Cosa dice la nuova circolare Covid? Tutti gli aggiornamenti

Circolare Covid: Pandemia imprevedibile, il Paese si prepari. Dalle mascherine al lavoro agile, se la situazione peggiora. Il piano del Ministero e delle Regioni, più vaccini ed eventi di massa ridotti

In vigore i tamponi in aeroporto per la rilevazione del Covid-19 per i passeggeri provenienti dalla Cina.

L’ordinanza del ministro della Salute su Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’epidemia da Covid-19 concernenti gli ingressi dalla Cina è infatti inserita nella gazzetta ufficiale (GU Serie Generale n.303 del 29-12-2022) pubblicata il 31/12/2022.

Cresce il fronte dei Paesi che hanno reimposto controlli ai viaggiatori provenienti della Cina dopo l’impennata di contagi di Covid. Per primi si sono mossi alcuni Paesi asiatici, dall’India al Giappone, mentre in Europa l’Italia ha fatto da apripista, seguita da Francia, Spagna e Gran Bretagna.

Obbligo di test in aeroporto anche negli Stati Uniti e in Israele.

“Sebbene l’evoluzione della pandemia sia allo stato attuale imprevedibile, il nostro Paese deve prepararsi ad affrontare un inverno in cui si potrebbe osservare un aumentato impatto assistenziale attribuibile a diverse malattie respiratorie acute, prima fra tutte l’influenza, e alla possibile circolazione di nuove varianti di SarsCoV2, determinato anche dai comportamenti individuali e dallo stato immunitario della popolazione”. Lo afferma il ministero della Salute nella nuova circolare ‘Interventi in atto per la gestione della circolazione del SarsCoV2 nella stagione invernale 2022-23’. 

Uso delle mascherine al chiuso, lavoro domiciliare e riduzione delle aggregazioni di massa, ventilazione degli ambienti chiusi e intensificazione delle quarte dosi di vaccino anti-Covid e di un’ulteriore dose per alcune categorie a rischio. Sono alcune delle azioni indicate dal ministero della Salute, in caso di peggioramento della situazione epidemiologica, nella circolare Interventi in atto per la gestione della circolazione del SarsCoV2 nella stagione invernale 2022-23.

Il documento fornisce spunti per predisporre a livello regionale un rapido adattamento di azioni e servizi nel caso di aumentata richiesta assistenziale. L’utilizzo di mascherine, si legge nella circolare, è efficace nel ridurre la trasmissione dei virus respiratori e nel caso in cui si documentasse un evidente peggioramento epidemiologico con grave impatto clinico e/o sul funzionamento dei servizi assistenziali, potrebbe essere indicato il loro utilizzo in spazi chiusi, finalizzato in particolare a proteggere le persone ad alto rischio di malattia grave”. Analogamente, “nel caso di un eventuale sensibile peggioramento del quadro epidemiologico, si potrà valutare l’adozione temporanea di altre misure, come il lavoro da casa o la limitazione delle dimensioni degli eventi che prevedono assembramenti.

Il funzionamento dei servizi assistenziali, un capitolo a parte

Cosa dire del SSN e del malfunzionamento dei pronto soccorso negli ultimi tre anni? Basti guardare ai tempi di attesa al pronto soccorso, alle diagnosi errate, ai pazienti deceduti senza cause apparenti (il Covid impone ai parenti di aspettare nelle sale di attesa).

Come funzionano i Pronto Soccorso?

Nelle Linee guida di triage è prevista l’assegnazione del codice di priorità come esito di una decisione infermieristica basata sugli elementi rilevati nelle fasi di valutazione che permettono di definire la priorità dell’accesso alle cure da attribuire al paziente in relazione:

  • alle sue condizioni cliniche
  • al rischio evolutivo
  • alla disponibilità delle risorse

La domanda spontanea è chi decide e in base a quali parametri, se un codice è verde, arancione o azzurro? Bisogna solo fidarsi o affidarsi al caso o alla fortuna?

Codice Azzurro: 60 minuti: Codice Arancione: 15 minuti. Ma non sempre è così.

Basti pensare, che, un codice verde può aspettare 120 minuti, i quali possono benissimo lievitare fino a 240 minuti, circostanza capitata alla sottoscritta al Pronto Soccorso di Aversa – Ospedale San Giuseppe Moscati. La discrezione di chi fa prima accoglienza fa supporre che una ferita che sanguina già da circa due ore sia codice verde.

Tutte le misure per scongiurare nuove ondate Covid

Al momento in Italia l’uso di dispositivi di protezione delle vie respiratorie è obbligatorio per i lavoratori, gli utenti e i visitatori delle strutture sanitarie e Rsa. La recente circolare invita anche a garantire un’adeguata ventilazione negli ambienti chiusi, una misura fondamentale per ridurre il rischio di trasmissione del SarsCoV2 e di altri virus respiratori”.

Il ministero raccomanda inoltre la vaccinazione anti-Covid nella stagione invernale 2022-2023, con l’obiettivo di “continuare a mettere in sicurezza prioritariamente anziani e fragili, proteggendoli dalla malattia grave e dall’ospedalizzazione”. Si raccomanda la somministrazione delle quarte dosi con i vaccini bivalenti alle categorie a rischio, ed un’ulteriore dose di richiamo con vaccino a m-RNA nella formulazione bivalente “è attualmente raccomandata alle seguenti categorie di persone che hanno già ricevuto una seconda dose di richiamo con vaccino a mRNA monovalente, una volta trascorsi almeno 120 giorni dalla stessa o dall’ultima infezione: persone dagli 80 anni in su, ospiti Rsa, persone dai 60 anni in su con fragilità. Su richiesta dell’interessato, anche tutti gli altri soggetti ultrasessantenni, che hanno già ricevuto un secondo richiamo, potranno, comunque, vaccinarsi con una ulteriore dose di vaccino”. Inoltre, dal 09/12/22 è stata estesa la raccomandazione della vaccinazione anti-Covid ai bambini nella fascia di età 6 mesi – 4 anni (compresi) che presentino condizioni di fragilità.

Per l’inverno 2022-23, è “indispensabile che i servizi sanitari regionali verifichino e, se necessario, rafforzino lo stato di preparazione al fine di fronteggiare un eventuale aumento della domanda di assistenza per i casi di SarsCoV2″. Lo afferma il ministero della Salute nella nuova circolare. In particolare si raccomanda la verifica dei posti letto in ricovero e terapia intensiva; l’approvvigionamento di dispositivi, farmaci, vaccini; la disponibilità di personale sanitario formato che “possa supportare reparti e servizi territoriali nel caso di un aumento dei casi tale da superare l’attuale capacità dei sistemi assistenziali”.

Rafforzare i sistemi di sorveglianza e aumentare i sequenziamenti genomici per rilevare nuove varianti del virus SarsCoV2. Lo raccomanda la circolare del ministero della Salute per la gestione del virus nella stagione invernale. Sarà essenziale assicurare un volume di sequenziamento sufficiente per monitorare i virus in circolazione e l’emergenza di nuove varianti e un’adeguata capacità diagnostica dei laboratori. Pertanto, è fortemente raccomandato, per lo meno in ospedali e pronto soccorso, raccogliere campioni da sottoporre a test molecolare, per garantire in ogni Regione un numero minimo di campioni da genotipizzare.

Riunione Ue il 4 gennaio sugli arrivi dalla Cina

I paesi dell’Ue si incontreranno mercoledì 4 gennaio per discutere una risposta congiunta al tema dei viaggiatori provenienti dalla Cina, dopo l’impennata di casi di Covid nel Paese.

Lo ha annunciato la Svezia, che ha assunto la presidenza del semestre Ue. La Svezia sta cercando una politica comune per l’intera Ue circa l’introduzione di possibili restrizioni all’ingresso, ha dichiarato in una nota il governo di Stoccolma. E l’Australia si aggiunge alla lista dei paesi che chiederanno ai viaggiatori dalla Cina di fornire un test Covid-19 negativo prima dell’arrivo, citando una mancanza di informazioni complete da parte di Pechino sull’ondata di casi nel Paese asiatico. Il ministro della Sanità australiano Mark Butler ha detto che la norma, che entrerà in vigore dal 5 gennaio, è stata introdotta per salvaguardare l’Australia dal rischio di potenziali nuove varianti emergenti” e “in riconoscimento della situazione in rapida evoluzione in Cina.

I numeri in Italia – Continuano a diminuire l’incidenza e l’indice di trasmissibilità Rt dei casi di Covid-19 in Italia. L’incidenza settimanale a livello nazionale è infatti pari questa settimana a 207 casi ogni 100.000 abitanti contro 233 ogni 100.000 abitanti di sette giorni fa. Nel periodo 7 dicembre-20 dicembre 2022, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato invece pari a 0,84 (range 0,81-0,88), in diminuzione rispetto alla settimana precedente – quando aveva raggiunto il valore di 0,91 – e sotto la soglia epidemica. Lo rileva il monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute sul Covid-19.

Il tasso di occupazione in terapia intensiva è sostanzialmente stabile al 3,2% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 29 dicembre) rispetto al 3,1% del 22 dicembre. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende al 13,0% (dato al 29 dicembre) rispetto al 13,7% del 22 dicembre. I dati sono contenuti nel monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute.

Diminuiscono i casi di Covid e i morti in Italia. In merito all’andamento della situazione epidemiologica da Covid-19 il ministero della Salute rende noto che nella settimana 23-29 dicembre 2022 si registrano: 122.110 nuovi casi positivi con una variazione di -11,3% rispetto alla settimana precedente (137.599). Sono stati 706 i deceduti con una variazione di -11,5% rispetto alla settimana precedente (798); 807.118 tamponi effettuati con una variazione di -20,8% rispetto alla settimana precedente (1.019.362). Infine il tasso di positività di 15,1% con una variazione di +1,6% rispetto alla settimana precedente (13,5%)

Pechino, restrizioni sul Covid tentativo di sabotarci – La Cina contrattacca sulle restrizioni anti-Covid imposte da alcuni Paesi, inclusa l’Italia. Il Global Times, tabloid del Partito Comunista, afferma che – un piccolo numero di Paesi e regioni, come Usa e Giappone, vede la riapertura della Cina come un’altra possibilità per diffamare Pechino. Stanno adottando, è l’accusa, uno sporco trucco politico per sabotare i 3 anni di sforzi cinesi nella lotta al Covid e per attaccare il sistema. Quanto all’Italia, sta imponendo test obbligatori per i viaggiatori che arrivano dalla Cina, eppure il suo governo ha detto che non è stata trovata alcuna nuova mutazione nei recenti arrivi. 

Bisogna fare sempre molta attenzione alla comunicazione, un’arma a doppi taglio, da maneggiare con cura. Dobbiamo essere noi a interpretare i dati e le notizie che arrivano sia dalla Cina sia dall’Italia. L’informazione è spesso manipolata, perfino quando si tratta di salute.

L’OMS chiede chiarezza alla Cina

Di un paese che dichiara di essere amico di chi invade uno Stato sovrano, non ci si può di certo fidare. Inoltre, se è vero che l’esperienza insegna, basti pensare solo che, le cose sarebbero andate diversamente, se la Cina avesse condiviso i dati e le notizie veritieri quando il Covid è scoppiato.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha incontrato funzionari cinesi per discutere dell’aumento delle infezioni da Covid-19, sottolineando l’importanza di condividere i dati in tempo reale sull’esplosione dei casi.

L’Oms ha chiesto – ha dichiarato l’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite in un comunicato – ancora una volta la condivisione regolare di dati specifici e in tempo reale sulla situazione epidemiologica, dei dati sulle vaccinazioni somministrate e sullo stato delle vaccinazioni, soprattutto nelle persone vulnerabili e negli ultrasessantenni”.

Fonte: ANSA

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