Anti ansia, il profumo cambia in base al ph

Stare bene con se stessi è il segreto del benessere; significa anche stare bene con gli altri. Avere un look che ci soddisfa, apparire in forma è qualcosa che fa parte di noi e che serve in primo luogo a noi stessi.

Dal 2020 in poi siamo diventato profumo-dipendenti e c’è anche chi li usa in modo eclettico: anche dieci fragranze, mescolate tra loro come insegnano gli influencer sui social, alla volta.

Le usiamo per rilassarci e sentirci ‘più leggeri e presto ci abitueremo anche a nascondere l’odore naturale del corpo in sempre più aree come collo, pancia, capelli oltre ai già noti piedi e ascelle.

La pandemia ha solcato il cambiamento provocando un incremento della ricerca di profumi per sentirsi meglio. Alle fragranze, spruzzate addosso o in giro per le stanze di case ed uffici, stiamo dando sempre più valore nel farci sentire meno ansiosi anche nel confronto con gli altri che abbiamo ripreso a frequentare assiduamente e a distanza ravvicinata.
Il 78% dei consumatori usa un profumo ogni giorno, il 48% ne sceglie da due a quattro, il 26% ne usa da sei a otto regolarmene e il 16% azzarda un mix eclettico di oltre 10 profumi, a seconda dell’umore del giorno. Il trend, partito dagli Stati Uniti e fotografato questo anno da NDP Group, si è diffuso con lo zampino dei social, in testa TikTok con oltre 10 milioni di visualizzazioni per #PerfumeTok e 1.7 miliardi di views per #PerfumeTikTok. Il 90% degli americani, attesta NDP, ha comprato un profumo o una colonia negli ultimi due anni e il 55% li compra ogni due mesi, dal culmine della pandemia in poi. Per il 65% le fragranze sono prodotti ideali per il benessere e vengono associati al ‘prendersi più cura di sé’ e le occasioni per profumarsi sono andate a moltiplicarsi perché, oltre alle boccette di profumo sul mobiletto della sala da bagno (il 97% preferisce i classici formati a dimensione naturale) il 55% compra anche le versioni da viaggio (mini size), facili da tenere con sé anche in borsa. Il quaranta per cento acquista fragranze roll-on, il 21% gli oli profumati e il 20% i profumi solidi (composti solo dalla componente grassa, come gli originali). Il sette percento compra anche le fragranze in ‘salviette’, una tipologia emergente. Dai profumi (preferiti dall’87% delle persone), agli spray per il corpo (per il 66%), dalle eau de toilette (amate dal 55%) agli oli essenziali (36%) e alle acque di colonia (34%) le scelte si stanno moltiplicando.
“Più di tre quarti degli acquirenti di fragranze usa una fragranza ogni giorno (78%) e il 19% indossa una fragranza alcune volte alla settimana. Un numero molto piccolo di acquirenti di fragranze aspetta un’occasione speciale per indossare un profumo: solo l’1%, – si legge su Perfumer & Flavorist, la bibbia mondiale delle industrie di essenze e aromi che dedica al trend un focus. E mentre la Cina divora fragranze a ritmi crescenti (Euromonitor prevede che il fatturato del mercato dei profumi nella Terra del Dragone raggiungerà i 4,7 miliardi di dollari nel 2025 a ritmi del +7,1% annuo), le case essenziere più rinomate al mondo stanno lavorando per sfornare nuove molecole per fare profumi anti-odore e anti-stress: si va da Givaudian che lavora ad una fragranza-deodorante biotech centrata sul microbioma cutaneo (My Z-bioma) per neutralizzare l’odore da pelle e capelli senza bloccare la sudorazione, a Lipotrue che lavora ad una fragranza per nascondere l’odore di pancia, ascelle, testa e piedi che, dichiara l’azienda ‘dai 30 anni in poi cambiano divenendo caratteristici nelle persone anziane’, mentre Elixens Group, riferisce Perfumer & Flavorist, ha ideato una acqua profumata floreale di calendula biologica per fragranze per pelli sensibili ed allergiche.

Antistress e profumo
Si moltiplicano le essenze usate a scopo rilassante, contro stress, insonnia e le tensioni della vita contemporanea e il 2022 sembra essere proprio l’anno dell’essenza di rosa, il cui uso come ‘acqua’ pare risalire al 1370 per la regina d’Ungheria. Lo studio NDP attesta che il 60% dei consumatori preferisce le essenze da bouquet floreali, in primis la rosa, oltre al gelsomino, lavanda, giglio, violetta e lillà mentre si affinano i sistemi di estrazione, sostenibile, del preziosissimo olio di rosa (uno dei più costosi e prestigiosi usati in aromaterapia e profumeria). Ai processi di estrazione e alle capacità di questo fiore nel darci piacere si concentra anche il focus dedicato alle materie prime, a cura del colosso della profumeria Mane, che si svolgerà a Pitti Fragranze in programma a Firenze.

In letteratura sono elencati molti benefici e virtù curative a favore dell’essenza di rosa, tra cui la riduzione di stress e tensione a favore di un miglioramento dell’umore, – spiegano i ricercatori Mane. – Non c’è un tempo preciso o una stagionalità unica per scegliere una fragranza alla rosa. E’ ideale indossarla come un accessorio versatile in base allo stato d’animo, l’occasione o la sensazione del momento, spaziando tra sfaccettature più fresche e trasparenti ed altre più inebrianti e avvolgenti.

Il profumo della Regina Elisabetta

Perfino la Regina Elisabetta II appena scomparsa, amava i profumi e i suoi fiori. Infatti, il profumo utilizzato dalla regina fu creato da un’italiana, Laura Bosetti Tonatto, e la ricetta è segreta. Sembra che dopo la morte della Regina, la creatrice della fraganza abbia deciso di distruggere la ricetta, già depositata all’epoca con un codice segreto.

Il profumo ci racconta anche lo stato di salute

Il profumo racconta anche qualcosa di noi, e diventa sempre personale. Infatti, sulla pelle può avere un odore diverso, infatti si modifica il modo in cui il profumo si lega alla pelle, per esempio un pH basso contribuisce a ridurre molto la persistenza del profumo. Ne deriva che il profumo è diverso in base alle persone che lo indossano, proprio come avviene per un abito, che si adatta alla corporatura.

L’odore che il profumo emana a contatto con la nostra pelle dipende dall’epidermide, una struttura complessa il cui equilibrio in superficie è garantito dall’integrità del mantello idrolipidico, da un pH leggermente acido e dal microbiota cutaneo.

La pelle grassa, per esempio,, trattiene meglio le componenti aromatiche, ma può far variare la percezione delle essenze agrumate e fiorite. La produzione di sebo, infatti, producendo un odore amarognolo può alterare le note fiorite. I bouquet a base di fiori hanno una resa migliore su un’epidermide con una produzione di sebo regolare.

Anche le stagioni influiscono sulla percezione olfattiva. In estate il profumo, dato il calore, si sviluppa più rapidamente perché più è calda la pelle, più facilmente il profumo si diffonde, dando vita a una sensazione piacevole, anche se durerà di meno come invece accadrebbe in un clima freddo. Le note agrumate sono le meno stabili perché durano poco tempo sull’epidermide, mentre sostanze come il sandalo, l’ambra grigia, la vaniglia, le spezie, i legni bruni, durano molto perché agiscono come dei veri e propri fissativi. È sufficiente pensare alla piramide olfattiva: le note più vicine all’apice sono le più volatili, mentre spostandosi verso la base della piramide si trovano quelle più persistenti.

Adesso possiamo scegliere il nostro profumo.

Fonti: ANSA, VOGUE

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