Basta soldi ai giornali: è iniziata la raccolta firme, servono 500.000 adesioni

Quesito iniziativa

Volete che sia abrogato l’art. 16, comma 4-bis, del D.L. 30 dicembre 2023, n. 215 («Disposizioni urgenti in materia di termini normativi»), convertito, con modifiche, dalla legge 23 febbraio 2024, n. 18 («Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2023, n. 215, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi»), avente il seguente testo: «all’articolo 1, comma 394, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, concernente il differimento dei termini per la riduzione e l’abolizione dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici, le parole: “settantadue mesi” sono sostituite dalle seguenti: “novantasei mesi”».

Basta soldi ai giornali, dove si può firmare?

Serve innanzitutto autenticarsi con SPID o altro e cliccare sul link Basta soldi ai giornali – seguire le istruzioni e firmare.

Abbiamo appena depositato in Cassazione il quesito referendario per abolire il finanziamento pubblico ai giornali. Basta pagarli per mentirci! Ci occorrono 500.000 firme. Con un post, Alessandro Di Battista annuncia la raccolta delle firme, oggi 20 aprile 2026.

L’iniziativa era stata annunciata da Alessandro Di Battista nei mesi scorsi.Sui soldi pubblici ai giornali nei prossimi mesi, con l’Associazione Schierarsi faremo una grande battaglia”.

Perché non ci sarebbe stato un ignobile genocidio senza la scorta mediatica fornita ai terroristi dell’IDF da gran parte del sistema mediatico di regime occidentale. Il ruolo dei Mass Media è fondamentale, mai come oggi.

L’ultimo rapporto Censis dice che circa il 76% dei cittadini ritiene che le fake news siano sempre più ben costruite. Ma quanto ci costa la disinformazione e le notizie scadenti (o non-notizie)? Dobbiamo chiederci quanto ci costa vivere in un mondo che non conosciamo, cosa significa vivere non conoscendo ciò che accade intorno a noi? Ma anche in Africa o in Medio Oriente, per fare qualche esempio.

Fake news e giornali

Il Riformista“Morti a Gaza, anche l’Onu conferma che i numeri di Hamas erano pura propaganda: il rapporto che taglia le cifre dei terroristi”

Il Foglio: “Il rapporto inglese che smonta i numeri di Hamas (e di molti media) sui morti di Gaza”.

Giuliano Ferrara, fondatore del Foglio: “Hanno fatto i funerali alle bambole”

Mario Sechi, direttore di Libero: “Non ho visto tanti palestinesi dimagriti”

Repubblica: “Gaza, l’Onu rivede al ribasso il numero delle vittime fra donne e bambini”

Sito di Nicola Porro: “Sorpresa, i numeri di Hamas erano fake: l’Onu dimezza i morti a Gaza”

Libero“A Gaza si sono inventati 10.000 morti. L’ONU sbugiarda Hamas”.

Il Foglio: “Nella tragedia della guerra di Gaza, le cifre all’ingrosso fanno solo il gioco dei terroristi”.

Come combattere la disinformazione e la cattiva informazione? L‘associazione Schierarsi lancia la raccolta firme contro il finanziamento pubblico ai giornali.

Arriva Bastasoldiaigiornali. Il sito web, che per ora raccoglie i dati per la richiesta di un Referendum contro il finanziamento pubblico ai giornali è stato realizzato grazie all’associazione Schierarsi.

Basta guardarsi intorno per vedere la disinformazione che dilaga. Basta analizzare anche le recenti notizie, che hanno portato a importanti dimissioni nel Governo. Se le scoperte fatte non fossero state pubblicate da giornali indipendenti, certi personaggi occuperebbero ancora posti che non meritavano. Questo è solo un esempio.

Fake news e disinformazione si possono combattere ma è sempre più difficile.

Purtroppo smascherare fake news non è semplice e richiede un approccio critico, ma anche e l’utilizzo di strumenti specifici per verificare fonti, immagini e contenuti. Un metodo infallibile per accorgersi delle fake news è il senso critico, ma con l’utilizzo sempre più spregiudicato dell’intelligenza artificiale, anche il nostro senso critico potrebbe vacillare.

Come verificare l’attendibilità di una notizia?

Un’altra arma per difendersi dalle fake news è la cultura e l’intelligenza, in altre parole un’istruzione adeguata. Ci sono strumenti come  Google Reverse Image SearchTinEyeRevEye o Yandex che permettono di caricare un’immagine e scovarla nei siti che l’hanno pubblicata e verificarne dunque l’attendibilità.

Per quanto riguarda invece le notizie, alcuni siti web come Bufale.net e Butac.it o Attivissimo.net  riescono a smascherare numerose fake news.

Amnesty International’s YouTube Dataviewer e InVid browser plugin per i video fake. Graph.tips, StalkScan e WhoPostedWhat.com per verificare i profili facebook.

Il 21 novembre 2022, il nostro blog pubblicava un interessante articolo sulla prima scuola in Italia sul modello norvegese.

In Italia la prima scuola elementare sul modello finlandese – La Daisy a Chieri in Piemonte, progetto educativo con lezioni aperte al pubblico, spazi per apprendere e esperienza pratica.

L’obiettivo è crescere bambini curiosi, dinamici e liberi, preparati al confronto internazionale e capaci di sviluppare un pensiero critico autonomo e strutturato. Per farlo, l’ambiente in cui i più piccoli saranno immersi presenterà cardini saldi e puntuali, improntati alla condivisione, alla tolleranza e all’aiuto reciproco e osservati da una prospettiva multiculturale.

Tra i progetti  promossi: corso di cinese dalla prima elementare; orto didattico; letture in biblioteca; competenze digitali; lezioni in inglese; e, infine, classi di yoga & Mindfulness. I paesi del Nord Europa hanno molto da insegnare sui metodi per educare i più piccoli, tanto è vero che nelle scuole s’insegna il pensiero critico. Si formano cittadini liberi, che sappiano comprendere la realtà, le fake news e imparino a usare il cervello.

Le statistiche dell’iniziativa: Quante persone hanno firmato il referendum per abolizione finanziamento pubblico ai giornali?

Le regioni dove hanno firmato di più sono la Lombardia, il Lazio e la Campania.

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