I cambiamenti climatici in atto e il caldo anomalo che in questi anni sta tenendo in scacco tutto il mondo preoccupano. Tuttavia, esistono zone del globo in cui il caldo è soffocante e non ci sono mezzi per combatterlo. La necessità di inventare e creare metodi e nuove soluzioni diventa importante, soprattutto in alcune zone rurali dell’Africa.
Nelle zone rurali della Nigeria, dove l’elettricità è inaffidabile o del tutto assente, un ragazzo di nome Musa ha realizzato un frigorifero funzionante fatto di argilla e sabbia. Sono stati impiegati materiali semplici e conoscenze tradizionali, infatti, ha creato una camera refrigerante capace di mantenere fresche le verdure per diversi giorni, senza alcun bisogno di elettricità.
Un refrigeratore Zeer è un antico sistema di raffreddamento naturale chiamato anche “vaso nel vaso” che non usa energia elettrica e sfrutta l’evaporazione dell’acqua. Può diminuire la temperatura interna fino a 10-15°C rispetto a quella esterna.
Come funziona il frigorifero del deserto?
Il principio alla base è quello del raffreddamento per evaporazione. Il ragazzo ha modellato due recipienti di argilla, uno leggermente più piccolo dell’altro; ha riempito lo spazio tra i due con sabbia umida e ha coperto l’apertura con un panno bagnato. Quando l’acqua contenuta nella sabbia evapora, sottrae calore al recipiente interno, abbassandone così la temperatura.
Questo metodo è comunemente noto come frigorifero “vaso nel vaso” o “refrigeratore Zeer”. Musa ha inoltre perfezionato il modello introducendo chiusure più ermetiche e un piccolo canale di scolo per evitare traboccamenti in condizioni di elevata umidità.
Cosa conserva Musa nel frigorifero del deserto?
All’interno conserva pomodori, verdure a foglia e persino latte: alimenti che, a causa del forte caldo, si deteriorerebbero nel giro di poche ore. La sua invenzione ha suscitato l’interesse di insegnanti e agricoltori locali, che hanno iniziato a costruire modelli simili per le famiglie e i mercati. Si tratta di un sistema economico, sostenibile e perfettamente adattato al clima.
Il frigorifero in argilla di Musa è molto più di un semplice dispositivo ingegnoso. Ci ricorda che l’innovazione non richiede grandi conoscenze.
Una tecnologia antica con un impatto moderno
Anche se il lavoro di Musa è incredibilmente prezioso per la sua comunità, è interessante notare che questo sistema ha origini antichissime (era usato già nell’antico Egitto). In epoca moderna, questo dispositivo è conosciuto come Zeer pot (o frigorifero “pot-in-pot”) ed è stato ampiamente perfezionato e diffuso negli anni ’90 dall’insegnante nigeriano Mohammed Bah Abba, che per questo vinse anche il prestigioso Rolex Award for Enterprise.
Vincitrice negli anni ’90 del Rolex Awards for Enterprise, questa tecnologia torna oggi al centro dell’attenzione, un metodo antico che trasforma due normali vasi di terracotta in un piccolo microclima artificiale capace di rallentare il deperimento degli alimenti. Scopriamone di più sul funzionamento del cosiddetto “frigorifero del deserto” e i suoi vantaggi.
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