Il 31 ottobre 2026, presso la Chiesa del Convento dei Monaci Francescani, in via San Francesco d’Assisi 45 a Giugliano in Campania, si è tenuta l’inaugurazione della mostra d’arte collettiva “Il Cantico delle Creature”, a cura dell’Associazione culturale Arte nei Campi Flegrei.
L’evento organizzato nella storica Chiesa di Santa Maria delle Grazie, nota come Convento dei Monaci è un’occasione di incontro tra arte, spiritualità e creatività, ispirandosi al celebre Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi, uno dei testi più significativi della tradizione francescana. La celebrazione del profondo legame tra gli uomini e il creato.
All’inaugurazione sono intervenuti il rettore della Chiesa conventuale Santa Maria delle Grazie (Convento dei Monaci) don Massimo Del Prete, l’Onorevole Francesco Emilio Borrelli, l’ Assessore alla Cultura del comune di Giugliano Marco Sepe, la Consigliera comunale Ilaria Fasano, l’Economo del convento, Felice Pirozzi, il Critico e storico dell’arte Mino Iorio. Moderatore Ciro Lucioli. Durante la serata sono stati consegnati premi e riconoscimenti agli artisti presenti.
La location
Nella famosa via San Francesco d’Assisi nel cuore di Giugliano in Campania, sorge una delle chiese più antiche della città, in quanto per tantissimi anni ha ospitato frati francescani. Il Convento di Santa Maria delle Grazie, conosciuto anche come il Convento dei Monaci è un complesso francescano che, attraverso quattro secoli di storia, ha accompagnato la vita della comunità, diventando un punto di riferimento non soltanto per la spiritualità, ma anche per la cultura, la solidarietà e la formazione dei giovani, che hanno trovato un luogo di quiete per gli studi. La costruzione del Convento di Santa Maria delle Grazie risale ai primi decenni del XVII secolo. I lavori, infatti iniziarono nel 1615, grazie al contributo del duca Galeazzo Francesco Pinelli. Accanto al convento venne realizzata la chiesa dedicata a Santa Maria delle Grazie, destinata a diventare il centro della vita religiosa della comunità francescana e dei fedeli giuglianesi.
Una delle perle più interessanti del convento è il chiostro, che conserva tracce della decorazione pittorica seicentesca. Le gallerie che si snodano attorno furono arricchite da affreschi raffiguranti santi, espressione della spiritualità francescana e della cultura religiosa del tempo.
Nel 2022, purtroppo i Frati Minori hanno annunciato il ritiro da Giugliano e dal convento. La comunità accolse la notizia con grande sgomento. Nel comunicato del 28 luglio 2022, la Diocesi di Aversa espresse gratitudine ai frati per il servizio svolto e spiegò che la decisione si inseriva nelle difficoltà legate alla diminuzione del numero dei religiosi.
Oggi il Convento e la chiesa sono ancora luoghi di preghiera. La chiesa, il chiostro e le sale interne continuano a ospitare iniziative culturali e artistiche, come la mostra collettiva Il Cantico delle Creature, con opere d’arte e attività dedicate alla creatività.
Celebrazioni religiose, tra cui le Messe e i momenti di preghiera sono a cura di don Massimo Del Prete, nominato rettore nel febbraio 2023 dal vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo.
Gli artisti presenti e le opere esposte
La mostra collettiva. Gli artisti che esporranno le loro opere fino alla conclusione dell’evento previsto per il 6 novembre sono 23 e i dipinti esposti sono due per ogni artista.
La dimostrazione di pittura su tessuto dell’architetto Antonella Davide
L’iniziativa è stata arricchita dalla dimostrazione di pittura su tessuto a cura dell’architetto Antonella Davide all’interno dell’ex refettorio del convento e attiguo alla cucina.
La dimostrazione ha offerto l’occasione per avvicinarsi a una forma di espressione artistica che unisce manualità, ricerca estetica e sperimentazione. La pittura su tessuto permette infatti di trasformare un tessuto in uno spazio creativo, attraverso decorazioni e colori, composizioni capaci di conferire al tessuto una nuova identità.
Tale tecnica mette in dialogo arte e artigianato, valorizzando il gesto creativo e la possibilità di realizzare opere originali anche su materiali diversi da quelli tradizionalmente utilizzati nella pittura. Gli ospiti hanno potuto ammirare drappeggi, tende, tovaglie esposte, mentre due artiste dipingevano.
Il momento dimostrativo ha rafforzato il significato dell’iniziativa: l’intervista
La presenza di un momento dimostrativo all’interno del percorso espositivo ha ampliato il significato dell’iniziativa: non soltanto osservare le opere, ma anche avvicinarsi concretamente ai processi creativi e alle tecniche artistiche.
Abbiamo raccolto una breve intervista con l’architetto Antonella Davide che ha curato la dimostrazione di pittura su tessuto e tra gli organizzatori dell’ evento:

Come nasce la sua passione per l’arte e in particolare per la pittura su tessuto?
“L’amore per la pittura mi accompagna fin dalla prima adolescenza: per gran parte della mia vita la tela è stata il mio mezzo d’espressione naturale. La svolta verso il tessuto è arrivata successivamente, grazie al mio percorso formativo. Dopo la laurea in Architettura e la specializzazione in Design d’Interni e Arredamento Domestico, ho avvertito il desiderio di far dialogare l’arte con lo spazio abitativo. È da questa unione che nasce il mio interesse per la pittura su tessuto, mirato alla creazione di manufatti artistici pensati per valorizzare l’ambiente domestico”.
Quanto conta il processo creativo rispetto al risultato finale?
“Per chi crea, il processo creativo conta moltissimo: è il momento in cui l’idea prende forma, ci si connette con la materia e si sperimenta quel benessere e quell’appagamento mentale che solo la creatività sa dare. Tuttavia, trattandosi di arte applicata all’arredamento, il risultato finale non può passare in secondo piano. L’opera deve dialogare con l’ambiente e garantire un alto livello estetico e qualitativo. Direi quindi che sono due facce della stessa medaglia: il processo creativo è l’anima del lavoro, mentre il risultato finale ne è la sintesi perfetta”.
Come definirebbe la pittura su tessuto? Arte, artigianato, abilità manuale?
“Ho sempre condiviso l’idea, di alcuni artisti del passato, per i quali l’arte dovesse uscire dalla cornice ed entrare nella vita di tutti i giorni. In questo senso, gli elementi d’arredo e i manufatti diventano una vera e propria estensione del dipinto: ecco perché, per me, la pittura su tessuto è a tutti gli effetti arte. Certamente richiede un’elevata abilità manuale e molta esperienza per raggiungere una qualità estetica di livello. Inoltre, come ogni attività creativa, offre lo straordinario beneficio di aiutare a gestire lo stress e favorire il benessere psicofisico”.

Esiste anche una dimensione collettiva in questa arte?
“Certamente! Ed è fondamentale! Infatti, ho creato un gruppo social per appassionati di pittura su tessuto – Atelier creativo e spesso organizziamo degli incontri nei quali sperimentiamo le tecniche acquisite e condividiamo questa passione”. Tutto questo crea e alimenta legami rafforzando l’ amicizia come valore aggiunto. Il gruppo è aperto. Chiunque sia interessato o semplicemente curioso può unirsi alla pagina facebook o contattarmi in privato.
































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