Il Principe William e il turismo spaziale

Intervistato dalla BBC, il Principe William invita le grandi menti ad aiutare il pianeta, non il turismo spaziale

Sul sito web della Gateway Foundation si legge:

La Fondazione Gateway è stata costituita per costruire il primo spazioporto. Il nostro piano include lo sviluppo di una solida industria di costruzione spaziale, la prima stazione spaziale a gravità artificiale e infine il Gateway.

Questi sono i primi passi importanti per colonizzare lo spazio e altri mondi: la Fondazione Gateway collegherà persone da tutto il mondo in modo che possiamo fare questo primo passo insieme.

Camera vista Terra: agenzie spaziali e aziende private promettono, a breve, di rendere lo Spazio accessibile a tutti (per chi ha un bel conto in banca, ovviamente oggi è già possibile!). La Gateway Foundation vuole costruire una stazione orbitale rotante, per ricreare la forza di gravità. Ospiterebbe fino a 1.000 turisti.

Le parole del Principe William

Gli imprenditori dovrebbero concentrarsi a salvare la Terra piuttosto che sul turismo spaziale. In occasione dell’Eartshot prize, il premio assegnato a cinque vincitori ogni anno le cui soluzioni aiutano l’ambiente, il Principe è stato intervistato dall’emittente americana e senza preamboli ha detto che dobbiamo cercare di riparare questo pianeta e non cercare il prossimo posto dove andare a vivere.

Ha quindi avvertito di un aumento dell'”ansia per il clima” tra i giovani. “Penso che alla fine sia ciò che mi ha convinto: è davvero cruciale concentrarsi su questo pianeta piuttosto che arrendersi e andare nello spazio per cercare di pensare a soluzioni per il futuro”. William ha poi precisato di non avere “assolutamente alcun interesse” ad andare nello spazio, aggiungendo che “dovremmo porci delle domande” sul costo del carbonio dei voli spaziali. Quindi ha raccontato delle difficoltà riscontrate dal padre, il principe Carlo, quando ha lanciato l’allarme sul cambiamento climatico: “È stata una strada difficile per lui”. Il duca ha aggiunto che “sarebbe un disastro assoluto se tra 30 anni il principe George fosse seduto qui a parlare” di come salvare il pianeta.

L’epoca del turismo spaziale è iniziata (Solo per i ricchi s’intende)Ma quanto inquina?

In un articolo apparso su wired, ci si chiede quanto inquini il turismo spaziale.

“Il turismo spaziale avrà delle conseguenze in termini di inquinamento e cambiamenti climatici?”, si è chiesta per esempio Eloise Marais, professoressa associata di geografia fisica alla University College of London, che studia da tempo l’impatto dell’industria spaziale sulla salute dell’atmosfera. “Probabilmente sì – ha aggiunto -. Se gli enti regolatori internazionali vogliono tenere il passo di questa industria nascente e controllarne adeguatamente l’inquinamento, gli scienziati hanno bisogno di una migliore e rapida comprensione dell’effetto che questi “astronauti miliardari” avranno sull’atmosfera del nostro pianeta”.

Cosa fanno le sostanze rilasciate nell’atmosfera dai voli spaziali? Gli ossidi di azoto e le molecole che si formano dalla “rottura” dei legami chimici del vapore acqueo nella stratosfera convertono l’ozono in ossigeno, assottigliando lo strato di ozono che protegge il nostro pianeta dalle radiazioni ultraviolette del Sole. Il vapore acqueo, invece, produce nuvole nella stratosfera che rappresentano una “superficie” che accelera ulteriormente le reazioni chimiche di cui sopra. Anidride carbonica e fuliggine, poi, intrappolano il calore nell’atmosfera, contribuendo al riscaldamento globale.

Simit Raval, co-autore della ricerca sull’impatto ambientale del turismo spaziale condotta dall’Università del New South Wales, afferma che nei viaggi spaziali, incluso il turismo, il danno all’ambiente dipende da una varietà di fattori che sono specifici di ogni missione.

Gli effetti principali del turismo spaziale sull’ambiente sono certamente legati, secondo lo studio di Raval, al riscaldamento globale e alla perdita dello strato d’ozono che protegge il pianeta dai raggi UV.

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