Top ten dei rincari durante il lockdown

Una fotografia dei consumi e dei rincari durante la chiusura delle attività; secondo la ricerca dell’Unione Nazionale Consumatori vi sono stati dei rincari, che hanno sfruttato l’esigenza delle persone di stare a casa, come la lettura e i dispositivi di comunicazione e di quelli per lo Smart working. Il Governo avrebbe dovuto vigilare sui rincari ingiustificati, visto che vi sono stati dei settori, che poiché considerati primari non si sono fermati, come la logistica e tutta la filiera che ha consentito la produzione di prima necessità.

La top ten dei rincari da febbraio a maggio: E-book download +30,4%, frutta fresca +12,8%, computer +12%.

L’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica dei prodotti e servizi più rincarati durante l’emergenza Covid, ossia da febbraio, mese dove non c’era ancora il lockdown, a maggio, scoprendo vere e proprie speculazioni dei prezzi.

Il record spetta alla voce E-book download, con un rialzo, in soli 3 mesi, del 30,4%. Un aumento a dir poco vergognoso, che ha sfruttato l’esigenza di trascorrere il tempo con una buona lettura mentre si era chiusi in casa.

Al secondo posto la frutta fresca, +12,8% e al terzo gli Apparecchi per il trattamento dell’informazione, ossia computer portatili e fissi, palmari, tablet, notebook con un incremento del 12%.

“In pratica, si è approfittato dello smart working e dell’obbligo degli studenti di seguire le lezioni a distanza, per fare rialzi a danno di lavoratori e famiglie” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Analoga sorte per gli Accessori per apparecchi per il trattamento dell’informazione, ossia monitor e stampanti, che si collocano al quarto posto di questa classifica, salendo dell’11,3%. Sfruttamento simile per la quinta voce, Apparecchi per la telefonia fissa, +7,7%.

“Evidentemente i telefoni fissi che si avevano non potevano bastare dal momento che tutta la famiglia era “reclusa” tra le quattro mura di casa e c’è chi ha pensato bene di cogliere questa necessità per guadagnarci. Insomma, a fronte di un indice generale aumentato da febbraio a maggio solo dello 0,1%, c’è chi ha approfittato dei beni che gli italiani hanno dovuto prendere o acquistare maggiormente per via dell’emergenza Coronavirus, per lucrare” commenta Dona.

E’ così che si spiega il sesto posto, vegetali surgelati (+4,8%), bene sostituto dei vegetali freschi, ed il settimo, le patate, ricercate per la loro caratteristica di conservarsi più a lungo (+4,4%) e, alla pari, Altri articoli di cancelleria, ossia evidenziatori, matite, penne e cartucce a getto d’inchiostro e toner, anche queste collegate allo smart working (+4,4%). In ottava posizione cacao e cioccolato in polvere, tipico comfort food, +4,3%, in nona posizione un ex aequo, Pasta e couscous (+4,2%) e Apparecchi per cottura cibi, come forni, forni a microonde, piani cottura (+4,2%). Chiude la top ten la farina (+3,8%). Insomma, la voglia di pizza e di dolci fatti in casa ha influito sulle ultime due voci della graduatoria.

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

 

Trasformare la casa in ufficio: Smart working e Smart Home in tempo di quarantena

La quarantena ci ha costretto a rivedere molte abitudini, prima fra tutte quella di stare a casa, ci ha costretto a organizzare un piccolo mondo all’interno della nostra abitazione. Lo Smart working è aumentato esponenzialmente, passando a 8 milioni di smart worker o home worker. A ottobre scorso coloro che lavoravano da casa era 570 mila, si trattava di freelance in diversi campi, lavoratori nel campo del giornalismo, nei social, ma anche altre figure professionali spesso sono ricorse a questa modalità di lavoro (programmatori, analisti ecc.). Molte persone si sono adoperate per trasformare la casa in ufficio, ma in che modo è possibile realizzarlo, senza fare errori?

Come adattare le case allo Smart working: trasformare la casa in ufficio

I creativi già lo sanno come fare, hanno già adattato un angolo della casa dove possono tranquillamente dipingere o comporre musica, oppure svolgere altre attività. La cosa fondamentale è separare il lato privato della casa dal lato lavorativo o creativo, solo in questo modo sarà possibile passare e vivere altre dimensioni, anche stando a casa.

Nel design d’arredamento molti architetti e creativi del settore si sono concentrati, negli ultimi anni per creare uffici sempre più funzionali in base alle varie esigenze, realizzando sale meeting, e spazi adatti a incontri e relazioni con il pubblico o con altri collaboratori. In questo momento il design deve trovare nuove soluzioni di arredo anche all’interno delle abitazioni, per trasformare la casa in ufficio, anche dal punto di vista dell’arredo.

Home Working e Smart Working: Quali sono le regole da seguire per trasformare la casa in ufficio

  • Dare importanza ai luoghi di transizione, corridoi, sale d’attesa, salotto sono luoghi in cui la mente può riposare, magari prendendo un caffè. Molti hanno una sala attrezzi addirittura, con un tapis roulant o una cyclette. Questi filtri miglioreranno lo spazio lavoro:
  • Rendere confortevole il luogo della casa dedicato al lavoro, riproducendo un piccolo ufficio con un arredo adatto, ma che non si allontani troppo dallo stile della casa;
  • Introdurre piante verdi da interno, fiorite o grasse, posizionarsi con vedute del giardino o del terrazzo, quadri di città o che raffigurano la natura e oggetti artistici
lavorare da casa
smart working e home working

In passato già sono stati sperimentati nuovi modelli di lavoro, come il Co-working, da considerare come soluzione ottimale in un prossimo futuro, quando non bisognerà avere paura dei contatti umani, non solo perché questi ultimi fanno bene all’umore e alla salute, ma anche perché più professionalità entrano in contatto, creando sinergia e nuove opportunità di lavoro e collaborazione.

Riconversione: trasformare la casa in ufficio

In un luogo di lavoro, spesso si crea una piccola comunità, in realtà la casa non potrà mai sostituire l’ufficio, che resta  lo spazio di lavoro, dove si consumano incontri e relazioni, e di conseguenza tutto ciò si traduce in collaborazione e sinergie che si creano continuamente. Molte aziende stanno pensando ad una soluzione mista fra ufficio e Smart working, che potrebbe rivelarsi l’incontro perfetto fra più esigenze, sia lavorative, sia di spostamento, evitando il binomio traffico – stress, e anche inquinamento. Inoltre, non va sottovalutato il lato umano e psicologico;  il lavoratore, infatti, diversificando i suoi impegni lavorativi, avrà la possibilità di spezzare la routine, partecipando con più slancio a iniziative, incontri, e prendendo parte all’organizzazione del lavoro in ufficio. La monotonia spegne il cervello, mentre chi è impegnato in più occupazioni o trascorre la sua giornata districandosi fra lavoro, impegni e  dilettevole vive meglio. I consigli degli esperti sono utili, e chi intende trasformare la casa in ufficio, potrà trovare tante soluzioni, che uniscono la flessibilità al design e alla funzionalità, in attesa di tempi migliori…

 

 

 

 

Smart education e smart learning, l’Offerta formativa

La formazione è di fondamentale importanza per la crescita di una persona, perché rappresenta un valore aggiunto, che deriva dalla conoscenza di alcuni argomenti e temi; si tratta soprattutto di esperienze acquisite, a volte sul campo, a volte sui banchi. Imparare significa racchiudere in un bagaglio tutte le conoscenze e le nozioni apprese anche attraverso un viaggio, o un’esperienza lavorativa e personale. Si impara quando si leggono i giornali o un libro, quando si discute con un amico, perfino la pratica, come fare le pulizie e lavare i piatti  equivale all’apprendimento di una tecnica. Oggi, tutto sembra viaggiare sul web, e l’esperienza del Virus ha aperto mondi inesplorati per alcuni. La conoscenza, però, già era a disposizione di tutti sulla rete, in più l’ausilio di dispositivi sempre all’avanguardia hanno fatto il resto: Smartphone, tablet ecc. Basti pensare agli audiolibri, ai video su youtube, all’e-learning, corsi on line.  

Il periodo di stop forzato ha reso indispensabile la Smart education, e nell’epoca in cui è tutto o quasi è Smart, non poteva mancare la formazione. Le scuole hanno organizzato per il Covid-19 le lezioni a distanza con i docenti.

I MOOC (Massive Open Online Courses: Corsi online aperti su larga scala), invece, sono corsi strutturati per la formazione a distanza che coinvolgono un numero elevato di utenti. Molto spesso i corsi on line sono tenuti da esperti o professori universitari. I MOOC , in realtà sono video corsi, molte volte gratuiti, che negli ultimi tempi sono stati adottati anche dalle Università come modello formativo. I dati parlano chiaro: il 90% dei corsi è già stato trasferito on line. L’Italia è nella top ten per le piattaforme di open courses e formazione a distanza. L’esperienza Mooc sta ricevendo una notevole spinta, proprio a causa dell’emergenza sanitaria, ed ecco che spuntano lezioni registrate, videoconferenze e webinar.  Presso l’University of London, ci sono ben 50 mila studenti on line a seguire le lezioni.

Alcune piattaforme per corsi MOOC sono

Lynda

Coursera

Skillsoft

Udemy

Lifelearning

Come cambia la scuola da casa?

Dopo il Covid-19 anche chi era poco tecnologico ha dovuto misurarsi con la scuola a distanza sia studente sia professore. Ora le lezioni sono diventate smart in aule virtuali e con programmi multimediali, con l’ausilio di videoconference. La Scuola Smart è una sorta di incubatore, una palestra per un futuro Smart Working, il quale anch’esso ha una struttura organizzativa ben definita. Il team di lavoro interagisce nel conseguimento dei risultati, molte piattaforme permettono di fare videoconferenze, seguendo anche il lavoro degli altri colleghi. In realtà in questo periodo di emergenza e di transizione, al quale nessuno era preparato, molti, studenti, impiegati, lavoratori si stanno limitando al Home working in remoto, mentre lo Smart working è più complicato, perché presuppone una trasformazione di organizzazione e modalità del lavoro stesso. Per questo c’è chi studia il fenomeno dello Smart Working sotto diversi aspetti e per migliorarlo; si tratta di ripensare agli spazi di lavoro, alle pause, all’autonomia nella gestione organizzativa, si pensa ad una collaborazione diversa e di tipo orizzontale, per permettere una maggiore interazione per il raggiungimento dei risultati. Da alcuni anni, per fortuna molte aziende hanno attuato, anche se per brevi periodi o per un giorno a settimana lo Smart working; altre realtà hanno investito sulla formazione in azienda, potenziando, in questo modo le capacità dei dipendenti, consentendo loro di raggiungere maggior consapevolezza e strumenti per gestire al meglio i loro compiti.

Allo stato attuale è tutto un Work in progress che cresce e che cerca di sperimentare nuove strade e nuove soluzioni; ci siamo dentro quasi tutti, a parte quelle realtà lavorative come fabbriche, attività commerciali, alberghi, ristoranti, che per loro natura non possono operare in Smart Working. La nuova sfida è una maggiore consapevolezza e il prossimo passo sarà un grande salto direttamente nel futuro.  

 

 

Smart working: come risparmiare sulle bollette di luce e gas?

In periodo di Coronavirus tutti siamo costretti a passare tanto tempo in casa. Per chi ha attivato lo smart working il rischio che a fine mese le bollette siano molto salate è alto, ecco allora alcuni consigli per risparmiare sui consumi strizzando un occhio all’ambiente.

Luce

  • Per ridurre il consumo di energia elettrica un buon consiglio è quello di posizionare la postazione di lavoro in un luogo luminoso, magari davanti ad una finestra;
  • Meglio utilizzare lampadine a LED che consumano il 90% in meno rispetto alle vecchie lampadine a incandescenza (ormai non più in commercio ma a volte ancora presenti nelle nostre case) e il 50% rispetto alle lampadine a fluorescenza. Inoltre le lampadine a LED hanno una durate 10 volte superiore rispetto a quelle a fluorescenza.
  • Computer e monitor vanno impostati con lo spegnimento dello schermo dopo alcuni minuti di inattività, gli screen saver sono poco utili (se non sotto l’aspetto estetico) e consumano molta energia;
  • Più in generale impostare i dispostivi elettronici in modalità “risparmio energetico”.
  • Per chi ha un contratto a fasce orarie (sia nel mercato di Tutela che nel mercato Libero) concentrare, se possibile, l’utilizzo degli elettrodomestici che consumano di più (ferro da stiro, lavatrice, lavastoviglie, stufe elettriche, forno elettrico, asciugacapelli) dopo le 19:00 e nel weekend. Per capire se il nostro contratto è un cpontratto a fasce orarie è sufficiente leggere la propria bolletta.

Elettrodomestici

  • Meglio spegnerli alla fine di ogni utilizzo, comprese le varie luci rosse o di stand by;
  • La domotica e la programmazione possono essere dei validi alleati nel risparmiare a fine mese: grazie al controllo remoto e ai timer è possibile gestire ancora meglio i consumi degli elettrodomestici.

Termosifoni

  • La cosa migliore da fare è regolarli così che siano spenti nelle stanze meno utilizzate.
  • Sfruttare al meglio, nel caso siano installate, le valvole termostatiche, per distribuire al meglio il calore nelle varie stanze della casa e ridurre i consumi
  • Non impostare temperature in casa troppo alte ma al massimo a 19/20°

Arieggiare la casa

  • Arieggiare le stanze è ottimo per equilibrare i livelli di ossigeno ed anidride carbonica e per farlo sono sufficienti pochi minuti con le finestre aperte. Tenerle per più tempo aperte non vi è in nessun modo utile in questo senso e farà impennare i consumi per via della dispersione del calore.

Mentre l’aggiornamento trimestrale dei prezzi di riferimento per luce e gas ha determinato importanti riduzioni di prezzo per i consumatori italiani clienti dei servizi di tutela, cosa che non è detto però sia una buona notizia, già sono stati attuati alcuni interventi, purtroppo ancora non sufficienti dal nostro punto di vista, sulle utenze di luce e gas per questo periodo di emergenza.

Diventare consapevoli dei propri consumi

La cosa migliore da fare, però, per poter risparmiare sui propri consumi è quella di diventare consapevoli. Per farlo è, innanzitutto, indispensabile imparare a leggere e capire le nostre bollette ed imparare a muoversi in questo complicato mercato.

Dal 1° gennaio 2022 Consumatori.it  ha deciso  di lanciare SicurInsieme un gruppo di acquisto innovativo per offrire assistenza e sicurezza ai consumatori.

fonte: Consumatori.it

 

Sharing mobility: è il momento di investire con il Crowdfunding

Grazie al Crowdfunding è possibile investire somme anche minime, diventando soci di Start Up e imprese con un grande potenziale di crescita sul mercato. Da anni l’economia è diventata Green e punta a perfezionare i suoi livelli. In tempo di Coronavirus abbiamo sperimentato, se non altro aria più respirabile e senza smog. Questo è il segno tangibile che i tempi stanno cambiando, si è ricorso allo Smart Working, agli acquisti intelligenti on line e in questo contesto la Sharing Mobility è sicuramente il futuro. Meno smog vuol dire anche meno patologie, consumi più contenuti ed ecosostenibilità. Meno traffico non vuol dire solo meno malattie (allo smog sono legate patologie cardiovascolari e polmonari), ma anche meno stress. Le strade rese deserte dallo Smart Working hanno visto andare a picco i livelli di polveri sottili. Sulla scia dell’ecosostenibilità, dell’intelligenza e di un modello di Smart City mai decollato, si potrebbero trovare interessanti opportunità di guadagno nel mondo del Crowdfunding, come dimostra la nuova campagna di Zig Zag, i cui dettagli sono riportati di seguito. Dobbiamo renderci conto che l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo può e deve essere trasformata sotto l’etichetta Smart, dove sono  Smart solo le City, il Working, la Mobility, gli acquisti, ma soprattutto le nostre teste. Più consapevolezza nei consumi, negli investimenti e nell’ambiente che ci circonda, riducendo il superfluo e l’inquinamento, questi sono i punti di forza su cui bisogna ricostruire la nostra vita post-Covid-19.  

Zig Zag porta la sharing mobility su CrowdFundMe!

Parte la raccolta di Zig Zag su CrowdFundMe. La startup innovativa è tra le principali piattaforme di scooter sharing italiane ed è già attiva nelle città di Roma, Milano e Torino, con una flotta di circa 750 scooter (di cui il 70% elettrici). Tra le caratteristiche che la contraddistinguono c’è il suo sistema semplice e user-friendly, fruibile interamente attraverso lo smartphone e senza l’utilizzo di tessere o tastiere esterne.

Il settore di riferimento di Zig Zag sta attraversando una fase molto importante. Quando terminerà l’attuale emergenza dovuta al coronavirus, la mobilità urbana è infatti destinata a cambiare radicalmente. Come sottolineato da EconomyUp e da diverse analisi internazionali, gli spostamenti futuri nelle città saranno sempre più all’insegna della sharing mobility, che porta con sé diversi vantaggi: minore inquinamento, minori costi, maggiore sicurezza. Il tragitto casa-lavoro con lo scooter sharing o con altri servizi in condivisione diventerà sempre più la normalità e Zig Zag si prepara a soddisfare l’aumento della domanda.

Business in crescita – La società, che in soli 3 anni si è posizionata come operatore di riferimento nelle città in cui è attiva, punta a essere profittevole già nel 2020-2021.  Nel 2019 sono cresciuti tutti i principali KPI su base annua: noleggi +66%, utenti +95%, ricavi +71%; il fatturato è così arrivato a oltre 850.000 euro. Per accelerare il proprio sviluppo, inoltre, Zig Zag ha stretto significativi accordi di partnership con importanti realtà tra cui Trenitalia, Poste Italiane e Pulsee.

Mercato in espansione – Il mercato mondiale è in continua espansione. Nel 2019 si è registrato un incremento anno su anno di scooter in sharing del 164%, di utenti del 166% e di città servite del 42% (fonte: Global Scooter Sharing Market Report di Unu).

Tecnologia proprietaria – Zig Zag ha una tecnologia proprietaria che utilizza sistemi di Intelligenza Artificiale con la quale può, per esempio, ridurre i costi di gestione e ottimizzare la mobilità delle flotte grazie alle funzioni predittive. Questo è uno dei punti di forza principali perché, a differenza delle società che noleggiano piattaforme da terzi, consente di incrementare la marginalità e azzerare i costi delle licenze. Oggi una nuova azienda, anche capitalizzata, che vuole entrare nel settore con tecnologia proprietaria dovrebbe affidarsi a realtà come Zig Zag perché, altrimenti, non ci sarebbe il tempo materiale di sviluppare una tecnologia propria. L’emittente si presta quindi a potenziali Exit in un settore molto dinamico da questo punto di vista. Basti pensare all’acquisto di Scoot da parte di Bird, di Coup da parte di Tier e l’incorporazione di Motit da parte di Muving.

Economie di scala – La tecnologia di Zig Zag permette alla società di raggiungere economie di scala e scopo estremamente elevate. In particolare, a differenza di molti concorrenti, viene messa al riparo dall’aumento dei costi operativi fissi al crescere della flotta.

Strategia – Il primo obiettivo di raccolta è fissato a 350.000 euro. In base al capitale raccolto, Zig Zag punta a potenziare le flotte su Milano e Torino, fare attività di marketing e sviluppare ulteriormente la tecnologia proprietaria. L’emittente, inoltre, mira a diventare un operatore 100% elettrico.

Investire in Zig Zag consente di beneficiare della detrazione fiscale pari al 30% dell’importo versato

fonte: Crowdfundingme

Cambiamenti nei consumi al tempo di Covid-19

In poche settimane sono cambiate le abitudini di milioni di italiani, nel frattempo si preannuncia una crisi economica, che già sta facendo vedere i suoi effetti. Il fattore tempo è fondamentale, per cui il Governo oltre ai provvedimenti varati dovrà nei prossimi giorni decidere le aperture delle attività e le modalità con cui si ritornerà alla normalità. Di pari passo con la crisi che è in atto , alcuni settori dell’economia sono cresciuti enormemente, sono quelli che riguardano gli e-commerce e gli acquisti on line. I prodotti che più si acquistano sono quelli alimentari, ma anche tecnologici e gli integratori. Il tempo libero è diventato più ampio, tanto da spingere milioni di consumatori a fare abbonamenti a pay-tv, ad acquistare corsi on line e a leggere di più, sia in cartaceo, sia e-book, libri digitali. Tante altre soluzioni si possono trovare sul Web e Lavoro: idee in rete

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La prima fase Covid-19 Economia 

Con la chiusura di molte attività, paradossalmente si sono create nuove opportunità di lavoro, basti pensare al personale sanitario che è stato assunto senza alcun concorso. Basti pensare alla riqualificazione e costruzione di ospedali, per ospitare malati di Covid-19 che hanno prodotto nell’immediato nuovi posti di lavoro. Molte imprese hanno adottato fin da subito lo Smart Working, principalmente la pubblica amministrazione. Un ulteriore crescita si è registrata nelle società di Software di Smart working. Si spera che alla ricerca scientifica e ai ricercatori siano destinati più fondi, in modo da non costringere nessuno ad andare all’estero.  

#iorestoacasa

I rischi a lungo termine dello stare a casa sono molteplici, a parte quello psicologico, che si può tenere sotto controllo facendo attività fisica e meditazione, vi è il cibo e la sedentarietà che possono far insorgere altri tipi di patologie, come spiega questo articolo Coronavirus: sedentarietà e salute; esperto, non mollate

La seconda fase, la riapertura

La fase 2: Per molte imprese del settore produttivo, come si è già detto è di vitale importanza il tempo, per ritornare ad essere operativi quanto prima. Per poterlo fare il Governo dovrà decidere un piano di sicurezza sul lavoro che riguarda le norme da seguire per il contagio da Covid-19. L’OMS si è già espressa in tal senso nei mesi scorsi – In questo articolo sono contenute le misure da adottare sul posto di lavoro in base alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Covid-19: Un mese fa l’OMS avvertiva i paesi di tutto il mondo sul rischio di un contagio globale

La ripresa o seconda fase, in realtà si snoda attraverso differenti fasi. Le aperture nel settore produttivo e industriale dovranno essere funzionali, perché molte realtà industriali sono legate l’una all’altra. Si consolideranno e cresceranno (facilmente prevedibile) i lavori digitali.

Le precauzioni non dovranno mai essere sottovalutate; il Sistema Sanitario Nazionale provvederà a rilasciare un certificato medico, con il quale si potrà ritornare alle proprie attività. Le modalità non si conoscono ancora, come non si sa ancora se una persona guarita ha anticorpi che la proteggeranno per un tempo lungo. Ciò che è certo è che con il Covid-19 bisognerà conviverci e rimodulare la nostra vita e le nostre abitudini. Una delle novità è una App, che consentirà a chiunque di relazionarsi con il medico e con il SSN, anche al fine di prenotare un tampone o ottenere il certificato: Covid-19: in arrivo CO4, la App che interagisce con il paziente

 

Coronavirus: la toscana Ambrogio mette a disposizione gratuitamente la piattaforma YouNeed per facilitare lo smart working

Fino alla fine dell’emergenza nazionale l’azienda specializzata nella comunicazione digitale innovativa rende disponibile ai primi 1.000 e gratuitamente la propria piattaforma tecnologica per lavorare da casa.

Da oltre tre settimane circa il 95% dei suoi dipendenti e professionisti lavorano da casa senza alcuna difficoltà usando la tecnologia YouNeed: un mix di software e telecomunicazione che sta soddisfando anche i clienti. Oggi il Gruppo Ambrogio risponde alle misure di contenimento del coronavirus con un aiuto lineare ovvero con una piattaforma gratuita per tutti fino al termine dell’emergenza nazionale.

La società toscana Ambrogio è da anni specializzata nella comunicazione digitale volta al superamento delle barriere con la facilitazione degli strumenti tecnologici sviluppati di cui YouNeed (Made in ITALY) è la massima sintesi. Dato il momento critico per molte imprese, professionisti e famiglie ha deciso distanziare le prime 1.000 attivazioni comprese di un plafond di chiamate gratuite.

“Il numero è purtroppo limitato, ma al momento è il massimo che possiamo fare – dichiara il presidente Franco Tocci  – Ci stiamo attrezzando per espandere la gratuità ad altre 5.000 attivazioni con la medesima formula di partecipazione a questa gara di solidarietà nazionale.  Se lo Smart Working è la risposta aziendale al coronavirus, allora la nostra piattaforma YouNeed lo è per rendere concreta questa azione correttiva e al tempo stesso preventiva per mantenere le imprese attive e utili a tutto il sistema Italia”. 

Nello specifico YouNeed è una piattaforma cloud che sostituisce integralmente il vecchio centralino telefonico aziendale, permettendo di fare fin da subito chiamate in ingresso e in uscita con il numero aziendale da qualunque dispositivo sia web sia mobile, si hanno strumenti di chat aziendale tra dipendenti e anche tra reparti e gruppi di lavoro, si possono inviare raccomandate via circuito Poste Italiane, si gestiscono video conferenze in modo altamente facilitato e innovativo per negoziazioni e riunioni d’ufficio, si gestiscono rubriche e appuntamenti, si inviano e ricevono files in ambiente condiviso e molto altro ancora.

Le sedi di Milano, Torino, Prato e Firenze stanno già lavorando in Smart Working da casa e si sono per così dire smaterializzate.

Per attivare gratuitamente lo Smart Working con YouNeed si può chiamare il numero Verde nazionale (800) 082 863  L’interazione con i nostri operatori è esclusivamente telefonica, l’attivazione viene svolta da remoto e senza alcun rischio di contatto.

Fonte: Comunicato Stampa
Franco Tocci
f.tocci@ambrogio.com

Coronavirus: Come si evolve l’economia? nasce iorestoacasa.delivery, portale per la consegna a domicilio

Coronavirus: La seconda preoccupazione degli italiani,  dopo la salute è sicuramente l’economia. Un’economia già fragile, destinata a mutare profondamente; tale cambiamento già è in atto, infatti molte aziende stanno cercando di prevenire i disastri creati dal rallentamento e dalla chiusura di molte attività, adeguandosi e anche il Governo  sta pensando al dopo Coronavirus, anche se ancora non in modo incisivo. L’esperienza a cui molte aziende si sono approcciate, anche in modo rapito è stata lo Smart Working, infatti milioni di lavoratori, compreso il comparto pubblico ha iniziato, non senza problemi il lavoro da casa. Si tratta di un’opportunità che, purtroppo non tutte le imprese hanno potuto sfruttare, perché per molte attività è necessaria un’organizzazione logistica che per sua natura impedisce il lavoro da casa. L’opportunità dello Smart working diventerà nei prossimi mesi una realtà consolidata, e nasceranno anche nuove attività legate al digitale, oltre a quelle già esistenti. Negli ultimi anni, non dimentichiamo il boom dei lavoratori freelance, impiegati nel mondo informatico, finanziario ma anche ai Copywriter e giornalisti on line, a chi si occupa dei Social Media e così via. Nei prossimi mesi e anni bisognerà ingegnarsi, sfruttare al massimo le possibilità del web e rinascere, ricostruire. Si darà avvio a un nuovo Rinascimento, nelle migliori delle ipotesi e se tutti sapranno cogliere le opportunità e crearne di nuove. Anche il mondo del Call Center subirà dei mutamenti, un mondo che alcuni definiscono saturo, si sta arricchendo di opportunità; in questi giorni alcune realtà stanno organizzando (per il dopo Coronavirus), chiamate per appuntamenti con consulenti commerciali e non per le classiche vendite telefoniche. Le aziende potranno commissionare gli appuntamenti per far ripartire il loro giro d’affari e acquisire nuovi clienti.

Le attività commerciali più penalizzate dal Coronavirus

Si tratta soprattutto dei piccoli commercianti, che rappresentano, se pur con mille difficoltà una fetta importante della nostra economia. Il settore dell’Export è l’altro ramo colpito duramente dal blocco dei confini. Se si pensa al Made in Italy, soprattutto alimentare, l’Italia fino a poco tempo fa vantava numeri da capogiro e in continua crescita; si pensi ai vini prodotti in Toscana, il Parmiggiano reggiano e altri prodotti tipici ed unici della nostra terra. Su questi settori dovranno concentrarsi gli interventi del Governo, su queste realtà che non possono restare fuori dall’economia del paese.

Comunicato Stampa iorestoacasa delivery

LOUD e ENNEVOLTE insieme per aiutare a arginare l’emergenza covid-19. 

Due Team un solo scopo. Loud e Ennevolte collaborano già da tempo su diversi progetti. In questo momento, difficile per tutti, hanno cercato di unire le forze e mettere le proprie competenze a disposizione. Dal bisogno di provare a essere utili in qualche è nato il progetto iorestoacasa.delivery.

In poche ore è stato sviluppato e lanciato un sito web che potesse essere il più semplice possibile e allo stesso tempo utile. Un sito web che raccoglie e mette in evidenza le attività locali che si sono messe a disposizione con un servizio di consegna a domiciliodei beni di prima necessità per il vicinato, specialmente per le persone in difficoltà.

Un progetto che aiuta a migliorare e incrementare i processi di solidarietà e collaborazione che si stanno attivando in questo periodo di emergenza. Senza fine di lucro pensato per il bene comune.

Un sito facile da usare, sia per l’utente che per il negoziante.  Per il negoziante l’iscrizione è semplice e gratuita, attraverso un form da compilare con le informazioni base necessarie. Chi necessita del servizio deve solo inserire il proprio CAP e selezionare la categoria merceologica d’interesse per visualizzare tutte le attività locali vicine con le modalità di contatto e prenotazione (tramite telefono o whatsapp) .

#iorestoacasa
#lontanimavicini
Questo il link al progetto iorestoaacasa.delivery

fonte Comunicato Stampa: Simone Matrone

Come cambieranno le nostre future esigenze abitative e i consumi

Abitare e consumare sono figli della stessa esigenza: soddisfare i propri bisogni pratici tramite l’acquisto di un bene o servizio.

E’ ormai noto come i cittadini-consumatori cambino le loro abitudini di acquisto e di consumo in base allo sviluppo tecnologico. Nuovi mezzi per spostarsi, dispositivi che rendono obsoleti altri dispositivi, piattaforme che ne divorano altre, nuovi scenari nel mercato del retail.

Oggi vogliamo approfondire l’aspetto sociale di tale fenomeno, soffermandoci sull’evoluzione delle esigenze abitative ed ipotizzare le probabili tendenze riguardanti il prossimo futuro.

Le scelte abitative e di consumo degli utenti per il 2020 saranno influenzate dai seguenti fattori:

  • Informazione: i consumatori, grazie al web, sono sempre più informati su tutto ciò che interessa loro. Confrontano prezzi, leggono recensioni su servizi e persone, cercano le occasioni migliori per comprare e vendere e, soprattutto, sono sempre più esigenti.
  • Customer Care: gli utenti sono abituati a livelli di gestione del cliente sempre più alti. Un processo scadente di gestione del contatto, che non si applica necessariamente alle grandi imprese con lunghi protocolli automatizzati, ma riguarda proprio tutti, anche il modo di rispondere al telefono del tuo collaboratore, può farti perdere un affare in pochi istanti.
  • Sostenibilità: altro tema che molto attuale oggi, la possibilità di scegliere soluzioni sostenibili giocherà un ruolo di rilievo nei consumi dei prossimi anni, soprattutto a livello di brand image delle aziende, e può fare la differenza tra una piccola azienda vincente e una immobile.
  • Smart Working: il lavoro cambia di continuo e diventa sempre più flessibile e dinamico. Le persone hanno bisogno di mezzi pratici e veloci per spostarsi da un punto all’altro della città o della regione, e molte aziende private stanno scegliendo la strada dello Smart Working, o lavoro da remoto con briefing periodici. Nascono anche i centri per il co-working, immobili destinati alla condivisione di spazi e affittati in modo, appunto, flessibile in base alle esigenze.
  • Evoluzione del Retail: andando verso uno stile di vita sempre più dinamico e “smart”, i consumatori vogliono avere beni e servizi a portata di mano e accedervi nel minor tempo possibile. Questo porta il mondo del retail in due direzioni: grossi centri commerciali dove si trova di tutto e piattaforme online, con tutte le dinamiche del web che abbiamo già accennato.

Non è difficile quindi immaginare che i giovani che devono scegliere casa avranno sì molte più possibilità rispetto alla generazione precedente, ma anche molte più esigenze: si lavora di più, si produce di più e ci si sposta di più. 

Si individua dunque tra i nascenti nuclei familiari, già nel biennio 2018/2019, la tendenza a scegliere la periferia, non solo per convenienza economica (per il prezzo mediamente più basso specialmente per quanto riguarda gli affitti in condomini) ma anche perché si tratta di zone meno trafficate e con un’ampia possibilità di parcheggio che evita quindi la spesa aggiuntiva relativa alla locazione di un box auto.

Lo scenario sociale che ci si presenta davanti per i prossimi anni vede nuclei familiari sempre più piccoli, situati in immobili in periferia, dove almeno uno dei componenti ha un lavoro freelance o “smart” e che preferiscono acquistare online. 

Resterà da vedere se gli operatori di mercato in Italia saranno in grado di cogliere i segnali del cambiamento e spingere così gli investimenti verso lo sviluppo di nuove tecnologie e nuovi modelli di business che soddisfino le esigenze dei cittadini-consumatori.

a cura di Domenico Amicuzi Presentazione standard1 

Professionista Immobiliare

 

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