Covid-19 e smartphone, sostenibilità ed economia spingono i ricondizionati

Refurbed, startup specializzata nella vendita di dispositivi elettronici riportati a nuovo, con un risparmio fino al 40% sul prezzo e del 70% sulle emissioni di Co2, fra recessione e maggior sensibilità ambientale, vede un’ulteriore crescita del mercato, che fra 2019 e 2020 si è già decuplicato. E anche dall’UE potrebbero arrivare nuovi stimoli a sostegno del comparto

La pandemia da Coronavirus, oltre a cambiare le abitudini personali di quasi tutto il mondo, avrà un impatto trasversale anche su diversi settori dell’economia. Fra questi ci sarà di sicuro anche quello degli smartphone, sempre più centrale negli ultimi anni. Secondo le previsioni di Refurbed, e-commerce dedicato alla vendita di prodotti ricondizionati, che rispetto all’acquisto di uno di nuova produzione permettono un risparmio economico fino al 40% e un taglio delle emissioni di Co2 del 70%, questo settore e quello degli usati prenderanno sempre più piede, sia per gli acquisti dei consumatori che per quelli delle aziende.

“Dal maggio dello scorso anno a questo marzo abbiamo visto un’accelerazione decisa, andata di pari passo con una maggior consapevolezza da parte dei clienti di cosa voglia dire acquistare un prodotto ricondizionato”, spiega Edward Fontana, responsabile del mercato italiano per Refurbed. “Ora, con le conseguenze della pandemia da Covid-19, sarà un canale sempre più importante perché la disponibilità economica delle persone, vista la recessione in arrivo, si ridurrà. Al tempo stesso, smartphone, tablet e pc saranno sempre più fondamentali per lavorare e svolgere una fetta significativa delle nostre attività quotidiane, rimanendo dunque uno strumento irrinunciabile”.

Anche per questo i prodotti rigenerati – ovvero rimessi a nuovo da tecnici certificati, che ne sostituiscono i componenti danneggiati o usurati, li testano e li igienizzano – rappresenteranno sempre di più una soluzione per diverse esigenze, considerata anche la garanzia che offrono, di un anno, non presente nell’usato a parità di prezzo.   Il trend, oltre agli utenti personali, riguarda anche aziende – grandi e piccole – e amministrazioni pubbliche. “Vediamo, ad esempio, che anche il mondo della scuola si sta rivolgendo in maniera più frequente a queste soluzioni”, aggiunge Fontana.

Con la sospensione delle lezioni in classe sono sempre più gli istituti scolastici e gli atenei che si sono organizzati per fornire attività di e-learning agli studenti; per farlo, però, è necessaria una dotazione tecnologica diffusa fra tutto il corpo docente e quella dei prodotti ricondizionati rappresenta una strada per acquistare, anche in blocco, i devices necessari avendo la certezza che siano stati testati e al tempo stesso garantendosi di contenere la spesa. Lo stesso ragionamento vale anche per le aziende, che già prima avevano iniziato a sfruttare questa opportunità e che ora, forzatamente costrette ad allargare i propri programmi di smart working, hanno necessità di allargare le dotazioni. “Con questa crisi vediamo senza dubbio un aumento delle offerte ‘b2b’, con aziende e scuole che hanno la necessità di interfacciarsi con tutti i loro stakeholders”.  

Ma gli effetti dell’epidemia di Coronavirus non sono solo quelli economici. Se c’è chi ipotizza una maggior aggressività del virus nel Nord Italia per le condizioni di inquinamento, sicuramente lo stop ai trasporti quotidiani e alle attività produttive legato alla quarantena, ha mostrato come azioni comuni possano abbattere rapidamente i livelli di smog nell’aria. La risposta al Covid-19, inoltre, in Europa è stata sostanzialmente comune, con i diversi Paesi che hanno mutuato le strategie di quelli colpiti per primi, cercando una policy condivisa per un problema globale. Anche nell’ambito della ricostruzione dell’attività economica dopo questo stop forzato, dunque, sarà necessario ripartire da questa idea di sforzo combinato.

“È un tema che si propone con maggior forza soprattutto per quanto riguarda le politiche relative alla sostenibilità”, sottolinea Fontana. “Questa situazione ci insegna, sia come persone che come Stati, che problematiche comuni, come quelle ambientali, possono essere affrontate in maniera efficace solo tramite regole e comportamenti condivisi”. 

A livello europeo la Commissione Ue che si è insediata lo scorso anno ha fatto del nuovo green deal‘ uno dei pilastri della propria azione. Proprio in questo ambito c’è già in via di sviluppo un set di incentivi per supportare il mercato del ricondizionato e dell’usato, con l’implementazione di politiche e agevolazioni per favorire l’acquisto e l’utilizzo di questo tipo di devices. “Oltre ai nostri numeri in grande crescita, vediamo anche uno sviluppo positivo sul fronte politico. Grazie al nuovo ‘Green Deal’ stipulato dalla Commissione Europea, l’importanza dell’economia circolare sta ottenendo sempre più attenzione! Tutto questo avrà presto un grande impatto anche sul settore del ricondizionato”, spiega Kilian Kaminski, uno dei fondatori di Refurbed, che ha partecipato ad alcuni meeting a livello comunitario per la creazione di queste nuove politiche.

“Speriamo  fermamente che le nuove politiche europee rendano la società più consapevole dell’esistenza di alternative ecosostenibili e più proattiva nell’adottare queste ultime nel proprio stile di vita quotidiano, anche in un campo estremamente dinamico e mutevole come quello tecnologico – ha aggiunto – Abbiamo imparato che i policy makers possono guidare la crescita del mercato circolare attraverso la creazione di standard di qualità e la ridefinizione del termine ‘rifiuti’. Nel campo dei ricondizionati, ciò significa generare maggiore fiducia nei consumatori e ridurre indugi burocratici per i rivenditori di prodotti rigenerati.”

fonte: Comunicato Stampa Vanessa Ricca – Refurbed

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