La prima Indagine socio economica sul patrimonio forestale dei comuni italiani promossa da Pefc Italia con il supporto e la collaborazione di Uncem, Legambiente e Consorzio Caire ha decretato che l’Italia è tornata a essere una nazione a forte vocazione forestale, con oltre 100.000 chilometri quadrati coperti da boschi.
Questa estensione, che occupa oltre il 36% del territorio nazionale, ha superato la superficie dei terreni agricoli utilizzati. Un fenomeno di rinaturalizzazione spontanea di questa portata—guidato dall’abbandono dei terreni rurali e dallo spopolamento montano piuttosto che da grandi piani di rimboschimento—non si registrava nel Paese dal Medioevo.
Anche il quotidiano tedesco NZZ ha ripreso la notizia affermando che in Italia la natura sta riconquistando un intero paese. Oltre un terzo del paese è di nuovo foresta, la più alta dal Medioevo. E questo senza un grande programma di rimboschimento. Il vero motivo è fuggire dal paese. Poiché sempre più persone lasciano i borghi di montagna, i loro campi e i loro pascoli restano vuoti. Ecco dove gli alberi si stanno di nuovo diffondendo.
Ecco come l’Italia sta lentamente tornando ad essere una nazione verde della foresta.
I dati e le dinamiche di questa crescita evidenziano una serie di aspetti significativi:
- Estensione: I boschi hanno superato la soglia degli undici milioni di ettari, con oltre tre quarti del patrimonio forestale concentrato nei comuni montani.
- Primato Regionale: La regione più boscosa d’Italia è la Liguria, con una copertura del territorio che si aggira intorno al 74%.
- Il Comune Più Verde: Il primato assoluto appartiene al piccolo comune di Marcetelli, in provincia di Rieti, la cui superficie è coperta per oltre il 98% dagli alberi.
- Impatto Ecologico ed Economico: Se da un lato l’aumento della massa boschiva favorisce l’assorbimento di \(CO_{2}\) e la tutela della biodiversità, dall’altro l’abbandono delle aree rurali richiede una maggiore gestione del territorio per prevenire incendi e dissesto idrogeologico. Inoltre, nonostante l’abbondanza di legname, l’Italia importa ancora l’80% del suo fabbisogno dall’estero
L’indagine condotta, analizza e condivide dati inediti come l’Indice di Boscosità, ovvero il rapporto tra superficie forestale e superficie totale del comune, e la superficie forestale totale di ciascun territorio comunale, integrandoli con altri elementi strategici per le politiche della montagna: dall’andamento demografico degli ultimi vent’anni al consumo di suolo, fino ai fenomeni di spopolamento o ripopolamento.
Intorno alle foreste si forma una vera economia, come dimostra il caso di Marcetelli, il Comune più boscoso d’Italia. Aria pura, ricarica delle falde acquifere, protezione contro l’erosione del suolo, mitigazione delle alluvioni, sequestro di anidride carbonica, produzione di legname e funghi: sono tutti i benefici che il bosco regala alla collettività. Servizi ecosistemici, che hanno un grande valore. Il comune ha guadagnato o risparmiato 8 milioni di euro all’anno, , circa 150 mila euro all’anno ad abitante valore naturale per la collettività.
Incendi boschivi
Non bisogna dimenticare che ogni anno gli incendi boschivi che in Italia ogni anno bruciano tra i 30 mila e i 40mila ettari all’anno. In questo campo, l’intervento dell’uomo sarebbe provvidenziale. Infatti, è necessaria molta prevenzione ma anche una strategia di governo, regioni, province e comuni che individuino le cause e agiscano su di esse.
Nel 2021 nel nostro blog ci siamo occupati del business degli incendi con l’articolo Un’economia inattaccabile: Il business degli incendi. Il testo mostra dati e danni a terreni e ad animali. Inoltre individua negli interessi criminali dietro i roghi, in particolar modo in regioni come la Campania, Calabria, Puglia e Sicilia.
Il fondamentale ruolo dei comuni montani
“Il fatto che oltre tre quarti delle foreste italiane siano concentrate nei Comuni montani racconta meglio di qualsiasi altra statistica il ruolo delle montagne nella tutela del capitale naturale nazionale – commenta Marco Bussone, presidente Pefc Italia, Uncem e Aiel -. Le foreste producono servizi ecosistemici fondamentali per tutto il Paese e rendono evidente la necessità di rafforzare strumenti di governance territoriale e politiche che sostengano concretamente le comunità che custodiscono questi patrimoni. Nessuno – prosegue – aveva mai messo in fila tutti i numeri delle foreste italiane e nei Comuni italiani. Pefc rende questo percorso a disposizione di tutti, per un viaggio in Italia di grande impatto e fascino”.
Non è merito dell’uomo, ,anzi, è la stessa natura che si sta riprendendo i suoi spazi. Ciò avvenne anche nel periodo del Covid-19. In quei mesi l’aria e le acque del mare erano pulite, le città silenziose e la natura fece la sua parte.
L’indagine ha rilevato lo spostamento della popolazione rurale verso le città. In questo modo i terreni coltivati sono stati lentamente abbandonati. La vegetazione spontanea, quindi ha potuto riprendersi nuovamente le colline e le montagne italiane.
Boschi naturali hanno preso il posto dei campi, offrendo un nuovo rifugio per la fauna selvatica. La natura ha una forza straordinaria che va anche oltre la devastazione che l’uomo è capace di compiere. Ma c’è anche un’altra lettura. Non tutti fuggono dai campi, anzi ci sono tante persone che decidono di vivere nelle campagne, fuggendo dalle città. Queste persone lo fanno anche per prendersi cura della natura, contribuendo ad un’economia circolare.
Fonti: NZZ, Ansa

