Le case di moda scendono in campo per l’emergenza Covid-19

La creatività si trasforma in generosità, è quello che sta accadendo in Italia. Ma ora il fiume della solidarietà si è innescato in tutto il mondo. Ancora una volta l’Italia fa da traino alla condivisione e vince sempre le gare dove conta il cuore. Le grandi case di moda italiane combattono il Coronavirus trasformandosi in fabbriche di mascherine e camici, e  anche gli stilisti stranieri stanno seguendo l’esempio dell’Italia. Gucci, Prada a anche Armani stano producendo senza un marchio, rinunciando al brand che il contraddistingue. Niente più abiti firmati di alta moda quindi, ma camici protettivi monouso. Giorgio Armani ha anche donato agli ospedali 2 milioni di euro alla Protezione Civile e agli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele, Istituto dei Tumori di Milano e dello Spallanzani di Roma, e ha fatto sapere di aver convertito i suoi stabilimenti di Trento, Carré, Matelica e Settimo; infatti qui si produrranno camici destinati alla protezione individuale degli operatori sanitari impegnati a fronteggiare il Coronavirus. 

Covid-19: i misteri del Coronavirus

Mai come in questo momento storico, le notizie vere come le bufale corrono ad una velocità impressionante, e utilizzano qualsiasi mezzo e dispositivo, si tratta di video, testi oppure semplicemente audio. In realtà lo stato dell’informazione in Italia, come del resto anche in gran parte del mondo, lo sappiamo molto bene è pilotato da interessi più svariati. Fin dall’inizio però il Covid-19 è sembrato essere avvolto da mille misteri, i mass media sono discordanti perfino sul come sia avvenuta la prima trasmissione in Cina, e avanzano molteplici ipotesi,ma nessuna dimostrata ufficialmente. Ancora oggi in Italia non si riesce a capire come si sia potuto diffondere il virus, dal momento che non si riesce a trovare il paziente zero.

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