinare del CSM.

La Costituzione (art. 107) e le norme vigenti (decreto legislativo n. 109/2006) consentono al Ministro della Giustizia e al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione di promuovere l’azione disciplinare nei confronti dei magistrati. I dati a disposizione mostrano che le azioni disciplinari sono state avviate dal Ministro in 24 casi nel 2023 (27%) e in 27 nel 2024 (34%)Quelle proposte dal Procuratore sono state 66 nel 2023 (73%) e 53 nel 2024 (66%). Queste percentuali dimostrano come la magistratura di fatto sia più severa del ministero della giustizia nel proporre l’apertura di un procedimento nei confronti dei giudici o dei pubblici ministeri.

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