Librerie, servizio essenziale anche nelle zone rosse, lo dice il nuovo DPCM

Nei giorni precedenti all’uscita del nuovo DPCM del presidente del Consiglio, in molti erano accorsi ad ingrossare le file fuori alle librerie. Editori e librai avevano più volte lanciato appelli al governo affiché le librerie restassero aperte. L’appello è stato accolto, le librerie resteranno aperte anche nelle zone rosse, permettendo alle persone di poter accedere ad un servizio che il governo, finalmente, ha dichiarato necessario.

La decisione di tenere le librerie aperte ha ricevuto commenti favorevoli da più parti. “I libri sono beni essenziali e, soprattutto in un momento come questo, aiutano gli italiani a superare la solitudine e le difficoltà legate alle limitazioni della libera circolazione e della socialità: ringraziamo il Governo per aver tenuto conto dei nostri appelli, consentendo l’apertura delle librerie anche nelle zone rosse, e in particolare il ministro Dario Franceschini sempre attento alle esigenze del mondo del libro”, dichiarano il presidente dei librai (ALI Confcommercio) Paolo Ambrosini e il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levinel giorno in cui il governo vara il nuovo Dpcm per la lotta al Coronavirus. “Ogni libreria si impegnerà per garantire la massima sicurezza all’interno degli esercizi, così come è avvenuto nei mesi scorsi, perché la salute rimane la prima cosa da tutelare: controllo degli accessi, igienizzazione degli scaffali, uso dei mezzi di protezione personale rimangono essenziali”.

Finalmente abbiamo compreso che la cultura è indispensabile e che rappresenta il motore per la ripartenza del paese.

Con il nuovo DPCM l’Italia si uniforma agli altri paesi europei, ad eccezione della Francia. L’allegato 23 del nuovo Dpcm di Conte considera essenziali, oltre alle librerie, anche negozi di elettronica, ferramenta, centri per il giardinaggio, farmacie e negozi di ottica, oltre a edicole, cartolerie, negozi di biancheria, calzature, cosmetici e giocattoli. Ovviamente i generi alimentari e supermercati.

La Francia in questo secondo Lockdown non ha considerato l’importanza dei libri e della cultura, come cibo per l’anima e mente. L’emergenza sanitaria non può fermare le idee e la voglia di sognare, e in questo i libri sono maestri assoluti.

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