Commercio equo solidale: spendere bene con le settimane Fairtrade

Fairtrade lancia una nuova iniziativa: Le settimane Fairtrade. Per ogni prodotto acquistato tante persone avranno condizioni di vita dignitose. E riceveranno un compenso adeguato per il loro lavoro. E intere comunità potranno continuare a vivere.

Hai mai pensato a cosa si nasconde dietro il “sottocosto”? Secondo te, chi paga quella differenza che non viene messa in conto sullo scontrino?

Sarà qualcun altro, probabilmente: l’agricoltore, costretto a vendere i frutti del proprio lavoro a un prezzo inferiore ai costi di produzione e a ridursi in povertà.

O la pagheremo tutti noi, prima o poi, sotto forma di effetti sull’ambiente, di aumento delle migrazioni o di ingiustizia sociale.

Per aderire al gioco basta cliccare su le settimane fairtrade scegliendo i prodotti che si vorrebbe acquistare e poi lasciare nel “checkout” la e-mail in modo che a ottobre  si possa essere avvisati quando i prodotti saranno in promozione nei supermercati che aderiscono alle Settimane Fairtrade.

A ottobre infatti, grazie alla collaborazione con CarrefourCoopLIDL Mercatòtroverai centinaia di prodotti certificati Fairtrade in sconto.

Il gioco potrebbe diventare Social condividendolo…

fonte:Fairtrade

Fairtrade: Commercio equo e solidale

Molti si saranno accorti, facendo la spesa di scritte su diversi prodotti che recitano: equo e solidale, in particolare del marchio fairtrade.

Fairtrade aiuta a rendere più sostenibile la coltivazione del cacao garantendo il prezzo minimo Fairtrade per questa materia prima e offrendo un guadagno aggiuntivo da investire nelle comunità locali, in modo che gli agricoltori possano costruire un futuro migliore per se e per le loro famiglie. – è quello che si legge sul sito Fairtrade.

Conosciamo meglio questa realtà: Cos’è Fairtrade

Molte volte ci siamo chiesti come poter cambiare il mondo, e altrettante volte ci siamo sentiti sconfitti oppure troppo piccoli per poterlo fare. Resto sempre dell’idea, che invece nel nostro piccolo possiamo fare tanto (lo ribadisco: siamo quasi 9 miliardi di persone sul pianeta). Nove miliardi di persone attraverso i loro comportamenti e i loro consumi soprattutto possono creare o modificare una tendenza.

La storia è antica ma paradossalmente sempre attuale e si chiama sfruttamento. Sfruttamento delle risorse e sfruttamento del lavoro delle persone. Si tratta di un meccanismo non molto complesso, attraverso il quale qualcuno si arricchisce, impoverendo il pianeta o sfruttando i lavoratori. Fenomeni come l’imperialismo e il colonialismo hanno lasciato il posto a caporalato o semplicemente allo sfruttamento in tutte le sue forme per capirci. Ancora oggi, ad esempio, le aziende che chiudono per aprire stabilimenti in paesi dove la manodopera costa meno, lo fanno per fare buoni affari a danno di migliaia di lavoratori che resteranno senza lavoro.

La mission di Fairtrade

La mission di Fairtrade è cambiare il mondo, è ovvio che non è cosa semplice, ma qualunque sforzo in questo senso va sostenuto e apprezzato. Fairtrade è il marchio internazionale di certificazione del commercio equo e solidale. In altre parole sostiene i produttori agricoli dei Paesi in via di sviluppo, dando loro la possibilità di migliorare le proprie condizioni di vita e di lavoro. Il prezzo dei prodotti con il marchio Fairtrade è più alto ma viene certificato attraverso una rete di cooperative e organizzazioni per garantire alcune condizioni.  Esempio:  I consumatori si impegnano ad acquistare prodotti ad un prezzo più alto in cambio di qualità, ecosostenibilità. Si è certi di acquistare e quindi sostenere agricoltori che non sfruttano il lavoro minorile, che non deturpano l’ambiente e così via. Inoltre, Fairtrade corrisponde dei premi ai produttori, per la costruzione di scuole, infrastrutture, ambulatori, ospedali.

Consumo responsabile. Le grandi catene di supermercati lanciano offerte a sottocosto, si tratta di strategie di marketing, e il consumatore è attirato da questa politica. Bisogna tener presente, però, che dietro a prezzi bassi ci sono costi per l’ambiente e per il sociale. In altre parole il prezzo è basso ma il costo più alto lo paga l’ambiente e tutta la comunità, attraverso l‘impoverimento delle risorse. Se acquistiamo  un prodotto a sottocosto, questo vuol dire che altri stanno pagando la differenza. Fairtrade garantisce il prezzo giusto all’agricoltore, per permettergli di vivere e pensare al futuro e con i premi aiuta anche a migliorare la vita della sua comunità.

Fairtrade: le critiche

Le critiche non mancano mai, e guai se non fosse così. Il concetto che Fairtrade cerca di introdurre è cambiare il mondo, e cerca di farlo influenzando tutta la filiera produttiva. Cambiando radicalmente certe abitudini si influisce sulla politica dell’intero pianeta.

Fairtrade ha subìto tantissime critiche, tutto normale fin qui. Quando si cerca di fare qualcosa, soprattutto se qualcosa di positivo si scatenano attacchi da ogni fronte. Una delle critiche che Fairtrade ha subìto è che aiuta poco l’Africa e molto le imprese.

Moltissime aziende hanno da tempo abbandonato il marchio Fairtrade per creare regolamenti interni, e di conseguenza nuovi marchi. Sotto un certo punto di vista, tutto ciò appartiene alle strategie di marketing. Basta capire cosa vogliono i consumatori e il gioco è fatto. Quante società hanno cambiato faccia negli ultimi tempi diventando ecologiste, schierandosi contro lo sfruttamento delle risorse, pro-ambiente e così via? Nulla da eccepire, se si tratta di un cambiamento reale, ma in alcuni casi si sono scoperti dei falsi, spesso una politica ecologista o bio è solo apparente.

Sono state condotte inchieste e sono stati scritti libri per analizzare il sistema delle certificazioni di Fairtrade. Quale sistema è perfetto? In Germania Fairtrade ha subìto attacchi, perché vengono impiegate (e quindi certificate) anche materie prime tradizionali nell’intero processo di produzione.

Conclusioni

Quando un’idea è buona bisogna proseguire su quella strada. Capitalismo, Imperialismo, Colonialismo sono solo alcuni dei sistemi che non hanno funzionato. Oggi, qualcuno vuole convincerci che il sistema Fairtrade non va bene,  o che ha promesso ciò che poi non riesce a mantenere. Di sicuro con questo sistema non è cambiato il mondo, ma ha fatto comprendere che esiste un’alternativa.

Cambiare il mondo è cosa molto difficile, che comporta molti passaggi, spesso dolorosi, errori e imperfezioni, ma vale la pena provarci e non lasciare campo libero a chi desidera un ritorno al passato. Oppure si può far ricorso al pensiero critico.

Alcuni dati da Fairtrade

Gli agricoltori Fairtrade e i lavoratori hanno guadagnato più di mezzo miliardo di euro in Premio Fairtrade negli ultimi 5 anni da spendere in progetti a loro scelta. Ma come fanno a decidere esattamente come spendere il Premio? Che priorità hanno? E qual è l’impatto a livello più profondo che provoca nelle loro vite?
L’istituto di ricerca francese LISIS ha analizzato i dati sul Premio Fairtrade  e ha approfondito la situazione di 5 organizzazioni di produttori certificati attraverso visite in loco, intervistecorsi di formazione con il management delle organizzazioni, i contadini e i lavoratori. Sono state prese in considerazione sia cooperative che piantagioni e la ricerca ha abbracciato diverse tipologie di produzioni in Africa e America Latina: due organizzazioni di piccoli produttori in Perù (cacao/caffè e banane), una in Ecuador (banane), un’unione di cooperative in Costa d’Avorio (cacao) e una piantagione di fiori in Kenia.

La maggior parte del Premio viene speso in servizi per i contadini e lavoratori, seguiti da investimenti sulle cooperative

Tra il 2011 e il 2016, le organizzazioni hanno scelto di spendere:

  • il 52% dei loro fondi in servizi per i contadini e i lavoratori: pagamenti in contanti, strumentazione agricola, fertilizzanti o prestiti;
  • il 35% per rafforzare le cooperative: miglioramento dei processi dell’impresa, costi di ufficio, finanziamenti e formazione per la dirigenza e per i dipendenti;
  • il 9% in progetti per la comunità in ambito sanitario e per le infrastrutture educative, acqua e servizi igienici o progetti ambientali.

Le borse di studio e i servizi sanitari sono stati i più apprezzati secondo le persone intervistate. Alcuni sono riusciti a realizzare economie di scala. Per esempio, in Kenia sono state acquistate grandi quantità di fornelli efficienti poi rivenduti  ai lavoratori a prezzi scontati. Il Comitato per la gestione del Premio ha acquistato inoltre un pezzo di terra e ne ha venduto delle porzioni ai lavoratori a circa un terzo del prezzo di mercato. Per i lavoratori non sarebbe stato possibile altrimenti possedere la terra.
La cooperativa produttrice di banane in Ecuador ha lavorato con il Network regionale dei produttori per costruire una fabbrica di biofertilizzanti, compost e altri prodotti. I contadini risparmiano acquistandoli ad un prezzo più basso di quello di mercato e possono eventualmente rivenderli all’esterno per generare ulteriore reddito. Dalla riduzione dei contaminanti ha tratto beneficio anche l’ambiente.

Come si diventa consumatori responsabili – Cambiare la vita di qualcuno

Comprendiamo sempre di più quanto le nostre scelte siano importanti, e in che modo possiamo diventare consumatori responsabili. I nostri comportamenti sono fondamentali, sembrano semplici gesti, ma la scelta anche di un singolo prodotto può cambiare la vita di qualcuno, e questo è un sistema che non passa mai.

I marchi Fairtrade e come riconoscerli

Questo tipo di Marchio Fairtrade viene stampato sui prodotti coltivati e commercializzati secondo i criteri del commercio equo. Significa inoltre che questi prodotti sono completamente tracciabili (trattati separatamente dai prodotti non-certificati), dal campo allo scaffale. Puoi trovare questo Marchio su i prodotti mono-ingrediente, come le banane e il caffè.
Questo tipo di Marchio Fairtrade viene stampato sui prodotti coltivati e commercializzati secondo i criteri del commercio equo. Significa inoltre che questi prodotti sono completamente tracciabili (trattati separatamente dai prodotti non-certificati), dal campo allo scaffale. Puoi trovare questo Marchio su i prodotti mono-ingrediente, come le banane e il caffè.

Se trovi il Marchio Fairtrade con una freccia, significa che sul retro della confezione troverai maggiori informazioni sugli ingredienti. Il Marchio con la freccia viene usato sui prodotti con più ingredienti, come le barrette di cioccolato o i cereali per la colazione. Tutti gli ingredienti che sono disponibili con certificazione Fairtrade devono essere Fairtrade (per esempio tutto il cacao, lo zucchero e la vaniglia). Il contenuto minimo totale Fairtrade è del 20%, ma molte aziende ne utilizzano di più. Troverai la percentuale effettiva sul retro della confezione.
Se trovi il Marchio Fairtrade con una freccia, significa che sul retro della confezione troverai maggiori informazioni sugli ingredienti. Il Marchio con la freccia viene usato sui prodotti con più ingredienti, come le barrette di cioccolato o i cereali per la colazione. Tutti gli ingredienti che sono disponibili con certificazione Fairtrade devono essere Fairtrade (per esempio tutto il cacao, lo zucchero e la vaniglia). Il contenuto minimo totale Fairtrade è del 20%, ma molte aziende ne utilizzano di più. Troverai la percentuale effettiva sul retro della confezione.

 

Fonte Immagini sito web Fairtrade – Immagine di copertina Costruzione di un pozzo in Malawi – Copyright Fairtrade Foundation

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