Svezia, grattacielo in legno cattura smog

Un nuovo grattacielo in legno, in grado di assorbire anidride carbonica e in controtendenza rispetto all’industria edile, tradizionalmente soggetta a emissioni di Co2. È il Sara Cultural Centre o Sara kulturhus: alto 20 piani e 75 metri, prende il nome da una popolare autrice svedese e ha aperto i battenti lo scorso settembre. È l’ennesima struttura in legno sorge a Skelleftea, città svedese impegnata nella lotta al cambiamento climatico.

Tutti pensavano che fossimo un po’ pazzi a proporre un edificio come questo in legno – dice Robert Schmitz, l’architetto che ha realizzato la costruzione -.  Siamo piuttosto pragmatici e ci siamo detti che se non si può fare tutto in legno, almeno una parte di esso doveva essere realizzata in questo modo. Ma durante il processo di progettazione tutti abbiamo concordato sul fatto che fosse più efficiente costruire l’intero edificio in legno.

Quartieri in legno

Quando si atterra all’aeroporto di Skellefteå, nell’estremo nord della Svezia, si è accolti da una torre di controllo in legno che spunta da una foresta infinita di pini e abeti. Dopo essere saliti a bordo di un autobus a biogas diretto in città, si passa accanto a condomini in legno e scuole in legno, si attraversa un ponte in legno e si supera un parcheggio multipiano in legno, prima di raggiungere finalmente il centro, dove oggi si trova un nuovo edificio in legno tra i più alti del mondo.

Esempio lampante
A Skellefteå si usa solo energia rinnovabile idroelettrica ed eolica, ogni anno vengono riciclate 120mila tonnellate di rifiuti elettronici e il calore in eccesso prodotto durante la trasformazione viene incanalato nel sistema di riscaldamento cittadino. E ora, con venti piani che svettano sul basso profilo della città, Skellefteå ha un monumento adatto alla sua fama di centro votato alla riduzione di carbonio.

Quando ho visto la proposta presentata per la gara di assegnazione, non pensavo che sarebbe stato possibile, afferma il sindaco Lorents Burman. Una torre di venti piani in legno? A Skellefteå?. Grazie a tre squadre di ingegneri strutturisti e all’esperienza locale nella realizzazione di prefabbricati, oggi quella torre in legno rappresenta il progetto di riferimento per una nuova generazione di grattacieli.

Il numero di camion necessari per il trasporto è stato ridotto di circa il 90 per cento, mentre i rifiuti in cantiere sono praticamente assenti

La tecnologia alla base di questi edifici è incredibilmente semplice. I due materiali principali sono il legno lamellare incollato e il legno lamellare a strati incrociati (clt). Il primo è costituito da strati di legname uniti tra loro nella direzione delle fibre, caratteristica che conferisce una capacità portante in relazione al peso superiore sia all’acciaio sia al calcestruzzo. È ideale per le colonne e per le travi, ed è stato usato per realizzare lo scheletro del centro culturale, che ospita due teatri, un museo, una galleria d’arte e una biblioteca.

Il clt, invece, è simile a un enorme pannello di compensato, dove ogni strato è incollato perpendicolarmente al successivo. Questo lo rende resistente in ogni verso, quindi è perfetto per le pareti e le solette dei pavimenti. I vani ascensore ai due lati opposti della torre di venti piani sono realizzati in clt, mentre le camere d’albergo in mezzo sono una pila di moduli prefabbricati e rinforzati con colonne in glulam incorporate negli angoli. Infine, la facciata in vetro a doppio involucro (detta in gergo tecnico “a doppia pelle”) isola gli ambienti dal freddo in inverno e li mantiene freschi d’estate, dal momento che l’aria calda viene risucchiata nell’intercapedine tra le due lastre di vetro grazie all’effetto camino.

L’immagine della serenità
La finitura naturale del legno impiegato per la struttura, che può essere lasciato a vista, ha permesso di costruire la torre molto rapidamente, eliminando passaggi come l’intonacatura e l’imbiancatura. Usando il legno al posto dell’acciaio e del cemento è stato risparmiato un anno di lavoro ed è stato possibile completare un piano ogni due giorni. Anche il numero di camion necessari per il trasporto è stato ridotto di circa il 90 per cento, mentre i rifiuti in cantiere sono praticamente assenti. Simili ai pezzi di un modellino gigante in legno di balsa, i componenti sono arrivati dalle fabbriche pronti per essere montati (in alcuni casi si trattava di pannelli lunghi ventisette metri), mentre gli alberi usati si trovavano in un raggio di sessanta chilometri, e sono stati tutti ripiantati. Così come i menu dei ristoranti che propongono prodotti locali, anche in questo caso si tratta dell’uso sensato di una risorsa del territorio e non di un’operazione di facciata.

Non è solo il clima a trarne beneficio

A quanto pare, costruire edifici in legno ha effetti positivi anche sui lavoratori edili. Di solito un cantiere è un luogo rumoroso e tossico per la presenza di esalazioni e polvere, mentre in questo caso sembra l’immagine della serenità. Chi ha costruito questo edificio non tornerà più all’acciaio e al cemento, assicura Jesper Åkerlund della Holmen, l’azienda appaltatrice, che sta analizzando i miglioramenti sulla salute mentale degli operai che hanno partecipato al progetto. Esiste però anche un lato negativo, almeno dal punto di vista degli albergatori: Il legno grezzo assorbe le macchie, come quelle di vino, molto più rapidamente rispetto a un muro imbiancato, dice Sara Johansson di Elite, il gruppo che gestisce l’albergo, quindi dovremo essere pronti a pulire molto più in fretta.

A prova d’incendio
Con tutti questi muri, soffitti e pavimenti in legno a vista, il posto sembra una gigantesca sauna, e anche il profumo è lo stesso. Ma a uno sguardo attento, ci si accorge che non è tutto di legno. Le grandi lastre d’acciaio imbullonate alle enormi pareti in legno del quinto piano rivelano la presenza di una travatura in acciaio che scarica il peso della torre sui muri del centro culturale, permettendo così di avere uno spazio sottostante privo di colonne. E per gli ultimi due piani è stato usato il cemento per evitare che la torre oscilli troppo quando c’è vento.

Sopra al livello principale aperto del centro culturale sono visibili le sottili aste d’acciaio che, fissate ai massicci blocchi di legno, formano una struttura reticolare. Il teatro più grande, con 1.200 posti a sedere, è un tour de force di legno, con immense travi in glulam che attraversano il soffitto e cunei di legno sfaccettati alle pareti che fungono da diffusori acustici.

Il clt prende fuoco molto lentamente, ed è realizzato con una copertura aggiuntiva di quattro centimetri che in caso di incendio brucerebbe proteggendo la struttura per centoventi minuti. Le superfici sono state anche trattate con una sostanza ignifuga e tutto il complesso è dotato di sprinkler, appositi irrigatori alimentati da batterie elettriche anziché dai più comuni motori diesel.

L’edificio usa l’intelligenza artificiale per monitorare il consumo di energia e prevedere le esigenze di riscaldamento, oltre a comunicare con gli edifici circostanti. L’energia in eccesso prodotta dai pannelli solari, per esempio, può essere inviata al vicino centro servizi per i viaggiatori o accumulata nelle batterie presenti nel seminterrato. Se il centro culturale necessita di più calore, può ricevere l’energia in eccedenza da un edificio vicino.

Grattacielo e centro culturale

Non più cemento o solo cemento, ma ci si sta rendendo conto che le persone oltre ad abitare le città, hanno bisogno di viverle, dal punto di vista sociale e culturale. Il centro culturale ospita sei palcoscenici teatrali, una biblioteca, due gallerie d’arte, un centro conferenze e un hotel di 205 camere. Il tutto è stato costruito con oltre 12.000 metri cubi di legno, prelevato da foreste a soli 60 chilometri dalla città. Il progetto fa parte di un più ampio sforzo di Skelleftea di liberare l’industria edilizia locale dall’uso di materiali dannosi per l’ambiente.

Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente solo nel 2015 i lavori edili sono stati responsabili di oltre il 38% delle emissioni globali di andidribe carbonica legate all’energia. La produzione di cemento, inoltre, è la principale fonte di emissioni industriali di Co2 al mondo.

I vantaggi di costruire edifici in legno

Il legno invece assorbe l’anidride carbonica, trattenendola dall’atmosfera e immagazzinandola per sempre. I responsabili del Sara Cultural Centre, la seconda torre in legno più alta del mondo, sostengono che il grattacielo catturerà nove milioni di chilogrammi di anidride carbonica durante il suo arco di vita. Ma la sostenibilità dell’edificio non si ferma qui. Il grattacielo vanta anche pannelli solari in grado di alimentare l’edificio e di immagazzinare l’energia in eccesso nel seminterrato.

I progettisti affermano che il centro culturale può comunicare con le strutture vicine e distribuire l’energia in eccesso quando necessario. Un sistema di intelligenza artificiale analizza il consumo energetico dell’edificio e può decidere come farlo funzionare in base ai livelli di energia disponibili, afferma Patrik Sundberg, business unit manager dell’azienda energetica locale Skelleftea Kraft. Sundberg sostiene che, col tempo, il grattacielo “imparerà” le esigenze energetiche dell’edificio. Il sistema di intelligenza artificiale che aiuta il grattacielo a prendere queste decisioni ogni minuto, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Com’è costruito l’edificio in legno?

Con muri, soffitti e pavimenti in legno a vista, l’edificio sembra una gigantesca sauna. Con uno sguardo attento, ci si accorge che non è tutto di legno. Le grandi lastre d’acciaio imbullonate alle enormi pareti in legno del quinto piano rivelano la presenza di una travatura in acciaio che scarica il peso della torre sui muri del centro culturale, permettendo così di avere uno spazio sottostante privo di colonne. E per gli ultimi due piani è stato usato il cemento per evitare che la torre oscilli troppo quando c’è vento.

Le costruzioni in legno non sono una novità a Skelleftea, che può contare sull’abbondanza di foreste nelle vicinanze per costruire i suoi edifici fin dal XVIII secolo. Da un imponente ponte in legno che attraversa il fiume locale a un più recente garage a tre piani nel centro della città, tutto a Skelleftea sembra fatto con gli alberi che la circondano. E nella maggior parte dei casi è davvero così.

Con la popolazione della città destinata a crescere nei prossimi anni (da 72.000 a 80.000 abitanti entro il 2030), gli abitanti sono desiderosi di mantenere viva questa tradizione verde per le nuove generazioni.  Stiamo vivendo dei cambiamenti con tutte le persone che si trasferiscono qui. Usare questo materiale ecologico ci fa sentire al sicuro – afferma Evelina Fahlesson, vicesindaco della città -. Se non avessimo questa tradizione, cosa diventerebbe la città? Cosa diventerebbe il comune? Una cosa completamente diversa. 

Vivere in case di legno

L’impresa di costruzioni svedese Lindbacks è specializzata in edifici prefabbricati in legno. Ora sta lavorando a un nuovo progetto di appartamenti per ospitare i nuovi arrivati in città. L’aspetto positivo della struttura in legno è che si può modificare nel tempo, cosa che non si può fare con le case – afferma il responsabile dell’azienda, David Sundstrom -. La selvicoltura e le case in legno sono presenti da mille anni in Scandinavia. Abbiamo vissuto in case di legno, che hanno il vantaggio di poter essere modificate: possiamo spostare le pareti per cambiare la disposizione degli spazi.

Questo è un altro vantaggio del legno, che attualmente rappresenta oltre il 20% di tutti i nuovi edifici multipiano in Svezia. Tomas Alsmarker, responsabile dell’innovazione di Swedish Wood, afferma che negli ultimi cinque anni il Paese ha assistito a un enorme cambiamento nei materiali da costruzione. Per oltre un secolo la Svezia ha vietato le case in legno con più di due piani. Ora è il materiale preferito nel Paese con la più alta percentuale di foreste in Europa. Per tutti gli edifici fino a otto piani di altezza la questione non è se sia possibile realizzarli in legno – dice Alsmarker -. Bisognerebbe chiedersi perché non dovremmo farlo in legno.

Il mercato del legno

Chi è il maggior esportatore di legno? La Russia è il Paese con la maggior area forestale al mondo: 8,16 milioni di km2, il 50% della superficie territoriale (FAO, 2009), con un fortissimo orientamento all’esportazione: nel 2009 l’export rappresentava 1/3 del legname tondo, della cellulosa e della carta e 2/3 del segato. La Bielorussia e l’Ucraina hanno una superficie forestale importante ma circa dieci volte inferiore a quella russa e una produzione similmente orientata all’export. Insieme i tre Paesi esportano 55 milioni di m3 di tondo e oltre 18 milioni di m3 di segati (FAO, 2009), in buona parte verso l’Europa.

Vi è parallelamente, un mercato semi clandestino, e un racconto, spesso non molto veritiero sulle disponibilità delle foreste; infatti, la linea con la deforestazione è sottilissima.

Il mercato del legno e dei prodotti legnosi in Europa è complessivamente piuttosto equilibrato e quindi è prevedibile che le ripercussioni legate alla guerra e alle sanzioni ci saranno, ma non saranno enormi. Il mercato italiano invece lo è molto meno, con un’altissima dipendenza da importazioni per tondo, segati e cellulosa.

Fonte: Euronews

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