L’importanza di trasparenza e responsabilità di uno Stato nella Pandemia

Non tutti gli stati hanno agito allo stesso modo per contrastare la Pandemia, è sotto gli occhi di tutti. Gli esempi più eclatanti sono La Gran Bretagna e gli Stati Uniti, che in un primo tempo hanno negato la pericolosità del virus.

Molta stampa, soprattutto estera ha elogiato il Governo italiano, per le scelte fatte durante il picco della pandemia. Il Wall Street Journal, il Financial Times e il New York Times hanno raccontato la responsabilità e la trasparenza dell’Italia. Sull’argomento impazzano tante critiche e polemiche, ma alla luce dei fatti, e in base a quanto proclamato sempre dal Premier Conte, le decisioni, materializzate in DPCM, sono state prese consultando un pool di esperti e tenendo conto della struttura sociale, economica e politica del paese. In poche parole, quelle che abbiamo chiamato restrizioni, e che molti hanno interpretato come violazione delle libertà personali, sono state frutto di attente analisi e il governo italiano se ne è assunto la piena responsabilità.

Il punto è: meglio uno Stato che impone restrizioni con leggi e assumendosene la responsabilità o meglio uno Stato che lascia al buon senso dei cittadini la gestione di un virus come il Covid-19?

Difficile stabilire come l’Italia viene vista all’estero, di sicuro molte narrazioni sono false, alcune vere. L’Italia è sicuramente la culla della cultura e dell’arte, di un patrimonio artistico entrato per diritto nelle bellezze per eccellenza dell’Unesco. Gli italiani sanno fare bene la pizza, sono bravi stilisti, e qualcuno diceva poeti, navigatori e tanto altro. Ed è tutto vero, ma il punto è da chi è stata governata l’Italia? Da chi è governata oggi? Popolo di navigatori, poeti, ma anche corrotti, evasori fiscali, mafiosi e furbetti. Ecco, questa è la verità intera.

Il Financial Times titola un suo articolo: Le dure lezioni dell’Italia aiutano a tenere a bada la seconda ondata

E il mondo è stato sorpreso da come all’improvviso, durante la pandemia, gli italiani sono diventati pure disciplinati e docili. Sono rimasti in casa a cantare sui balconi, alcuni però con una strana idea di libertà e la voglia irrefrenabile di uscire per andarla ad esercitare, sui più deboli, sulle torte da spartire o sulle situazioni di cui approfittare.

Le scelte fatte dal governo italiano sono state indubbiamente coraggiose, anche se il dibattito sulle libertà è ancora aperto, come è giusto che sia in un paese democratico. Tutto in Italia diventa una questione politica e anche il Covid-19 lo è: è emergenza economica, sociale e uno strumento di confronto politico.

Nessuno può dire quale sia la strategia giusta da adottare. La Svezia, ad esempio, ha anch’essa aperto un tavolo con gli esperti e dopo ha comunicato la sua strategia ai cittadini, così come ha fatto l’Italia. La Svezia non ha costretto i suoi cittadini alla chiusura, il tasso dei decessi nella nazione scandinava è inferiore a quello dell’Italia.

Le scelte della Svezia

La scelta di Stoccolma è stata controcorrente: nessun lockdown per non distruggere l’economia, forse con la speranza di aggiungere l’immunità di gregge.

Agli svedesi è stato chiesto solo di astenersi dai viaggi non essenziali e lavorare da casa quando possibile. Negozi e ristoranti hanno dovuto ridurre il numero di persone che potevano entrare ma non hanno mai chiuso. Gli assembramenti sono stati vietati, sì, ma solo oltre le 50 persone. Agli ultrasettantenni è stato suggerito di non uscire ma è stato lasciato tutto al loro buonsenso, senza la minaccia di sanzioni. Cosa è successo quindi in Svezia? Una spiegazione condivisa non esiste ancora e gli esperti hanno elaborato alcune teorie.

In realtà gli svedesi hanno seguito le stesse regole degli italiani, ma senza che questo fosse un obbligo. Hanno osservato il distanziamento, le mascherine, i negozi non hanno chiuso, ma erano praticamente vuoti durante il picco. Inoltre il governo svedese ha lanciato una campagna informativa molto diffusa ed efficace.

Fare una netta distinzione fra le politiche adottate dai vari governi non è semplice. Infatti, se si parla di responsabilità e trasparenza, in Italia se c’è stata la prima, sulla seconda c’è qualche dubbio. La Svezia, in compenso, ha scelto di comunicare con i cittadini con una campagna molto chiara, ma senza mai costringere.

Trovare punti in comune con altri stati e con la Svezia non è un rompicapo impossibile: Responsabilità, trasparenza, mascherine, distanziamento, buon senso. In fondo siamo un popolo di Santi, poeti e navigatori nella migliore delle ipotesi.

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