Quanto vale la disinformazione in Italia e la macchina delle fake news

Un’interessante ricerca di contenutidigitali.net ha analizzato 23 siti di fake news italiani. Queste statistiche servono a comprendere in che modo le fake news e la disinformazione influenzano le nostre vite.

Ogni mese questi 23 siti generano complessivamente più di 16 milioni di visite, e già questo è un dato importante, per farci capire che il fenomemo è di grossa portata. La ricerca ha anche analizzato il tempo che viene speso sui siti di fake news. Il tempo medio è superiore a 5 minuti, e questo significa che una notizia viene letta dall’inizio alla fine, e così il dramma si aggiunge ad un altro dramma. La disinformazione è anche sinonimo di cattiva informazione, e questo concetto è molto complesso e per contrastare questo fenomeno bisogna possedere un buon senso molto elevato.

Disinformazione e fake: news traduzione in cifre

  • Il primo sito di fake news italiano genera il 28,2% del traffico totale di tutti i siti di fake news, per un totale di 4.590.000 visite/mese.
  • 6 siti su 23 generano più di 1 milione di visite al mese.
  • 11 siti generano tra le 100.000 e le 999.999 visite al mese.
  • 6 siti generano meno di 100.000 visite al mese

La ricerca ha messo in evidenza che una parte del traffico giunge dai motori di ricerca, mentre la più grande fetta dai social network, in particolare da facebook.

Come difendersi dalle fake news e dalla disinformazione

Se i principali social network si sono attivati per evitare che questo tipo di news potesse avere una grande diffusione, lo stesso stanno facendo agenzie diplomatiche o centri di monitoraggio. Facebook è parte dei firmatari del “Codice di buone pratiche sulla disinformazione” promosso dalla Commissione Europea nel 2018 e ha assunto oltre 35.000 persone che si occupano di sicurezza della piattaforma.

L’azione di Facebook si fonda sul presupposto che non tutti i contenuti vadano rimossi ma che, per alcune tipologie di contenuti, vadano strutturati interventi differenti come la diminuzione della distribuzione e della visibilità oppure la creazione di una maggiore consapevolezza dell’utente nei confronti di tali contenuti, attraverso strumenti di segnalazione della notizia falsa, come etichette informative “Questo – spiegano da Facebook – per trovare il giustobilanciamento tra libertà di espressione e sicurezza dei propri utenti”.

Tre pilastri sono alla base della strategia di Facebook: rimozione, riduzione ed informazione.

NewsGuard è lo strumento di affidabilità di internet, si tratta, in pratica di una community formata da giornalisti e analisti che quotidianamente si occupa di monitorare migliaia di siti web di informazione e verificare l’attendibilità delle notizie pubblicate. In questo modo, NewsGuard contrasta la disinformazione. I giornalisti effettuano ricerche sulle testate giornalistiche, per aiutare i lettori le notizie vere da quelle false.

Fake news e disinformazione: il lato sociale

Quali sono le ripercussioni della disinformazione e delle fake news sulla nostra vita e sulla nostra socialità?

Prima di rispondere a questa domanda, è necessario fare la domanda: Perché ci informiamo, perché leggiamo le notizie?

La risposta è semplice e complessa allo stesso tempo. L’informazione serve a conoscere e capire il mondo che ci circonda. E cosa significherebbe se l’informazione viene distorta e se percepiamo il falso come vero? Sarebbe un disastro enorme.

Oltre ad alcuni siti e alle misure messe in atto dai social network, vi sono tanti consigli per evitare le fake news, ma lo strumento più importante resta sempre il buon senso e la capacità di saper leggere il mondo sotto ogni suo aspetto. Al di là di ogni sospetto, una fake news dovrebbe insinuare in noi qualche dubbio.

In ogni caso NewsGuard è anche un’applicazione, che si può scaricare e utilizzare nelle situazioni di dubbio. I lettori dovrebbero essere sempre pieni di dubbi e attenti, ma soprattutto meno che ingenui.

La realtà è complessa e non fidarsi di chi tenta di semplificarla è il primo passo verso la liberazione dalla zavorra della disinformazione e delle fake news.

Formare cittadini attivi e responsabili è l’obiettivo delle scuole finlandesi

I paesi del nord Europa, sembrano lontani e irraggiungibili per certi versi, in molti casi, invece, riescono a dare lezioni che tutti dovremmo imparare. In quei paesi si rispetta di più l’ambiente e la cultura è fondamentale, la civiltà ha un senso diverso fondato sul rispetto. Lo dimostrano le piste ciclabili e la massiccia pubblicazione di libri, per esempio.

Nelle scuole finlandesi si impara anche a riconoscere le fake news; il modello di scuola si basa sul concetto di formare cittadini più consapevoli, capaci di riconoscere la cattiva informazione, la quale fa molti più danni di quanto si possa immaginare.

L’informazione è diventata un bombardamento da più parti; tutti sanno tutto e vogliono comunicarlo a tutti i costi, a volte l’informazione viene distorta in base alla visione politica o ideologica dei giornalisti, altre volte, peggio ancora vengono diffuse fake news, chiamate anche bufale, ovvero notizie non vere, false.

In realtà esistono alcuni metodi per riconoscere le fake news, e nelle scuole finlandesi si insegna anche a difendersi dalla disinformazione; un cittadino disinformato o male informato non ha una visione completa della realtà, e soprattutto non può sviluppare un senso critico e non pensa con la propria testa. Alcune raffiche di notizie hanno il solo scopo di destabilizzare, di creare prototipi di cittadini, che hanno convinzioni di massa e generalizzate.

Il professor Kari Kivinen, preside del college statale di Helsinki, in un’intervista sul quotidiano inglese “The Guardian” ha spiegato come il sistema educativo del suo paese si sia adattato alla necessità di offrire agli studenti una formazione specifica sulla disinformazione e sull’importanza di verificare sempre i dati, risalendo alla fonte e riuscendo da soli a valutare se è o meno affidabile.

Cittadini informati sono anche cittadini più  liberi.

Ogni materia scolastica insegna a difendersi dalla disinformazione

la matematica, la storia, l’arte e la grammatica

E’ già da qualche anno che la Finlandia ha introdotto l’alfabetizzazione giornalistica e le istruzioni di pensiero critico nel curriculum scolastico nazionale. Nelle lezioni di matematica, gli alunni imparano quanto sia facile mentire con le statistiche; in quelle di arte, vedono come può essere manipolato il significato di un’immagine. Durante le ore di storia, analizzano importanti campagne di propaganda, mentre gli insegnanti di lingua finlandese lavorano con i bambini sui i diversi modi in cui le parole possono essere usate per confondere, fuorviare e ingannare.

Il pensiero critico in questo processo è fondamentale, perché aiuta a distinguere le bugie dalla verità e a non guardare tutte le notizie con scetticismo, ma in primo luogo ragionando e consultando le fonti attendibili.

La Finlandia ha una visione a lungo termine, che ogni paese dovrebbe adottare, perché mette al centro la formazione delle nuove generazioni, futuri cittadini più attivi e consapevoli, capaci di valutare le informazioni con senso critico e diffonderle, condividerle in modo responsabile e per il bene di tutti, in fondo a questo serve l’informazione, al bene di tutti, non di alcuni.

Storia, linguaggio televisivo, senso critico, senso civico, ragionamento, ironia

In Italia non solo i giornalisti tentano di fare informazione, ma anche altri personaggi, come alcuni politici o opinionisti televisivi. eppure, nel nostro paese, non è difficile riconoscere notizie propagandistiche, basterebbe consultare qualche testo di storia fascista, non molto lontana. Per riconoscere le notizie false e la cattiva informazione, bisogna avere una preparazione multidisciplinare: è necessario aver studiato la storia, guardare documentari ma anche tv spazzatura, per accorgersi anche delle notizie superflue, che hanno lo scopo di tappare buchi e spazi, che in caso contrario dovrebbero essere riempiti con notizie scomode. Nel febbraio scorso su questo blog è stato pubblicato un articolo-sperimentale con un elenco di non-notizie, diffuse dalle reti del servizio pubblico – notizie choc-chezze prendendo in esame solo due edizioni. 

 

 

 

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