La lezione del Bhutan: qui non c’è il Coronavirus

Perché le migliori lezioni arrivano da paesi piccoli e con un’economia precaria? Il mondo occidentale, i grandi paesi industrializzati, nella loro folle corsa ai guadagni, alla crescita del Pil, forse, dovrebbero porsi molte domande. 

In un precedente articolo, abbiamo visto come il Portogallo è riuscito più di altri a contenere il contagio da Covid-19. Lo ha fatto con una seria e leale collaborazione fra governo e opposizione, poi facendo accedere alle cure sanitarie anche gli immigrati e i clandestini. Il Portogallo ha dato una grande lezione di intelligenza e civiltà, due cose che dovrebbero abbondare in paesi avanzati e industrializzati.

Se per un attimo andiamo con la mente al nostro paese, abbiamo occhi e orecchie pieni di giornalisti che litigano, scienziati e medici che litigano, nord e sud che litiga e non meno importanti, politici che litigano. Dicevamo, intelligenza e civiltà, appunto. Cerchiamo, ora di imparare la lezione del Bhutan, un paese dove il 72% è ricoperto da foreste, e dove il patrimonio delle biodiversità resiste ancora.

Bhutan: qui la ricchezza non si misura con il Pil o con i soldi

Qualche domanda semplice semplice, ce la possiamo fare; a cosa serve la ricchezza? Perché si lavora per produrre? Benessere e felicità potrebbero corrispondere e rispondere perfettamente a queste due semplici domande. 

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Il Bhutan si trova in Asia, fra le catene dell’Himalaya e conta appena 750 mila abitanti, e se consideriamo il Pil è uno dei paesi più poveri al mondo. In questo piccolo paese asiatico, però il Pil  si misura con altri valori di riferimento. Mentre nelle potenze industrializzate più si produce più si è ricchi, più l’aria è piena di sostanze tossiche, più questo è indice di crescita, più ci ammaliamo, più il Pil sale, in Bhutan hanno la ricchezza di un’aria pura, ottimi rapporti sociali, chi si sente bene, forse è più benevolo verso gli altri, salute e istruzione sono al primo posto. Il Re in persona si preoccupa della salute dei suoi cittadini. Ci sembra poco? 

Infatti, è poco: In Bhutan non è arrivato nemmeno il Coronavirus,  ci sono solo 21 contagi, tutti importati e zero decessi

La storia di questo piccolo paese ci dice che, comunque ha pochi rapporti commerciali, però confina con paesi dove il Covid-19 si è molto diffuso, come la Cina. L’unico malato grave di Covid-19 è stato un turista americano, che l’Imperatore ha fatto accompagnare a casa con un volo privato. In Bhutan trattano bene perfino gli stranieri!

Il Bhutan è considerato il paese più felice del mondo, proprio perché agli abitanti sembra non interessare la ricchezza in termini di beni e denaro, anzi sono felici dei metodi umani con i quali il Monarca governa. Si tratta di una Monarchia, questo è vero, ma sono presenti tutte le istituzioni, il Parlamento e una Costituzione, per cui la democrazia è garantita. I dati del Covid-19 parlano chiaro: il Governo ha messo in quarantena circa 6 mila persone, quasi tutti dimessi, ne ha tracciato 40 mila, risultato solo 21 contagiati, tutti importati, fra questi 5 ricoveri e nessun decesso. 

Il GDP – Gross National Happiness, l’indicatore di benessere del Bhutan è molto alto, entro il 2020 il Ministro dell’Agricoltura si è impegnato a garantire un territorio, coltivato al 100% con metodi biologici. In questo paese valori come ecologia, solidarietà, salute, istruzione rappresentano le fondamenta della civiltà di questo popolo. Qui la felicità è green, ecosostenibile e dura.

Giovanna Angelino

 

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