Scoperta acqua dolce in fondo all’oceano

Un nuovo studio realizzato al largo della costa nord-orientale degli Stati Uniti ha portato alla scoperta di un‘enorme falda di acqua parzialmente dolce nascosta nei sedimenti porosi nelle profondità dell’oceano salato. L’area si trova nell’Oceano Atlantico, nella costa nord-orientale americana

La falda acquifera di acqua dolce diventa leggermente salmastra a contatto con l’acqua di mare. La scoperta è stata realizzata da un team di ricerca americano guidato dagli scienziati dell’Università Columbia di New York. Dalle prime indagini sembra che si tratti della più grande formazione di questo tipo mai scoperta, con un’estensione di circa 350 chilometri. La falda acquifera si estende più o meno continuamente per circa 80 km: è talmente grande che se fosse in superficie, creerebbe un lago di 40.000 chilometri quadrati.

Un lago di acqua dolce grande 15.000 miglia quadrate in mezzo all’oceano, potrebbe salvare il pianeta

L’estensione fin’ora conosciuta della falda, va dall’isola di Marta’s Vineyad in Massachussets, fino al New Jersey. Il “giacimento” è intrappolato in sedimenti porosi sotto l’oceano, ma se fosse in superficie darebbe vita ad un lago di oltre 15.000 miglia quadrate.
Se dovessero essere confermate le ipotesi dei ricercatori, ovvero che la falda si estende a Nord e Sud ancora per qualche miglio, rivelerebbe la sorgente più grande del mondo.
Basti pensare che quella più grande conosciuta attualmente, la falda sotterranea di Ogallala, fornisce acqua a ben 8 stati delle grandi pianure, dal South Dakota al Texas.

I primi riscontri di questa falda acquifera risalgono ai primi anni ’70, quando le compagnie petrolifere hanno trivellato questo tratto di oceano alla ricerca di petrolio.
I ricercatori della Columbia, guidati da Chloe Gustafson, sono tornati per confermarne la presenza e definirne i confini.
A bordo della nave di ricerca Lamont-Doherty Marcus G. Langseth, hanno perfezionato una tecnica di misurazione, basata sulla differente conduttanza che acqua dolce e salata presentano rispetto alle onde elettromagnetiche.

Gli esperti, hanno condotto due tipi di misurazioni differenti: hanno lasciato cadere dei sensori sul fondale, rilevando così i campi elettromagnetici sottomarini, misurando anche le risonanze con perturbazioni naturali, come i fulmini o i venti solari.
Inoltre hanno utilizzato un’apparecchiatura trainata dalla nave che, emettendo impulsi elettromagnetici, ha registrato le reazioni del fondale.
Entrambi i metodi hanno rivelato i confini dei depositi di acqua dolce, i quali si sono sparpagliati come ipotizzato, ma compattati in maniera più o meno continua.

Falde acquifere dolci in altri mari

Secondo i geologi, questa enorme falda di acqua dolce potrebbe essersi formata tra i 15.000 e i 20.000 anni fa, durante lo scioglimento della calotta polare di era glaciale. Le terre continentali emerse erano più estese, ma con l’innalzamento dell’ Atlantico, questa falda è rimasta inghiottita nella piattaforma continentale, coperta dall’acqua salata dell’oceano.
I ricercatori sono convinti che fenomeni di questo tipo si sono verificati al largo di tutte le coste del pianeta.

Secondo i geologi, questa enorma falda di acqua dolce potrebbe essersi formata tra i 15.000 e i 20.000 anni fa, durante lo scioglimento della calotta polare di era glaciale. Le terre continentali emerse erano più estese, ma con l’innalzamento dell’ Atlantico, questa falda è rimasta inghiottita nella piattaforma continentale, coperta dall’acqua salta dell’oceano.
I ricercatori sono convinti che fenomeni di questo tipo si sono verificati al largo di tutte le coste del pianeta.

La terra e la natura continuano a sorprenderci e a rigenerarsi, nonostante i crimini che l’uomo quotidianamente compie contro il creato. Nelle ultime settimane, a causa del caldo si stanno verificando numerosi fenomeni, alimentati anche dall’emergenza siccità. Può accadere che sia la natura stessa a trovare soluzioni?

fonti: milanocittastato

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