Coronavirus e inquinamento: Cosa fare perché non ritorni lo smog

Con l’arrivo della pandemia Covid-19 si è assistito in tutta Europa a un abbassamento dell’inquinamento, è ciò che ha annunciato l’ ESA, l’Agenzia spaziale europea, che ha fotografato la situazione dallo spazio. Secondo i dati in alcune città addirittura i livelli di polveri sottili sono diminuiti del 50%. Sta accadendo ciò per cui si combatte da anni, con le manifestazioni e gli eventi in tutto il mondo, nate sulla scia degli scioperi di Greta Thunberg.

Il grafico ripreso dall’Agenzia mostra una nuvola di gas tossico quasi scomparsa, all’altezza delle centrali elettriche industriali. A Parigi dal 13 aprile al 13 marzo c’è stato un calo del 54% dei livelli di biossido di azoto rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. A Milano, Roma e Madrid l’abbassamento delle polveri sottili è stato del 45% circa.Le restrizioni hanno costretto fabbriche e industrie a fermare la produzione, per cui anche lo smog con meno auto in circolazione si è abbassato notevolmente. Si tratta di una situazione che dovrebbe persistere anche dopo la riapertura, perché può portare solo benefici. Da anni si discute sui cambiamenti climatici, che stanno avvenendo sul nostro pianeta; Cosa accade con le chiusure? Aria più respirabile, meno patologie, meno stress, la natura sta riprendendo spazi che l’uomo aveva distrutto. Questa è la strategia giusta e la strada da seguire per salvare il pianeta e la nostra salute. 

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fonte: Esa, concentrazioni di biossido di azoto in Europa (credit Esa) – Ansa

Il monossido di carbonio, emesso  dalle macchine, è diminuito del 50% come conseguenza della riduzione del traffico, in media del 35% su scala globale; è quanto è emerso da dati provenienti dalla Columbia University e da altri studi compilati negli ultimi giorni, rispetto allo stesso periodo del 2019.

In Cina si evidenzia un calo del 25% nelle emissioni, vale a dire l’% delle emissioni annuali. A New York le emissioni sono diminuite del 10% già nei primi giorni di chiusura. L’aria più respirabile e questo stato idilliaco dell’ambiente – natura rischia di essere un equilibrio, che ben presto potrebbe rompersi, con l’avvio delle attività produttive. Quest’esperienza, però deve far sì che le persone, e soprattutto i Governi mettano in atto misure che salvaguardino l’ambiente e riducano al minimo l’inquinamento, che risulta essere anche una delle concause della diffusione del Covid-19 e dei decessi avvenuti in tutto il mondo.

La speranza è l’ultima a morire, e si spera che lo Smart Working, una riduzione dei trasporti e delle emissioni inneschi un cambiamento positivo nel cambiamento attuato dal Covid-19. Gli esperti continueranno a monitorare la situazione delle emissioni, che si riflette anche sulle variabili meteo e sui cambiamenti climatici. 

Alcune città italiane stanno pensando alla riapertura e stanno cercando di mettere a punto piani per l’utilizzo delle biciclette e delle piste ciclabili. Nel prossimo futuro, bisognerà investire molto sulla mobilità, sullo sharing mobility, e incentivare lo Smart working.

 

 

 

 

 

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