Cattivi odori da impianti trattamento rifiuti: Cosa fare?

Intere comunità subiscono miasmi insopportabili provenienti da zone industriali o impianti per il trattamento dei rifiuti. Molte sono le iniziative che i cittadini possono mettere in atto ed esistono sistemi di prevenzione dei cattivi odori.

Purtroppo la legge, per quanto riguarda il tema cattivi odori nelle città è carente, e in più parti d’Italia, si cerca di superare questo ostacolo con una serie di iniziative, che vedono i cittadini in prima linea.

Non esistono norme specifiche per tutelare le persone, ma leggi generiche che riguardano la riduzione di sostanze nocive nell’atmosfera, localizzazione degli impianti a rischio e leggi sulla salute pubblica (lavorazioni insalubri) e infine, la prevenzione dell’inquinamento e di conseguenza dell’emissione di cattivi odori.

Impianti di varia natura, industrie e allevamenti in fase di rilascio delle autorizzazioni da parte degli organi competenti, devono prevedere soluzioni in caso di lamentele provenienti dai centri abitati e soprattutto, sistemi di prevenzione e abbattimento degli odori.

Molestie odorifiche: a chi rivolgersi?

In caso di segnalazioni su cattivi odori, emissioni anomale (da gas, metano, idrocarburi) non attribuibili ad una precisa origine e non riconducibili ad attività produttiva, chi deve controllare?

Se si temono problemi di sicurezza ci si deve rivolgere ai Vigili del Fuoco. L’ARPA, se attivata dal Comune, potrà effettuare i propri controlli ai sensi della LRT 30/2009;

Se vengono segnalate emissioni, fumi, vapori, polveri o odori provenienti da un’attività produttiva, a chi compete il controllo?

La norma distingue i diversi insediamenti ai fini delle autorizzazioni e quindi del controllo:

Se gli insediamenti produttivi presentano emissioni “scarsamente rilevanti” – ad esempio pizzerie, ristoranti, panifici, pasticcerie – il Comune potrà richiedere, in relazione al tipo di attività, il supporto della ASL ed eventualmente di ARPA.

Se le emissioni provengono da attività artigianali ed industriali soggette al possesso di autorizzazione alle emissioni in atmosfera, ARPA ha competenza diretta, che quindi valuterà l’effettiva necessità di procedere ad un controllo e le modalità dello stesso;

Se vengono segnalati cattivi odori in seguito a spargimento di materiale sui terreni agricoli, a chi rivolgersi?

Dopo una prima valutazione da parte del Comune, potrà essere coinvolta l’ARPA e nel caso di timori per la salute e per gli aspetti igienico – sanitari è opportuno rivolgersi all’Azienda Sanitaria Locale o Dipartimento della Prevenzione.

Se i cattivi odori vengono segnalati da un allevamento animali, cosa si può fare?

Il Comune richiede il supporto per il controllo alla ASL, in quanto la verifica dello stato igienico e delle condizioni di custodia degli animali è di competenza dell’Azienda Sanitaria e del Servizio Veterinario, che potrà attivare ARPA per specifiche attività tecniche.

Nel caso di rilascio di sostanze in atmosfera che presentano caratteristiche di emergenza, a chi ci si rivolge?

Nei casi di emergenza è necessario contattare gli enti di primo soccorso: Vigili del fuoco, il 118, le strutture della Protezione Civile.

Un’emergenza è di fatto una situazione critica causata da un evento che espone a pericoli per la immediata incolumità delle persone e/o dei beni/strutture e/o dell’ambiente. Richiede quindi un intervento immediato e urgente per essere gestita e riportata alla normalità.

Se provengono segnalazioni su cattivi odori dalla fognatura comunale, a chi ci si deve rivolgere?

Il Comune potrà chiedere al gestore della fognatura di verificarne la funzionalità e ad ARPA di effettuare controlli. Potrà, eventualmente, anche attivare l’Azienda Sanitaria Locale o il Dipartimento di Prevenzione, per gli aspetti igienico-sanitari.

Se si ricevono segnalazioni di cattivi odori provenienti dal cassonetto stradale per la raccolta dei rifiuti urbani a chi deve essere fatta la segnalazione?

Per una prima valutazione il Comune si rivolge al gestore del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti pertinente nel proprio territorio. In un secondo momento si potrà eventualmente coinvolgere l’Azienda Sanitaria Locale o il Dipartimento di Prevenzione per eventuali aspetti igienico-sanitari.

Dove trovare informazioni sulla qualità dell’aria del Comune di residenza?

È l’ARPA ad occuparsi del monitoraggio della qualità dell’aria attraverso una rete regionale di rilevamento.

Vengono registrati quotidianamente i dati relativi agli inquinanti misurati con le centraline collocate sul territorio. Nei siti regionali dell’ARPA è possibile trovare tutte le informazioni e le mappe sulla qualità dell’aria.

Come funzionano gli impianti di compostaggio: Prevenzione e abbattimento odori

Gli impianti che trattano rifiuti dovrebbero essere costruiti in base a norme specifiche, lontani dai centri abitati, considerando una serie di fattori tecnici da non sottovalutare. Nonostante ciò, gli impianti possono emanare diversi tipi di odori, durante le varie fasi di trattamento:

  • Raccolta e trasporto;
  • Movimentazione del materiale;
  • Fase di trasformazione e lavorazione

Abbattimento degli odori: La Prevenzione

I gestori di impianti di compostaggio e trasformazione di rifiuti devono interessarsi di mettere in atto azioni rivolte alla prevenzione di cattivi odori, effettuando controlli periodici e includendo all’interno del sito:

  • Sistemi di prevenzione: riduzione dei tempi di stazionamento del materiale, verifica di aerazione adeguata, confinamento in strutture chiuse;
  • Sistemi di abbattimento: trattamento dell’emissione convogliata

L’implementazione di sistemi di abbattimento prevedono tre soluzioni:

  • Biofiltri – più utilizzati per materiale organico;
  • Scrubber – prevedono lavaggio dei fumi originati dalla produzione;
  • Barriere osmogeniche – reti di ugelli che spruzzano soluzioni neutralizzanti sulle aree da trattare

Molti sistemi sono pensati per consentire la gestione dello smaltimento presso lo stesso sito, evitando il trasporto in altre regioni.

Fonti: Geonose

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