Città da vivere

Negli ultimi tempi si sta parlando tanto di Smart City, ovvero di città intelligenti, capaci di trovare soluzioni e facilitare la vita, però ogni posto è unico. Ci sono piccoli centri abitati arroccati su alture, dove il tempo sembra fermarsi, città d’arte, affollate di turisti; oggi le città sembrano cambiare anche a causa dei cambiamenti climatici e sociali.  

I paesi del Nord Europa sembrano da sempre essere Smart: massima mobilità, aree verdi, parcheggi, piste ciclabili. Tali paesi convivono con modelli ispirati all’ambiente e al benessere dei cittadini. A differenza di molte città italiane, industriali e industrializzate, basti pensare a Taranto o Milano, altre città sono agglomerati urbani dove la speculazione edilizia ha tolto spazio e respiro, ma fino a prova contraria a cosa servono le città? per viverci giusto?

Il cittadino, dal canto suo dovrebbe rispettare le regole, curare e amare il patrimonio culturale e storico, artistico e tenere strette le tradizioni della sua terra. Ciò che ci è successo nel corso degli anni è a dir poco paradossale; sono state costruite grandi città, con grandi strade e parcheggi, tutti i servizi possibili per i cittadini, intere aree commerciali, dove fare shopping da mattina a sera, tutto questo a discapito della natura, la quale è stata messa da parte. Ad un certo punto l’uomo o una parte di essi si è accorto che spazi verdi qua e là lo rendevano felice, sono nati in questo modo orti da coltivare e giardini pubblici. In alcuni quartieri storici di moltissime città come Palermo, Napoli, Cagliari e tante altre città, non è raro trovare piccoli spazi verdi gestiti da liberi cittadini, d’altra parte un po’ di natura, spesso la vogliamo ritrovare sui terrazzi e sui balconi, nei cortili e perfino in casa con vasi, piante e addobbi floreali di ogni genere.

Altre città invece sono state trasformate in luoghi da morire (non da vivere); smog, roghi tossici e veleni hanno devastato interi territori e la natura, come la salute stessa è stata relegata a un bene di lusso inaccessibile. La natura in certi luoghi ha incontrato la corruzione, l’abusivismo, il Dio denaro. Come è stato possibile tutto questo, se si pensa che nel nostro stesso continente vive una cultura che mette l’uomo al centro della natura, dove in bicicletta si visita l’Irlanda e l’Olanda, in Valle d’Aosta ci sono vedute da togliere il fiato, dove si ammirano i laghi del Nord Italia, i castelli e i monumenti da visitare, il verde incontaminato e le spiagge dove l’occhio si perde. Fra il brutto e il bello c’è sempre l’ uomo, al centro della natura, pronto a valorizzare o a distruggere.

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