Santa Maria del Parto a Mergellina

Chi visita Napoli non può fare a meno di ammirare il meraviglioso panorama di Mergellina, sicuramente uno dei più belli al mondo. Giovanni Pagano scriverà parole bellissime: Quivi vicino è la villa di Virgilio, che prospettava le poetiche e pittoresche coste del Vesuvio, e di Sorrento, le quali inspirarono a lui quei solenni poemi, che rendon sì caro e venerato il nome suo e la sua tomba, la quale non molto lungi sorge come tempio d’inspirazioni, in cui trassero fra gli altri Dante, Boccaccio, e Petrarca.

Mergellina oggi, meta di turisti e affollatissima, un tempo era una zona tranquilla di pescatori, che si estendeva fra il mare e campagna. Il Casino reale costruito (età borbonica) per la caccia e la pesca, oggi è un palazzo privato. L’antica via Mergellina, che si affacciava sul mare a partire dalla riviera di Chiaia,  si è trasformata in una strada interna su cui affacciarono i nuovi palazzi di Viale Gramsci. Dal porto di Mergellina ci si può imbarcare per le isole.

Come arrivare a Mergellina

A Mergellina arrivano due linee della metropolitana, la linea 6 e la linea 2. Inoltre vi sono Bus e treni. a zona è bene collegata con bus che passano regolarmente, oltre al lungomare vi sono alcune spiagge libere, spiagge di Posillipo e lidi di Marechiaro. 

La chiesa di Santa Maria del Parto a Mergellina ha una storia antichissima, nacque grazie all’opera letteraria (De Partu Virginis) del poeta Jacopo Sannazzaro, uno dei maggiori esponenti dell’umanesimo partenopeo, che fece costruire due chiese, una superiore e l’altra inferiore. Sulla facciata della chiesa si trovano due tondi, che non raffigurano santi ma il volto di Sannazzaro e quello di Federico d’Aragona. Oltre ai tondi  si trovano gli stemmi in marmo del Sannazzaro e dei Servi di Maria, l’ordine religioso che attualmente occupa il complesso di Mergellina.  Infatti, l’ultimo restauro curato dall’ Università Suor Orsola Benincasa, con l’alta sorveglianza del Mibac, ha riportato all’antico splendore gli stemmi che si trovano sul portale d’ingresso della chiesa di Santa Maria del Parto a Mergellina.

Nella calotta absidale della chiesa si trovano gli antichi dipinti murali del pittore romano Paolo Guidotti Borghese del 1593, che raffigurano le storie della Vergine: la Visitazione, la Natività di Gesù, la Presentazione al Tempio, l’Incoronazione della Vergine e negli spicchi dell’arco, l’Annunciazione 

 

 

Federico d’Aragona concesse a Jacopo Sannazzaro verso la fine del Quattrocento un terreno all’interno del quale esisteva già una villa a cui venne fatta aggiungere dallo stesso Sannazaro una torre.

Interni della chiesa Santa Maria del Parto

Al di sopra della calotta vi è una scritta tratta dal De Partu Virginis: Virginitas Partus discordes tempore longo Virginis in grembo pacis habent

Dopo l’arco si trova il sepolcro del Sannazaro (realizzato da Giovann’Angelo Montorsoli da Poggibonsi), il quale lasciò un programma iconografico cui ispirarsi per la sua realizzazione. Si tratta di una vera cappella funeraria, ispirata al Colombarium, che ospitava la tomba di Virgilio. Le due statue poste alle estremità rappresentano Apollo e Minerva, ribattezzate dopo la controriforma in Davide e Giuditta. Il bassorilievo rappresenta una scena con Pan, Marsia, Nettuno e altre muse con l’unico riferimento cristiano, la scritta D.O.M., Dio, il più buono e il più grande.

Jacopo Sannazzaro
Sepolcro di Jacopo Sannazzaro

Gli affreschi

La parete dietro al monumento  venne affrescata nel 1699 da Nicola Russo, pittore della scuola del Solimena, che realizzò tre opere raffiguranti il Parnaso, Venere, Mercurio e un Fauno alato che incorona il busto del poeta, l’Incontro di Abramo con tre Angeli e l’Astronomia, la Filosofia, la Grammatica e la Retorica.

Il Monumento è un’allegoria dell’opera letteraria del Sannazaro: poesia arcadica, epica, bucolica, in lingua volgare e latina. Apollo rappresenta la poesia, Minerva le scienze. Altre figure e code di sirene si vedono in questa complessa scultura.

Altri dettagli artistici

I riferimenti ai reali, ai santi e alle famiglie dell’epoca sono ricorrenti nella chiesa di Mergellina. Ai lati del portale, ad esempio, ci sono gli stemmi di nobili famiglie napoletane legate alla corona Aragonese. La chiesa superiore,  in realtà venne costruita in ritardo sia per l’epidemia di peste sia per la guerra tra francesi ed inglesi. Nelle cappelline (tre per lato) e nell’abside vi sono diverse tele ed affreschi, alcuni risalenti al XVI° sec.

Nell’abside sono inoltre presenti stalli e spalliere dell’antico coro, realizzate in stile rinascimentale e lastre funerarie, spostate dal pavimento della navata.  Nella sacrestia è presente la tavola della Madonna con Bambino e angeli, di Francesco da Tolentino, datata tra il 1515 e il 1520, e quella della Fuga in Egitto, di Nicola Russo, oltre ad un lavamano in marmo bianco dell’inizio XVI secolo.

Santa Maria del Parto a Mergellina
Esterni Chiesa Santa Maria del Parto

 

copialss

La Chiesa di Santa Maria del Parto a Mergellina, prima che fosse donata al poeta Sannazzaro era appartenuta agli Angioini poi ai monaci benedettini dei Santi Severino e Sossio, ai quali fu riscattata. Sono evidenti le tracce di diverse culture e stili architettonici qui presenti, quali stemmi, colori dei dipinti e ogni dettaglio racconta le epoche che si sono succedute.

Durante il decennio francese (1806-1815 – Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat, che regnò fino al 1815) vennero soppressi tutti gli ordini religiosi, per cui  anche i Frati Servi di Maria. Le case sotto la chiesa divennero di proprietà privata del famoso impresario Domenico Barbaja che ospitò per un lungo periodo Gioacchino Rossini. Nel 1812 la chiesa venne affidata ad una “Confraternita del SS. Rosario” e solo nel 1971 ritornò agli attuali Padri Serviti.

 

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