Mauritiana, porto navi abbandonate

La Mauritiana è una Repubblica islamica e si trova in Africa. Il paese è ricco di paesaggi meravigliosi che spaziano dal mare ai deserti, con una varietà di piante e fiori infinita. Si tratta, però di un paese con tante contraddizioni sociali, diretta conseguenza dell’essere una ex colonia.

Navi abbandonate

Nella baia di Nouadhibou, chiamata Port-Étienne dai mercanti francesi che si stabilirono qui prima della Prima guerra mondiale, è la seconda città più grande della Mauritania con circa centomila abitanti e rappresenta un importante centro commerciale, dove si trovano oltre trecento relitti di grandi navi abbandonate.

Il luogo ha condizioni economiche molto precarie, e per tale motivo, il governo diede il permesso a grandi società di utilizzare il mare circostante per attraccare le navi. In questo modo, inizia la storia del porto diventato parcheggio di navi provenienti da ogni parte del mondo. Gli anni Ottanta, in particolare, videro un numero sempre più crescente di navi dirigersi verso la baia di Nouadhibo, la cui costa è diventata famosa proprio per la massiccia presenza di navi abbandonate.

Molte navi sono arenate sulla spiaggia, altre incagliate sulle secche, altre popolano i fondali. L’attività principale è la pesca, inseime ai giacimenti di ferro e materie prime preziose.

Nouadhibou non è l’unico cimitero delle navi al mondo. Infatti, ce ne sono altri in particolare in India, Pakistan e Namibia. In Namibia c’è un posto chiamato Skeleton Coast, costa degli scheletri.

La presenza di tutte queste navi è dovuta anche al fatto che molti abitanti del posto avrebbero acquistato alcune navi da stranieri, per migliorare la loro attività di navigazione e pesca. Si trattava di navi vecchie, per cui, nella maggior parte dei casi, non è stato fatto un grande affare, a causa dei costi elevati per le riparazioni. Queste navi, oggi, arricchiscono la grande flotta di navi dismesse ed abbandonate.

Nonostante ciò, il cimitero delle navi riesce anche ad essere redditizio. Infatti, molte aziende recuperano oggetti di valore, ferro, Inoltre, sembra che le navi in decomposizione creino uno spazio per la nascita e la proliferazione di nuove specie di pesci.

La nave abbandonata più visitata

Sembra quasi un paradosso, ma questo posto pare un museo; se da un lato esiste un aspetto ambientale e di deturpamento, dall’altro, il porto somiglia anche ad un museo da visitare. Infatti, la nave United Malika è un relitto affascinante, fotografato dai visitatori, da turisti occidentali, che osservano questo relitto perfettamente dritta nella sabbia, con l’ancora che ne impedisce il ribaltamento. La maestosità di questa nave affascina, la rende misteriosa; quanti turisti avranno immaginato il relitto solcare i mari di tutto il mondo, pensato alla vita a bordo, alle tempeste affrontate.

Possiamo pensare al cimitero delle navi abbandonate come a un enorme scempio, un oltraggio all’ambiente, possiamo osservare quelle navi e immaginare una sorta di museo di relitti provenienti da tutto il mondo. La verità è che qui c’è tutto, il sacro e il profano, perfino il profitto, che gli abitanti hanno imparato a trarre. Questa popolazione che per anni ha subito abusi e invasioni, oggi, forse, sente di meritare qualcosa,a anche se si tratta di depositato in queste acque. Non importa se si tratta di relitti non più utilizzabili, questa gente vede in quelle navi un’opportunità di guadagno. Il lato artistico e romantico forse è per altri, per chi non ha subito ingiustizie e ha la fortuna di permettersi il lusso di filosofeggiare, di vedere l’arte nell’abbandono, la poesia in un cimitero nel quale si cerca disperatamente di ridare la vita a chi è morto.

Fonte immagini: Siviaggia, Wikicommons

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