C’è chi sostiene che le critiche a Trump siano un bluff di Meloni. Come sostenere il contrario, se si analizzano i fatti e le parole di questi anni?
Chiara l’analisi del Prof. Alessandro Orsini suoi social:
Ho letto l’intervista di Bonaccini a Repubblica sullo scontro tra Trump e Meloni. Ho ascoltato l’intervento di Elly Schlein.
Ho letto gli articoli del Corriere della Sera. E vedo molta confusione.
Trump ha chiesto a Meloni di entrare in guerra con l’Iran e Meloni ha detto di no perché non poteva dire di sì.
Meloni non sta cambiando strategia verso Trump, come afferma Bonaccini, tant’è vero che: 1) Meloni, mentre scrivo, sta cercando di ricucire con Trump dietro le quinte; 2) Meloni si è rifiutata di replicare all’affondo di Trump.
Nessuna novità, nessun cambio di strategia. L’interpretazione di Bonaccini è errata perché non è calata nel contesto geopolitico in cui lo scontro è maturato.
Una prova?
Tutti i Paesi europei hanno risposto come Meloni alla richiesta di “aiuto” da parte di Trump, hanno detto NO, giacché l'”aiuto”, nel modo in cui è concepito da Trump, consiste nell’entrare nello stretto di Hormuz con le navi da GUERRA per forzare il blocco imposto dall’Iran in una regione in GUERRA, all’interno di una coalizione di GUERRA, sotto la guida di un presidente in GUERRA, in cui l’aggredito è l’Iran.
Meloni ha aiutato Trump QUANDO ha potuto, ad esempio, inviando il SAMP/T (operato dai soldati italiani) agli Emirati Arabi Uniti.
Come ho spiegato nei miei libri, essere uno Stato satellite non significa dire di sì a tutto ciò che la potenza dominante chiede. Significa dire di sì ogni volta che è possibile scegliere tra dire di sì e dire di no. In questo caso, Meloni non aveva alcuna possibilità di dire di sì. Lo scontro non è stato tra Trump e Meloni, bensì tra Trump e i vincoli strutturali del sistema politico italiano radicati nell’articolo 11 della Costituzione.
Il problema non è nella relazione Meloni-Trump, bensì nella relazione Italia-guerra. Accogliere la richiesta di “aiuto” lanciata da Trump significa – semplice semplice – portare l’Italia in guerra.
Meloni non ha deciso nulla perché i vincoli strutturali del sistema politico italiano non le lasciano alcuna possibilità di decidere.
Ecco invece le parole del deputato Riccardo Ricciardi (M5S):
“Rivolgo la solidarietà all’istituzione ‘presidenza del Consiglio’, ma “se non ti comporti come istituzione per anni e ti comporti come leader politica, prona a Donald Trump per 4 anni, fino a candidarlo al Premio Nobel per la pace, sino a portare come unico componente a quel comitato d’affari che si chiama Board of Peace, il paese Italia, se non partecipi alla convention del Partito Repubblicano, ma alla convention Maga, fai nazionalismo e nazionalismo sempre, questa è la moneta con cui ti ripagano. Perché noi l’abbiamo detto in quest’aula che ci sono servi sciocchi, talmente sciocchi che perfino i padroni li prendono in giro. E questo è stato quello che ha fatto la presidente Meloni.
Quindi la solidarietà all’istituzione, ma questa presidente del Consiglio non ha portato avanti l’alleanza istituzionale con gli Stati Uniti, ha portato avanti l’alleanza partitica tra destre sovraniste che poi quando vedono scontrarsi i loro interessi, vanno fatalmente e inevitabilmente in corto circuito”.
Lo stretto di Hormuz…e le affermazioni contraddittorie di Trump
Lo stretto di Hormuz o stretto di Ormuz è uno stretto che divide la penisola arabica dalle coste dell’Iran e mette in comunicazione il golfo di Oman, a sud-est, con il golfo Persico, ad ovest.
Poco fa il Presidente degli Stati uniti ha affermato che “La guerra è quasi finita”, ma gli Usa mandano altri 10 mila soldati. Teheran: “Se il blocco Usa prosegue, chiudiamo il Mar Rosso”.
“Qualsiasi mossa o interferenza nello stretto di Hormuz non farebbe altro che complicare la situazione”. L’ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, in risposta al recente piano dei Paesi europei di formare una coalizione per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, dopo la guerra.
Dal punto di vista finanziario Il blocco dello Stretto di Hormuz non rappresenta un rischio significativo per i dividendi delle utility europee. Il blocco dello Stretto di Hormuz non rappresenta un rischio significativo per i dividendi delle utility europee.

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