Il mercato del consenso: Cambridge Analytica e lo strapotere dei Social Network

Cos’è Cambridge Analytica? Cambridge Analytica è il caso emblematico dell’uso dei dati personali per influenzare il comportamento politico su larga scala. Cambridge Analytica ha utilizzato i dati personali senza consenso, per creare profili psicologici dettagliati e inviare agli utenti annunci elettorali mirati.

Questa è la storia che tutti noi dovremmo conoscere, perché quello che è successo finora potrebbe essere stato solo un test.

In questi giorni, molti si chiedono come mai sui social appaiono video e post di persone che non sono all’interno degli “amici”. Impossibile aprire un social e non trovare video, post, dichiarazioni di un nuovo personaggio politico e dei suoi seguaci. Chiediamoci perché. Sarà utile leggere Il mercato del consenso, il libro che svela lo strapotere dei Social Network. Si tratta di una questione grave e dovrebbe preoccuparci seriamente. Lo scandalo scoppiato nel 2018 è stato poi insabbiato, ma ha dimostrato come i social hanno garantito la vittoria di Trump nel 2016 e determinato la Brexit nel Regno Unito. Vi sembra poco? Forse conviene prendersi qualche minuto e comprendere bene di cosa stiamo parlando.

Il mercato del consenso – Come ho creato e poi distrutto Cambridge Analytica – è il testo autobiografico scritto da Christopher Wylie, il genio informatico che ha reso possibile spiare e influenzare 86 milioni di utenti su Facebook

Il New York Times lo ha definito – un testo libero e sfrontato. Dopo aver letto il memoir di Wylie, resta la sensazione di aver imparato qualcosa.

Cos’è Cambridge Analytica?

  • società fondata nel 2013, era legata al gruppo SCL.
  • Sosteneva di poter influenzare il comportamento degli elettori tramite microtargeting basato su dati psicografici.
  • È finita al centro di uno scandalo globale nel 2018.
  • Ha lavorato, tra gli altri, sulla campagna di Donald Trump nel 2016 e sul referendum Brexit. Spesso citata nel dibattito pubblico, anche se il suo ruolo lì è stato discusso e meno lineare di quanto a volte si racconti.
  • Dopo lo scandalo, la società ha chiuso.

Perché Cambridge Analytica è diventata famosa?

Il punto centrale era questo: dati ottenuti tramite un’app collegata a Facebook, inizialmente raccolti da un ricercatore, sarebbero poi stati trasferiti a Cambridge Analytica in violazione delle regole della piattaforma. Quei dati venivano usati per costruire profili dettagliati degli utenti e indirizzare messaggi politici ben precisi.

Perché Cambridge Analytica è importante?

Il caso Cambridge Analytica è diventato simbolo di tre problemi:

  • Privacy: quanto controllo abbiamo sui nostri dati.
  • Manipolazione politica: quanto la pubblicità personalizzata possa influenzare opinioni e voto.
  • Potere delle piattaforme: quanto aziende come Facebook possano incidere sulla vita pubblica.

Cambridge Analytica in breve

Cambridge Analytica è il caso emblematico dell’uso dei dati personali per influenzare il comportamento politico su larga scala.

Come sono stati raccolti i dati Cambridge Analytica? I dati raccolti sono stati utilizzati illegalmente per profilazione e propaganda politica.

Le informazioni personali sono state raccolte grazie a un’app creata da un ricercatore (chiamata thisisyourdigitallife), sottoforma di un test psicologico. Questa App ha potuto raccogliere i dati anche di tutti gli amici di quegli utenti, arrivando a mappare i profili di decine di milioni di persone senza il loro consenso.

Tali informazioni sono state poi vendute a Cambridge Analytica, una società di consulenza politica. La società ha utilizzato questi dati per creare profili psicologici dettagliati e inviare agli utenti annunci elettorali mirati. I profili sono stati impiegati per influenzare importanti campagne elettorali, tra cui le elezioni presidenziali americane del 2016 e il referendum sulla Brexit nel Regno Unito.

Cos’è Cambridge Analytica?

Cambridge Analytica era una società di consulenza politica e data analytics diventata famosa per aver raccolto e usato impropriamente dati personali di milioni di utenti Facebook per profilazione politica.

Cos’è Cambridge Analytica? mi chiese la giornalista di The Guardian.

È lo strumento psicologico di Steve Bannon per fottere il cervello della gente – le dissi senza mezzi termini.

Inizia così l’inchiesta destinata a scoperchiare il più grande scandalo del nuovo millennio e a rivelare al mondo la scioccante vulnerabilità delle nostre democrazie.

L’idea di base era semplice: rivoluzionare il marketing politico con una specie di porta a porta digitale. Steve Bannon, cofondatore di Cambridge Analytica e stratega di Trump, ha capito da tempo che i mondi virtuali di internet sono molto più reali di quanto creda la gente. Le persone controllano il telefono in media cinquantadue volte al giorno. La prima e l’ultima cosa che vedono nelle ore di veglia è uno schermo. E ciò che vedono su quello schermo può motivarne i comportamenti. Niente è più solo online e l’informazione online – o la disinformazione – che colpisce i suoi soggetti di riferimento può portare a terribili tragedie.

Questa è la storia di come Cambridge Analytica ha usato i dati ottenuti illegalmente da Facebook per entrare nella mente di milioni di persone e indurle con l’inganno ad aderire a precisi modelli di comportamento. Questa è la storia di come è nato il più grande sistema di profilazione e manipolazione di massa della storia umana e dei suoi devastanti effetti sulla vita politica delle nazioni e su quella personale degli individui. Questa è la storia di Christopher Wylie, il genio ventenne dell’informatica che ha reso possibile tutto ciò e che poi, di fronte all’enormità delle conseguenze, ha deciso di staccare la spina.

Un breve estratto dal libro:

È il giugno del 2018 e mi trovo a Washington per deporre, di fronte a deputati del Congresso degli Stati Uniti, in merito a Cambridge Analytica, società di consulenza per la guerra psicologica presso la quale lavoravo e a una complessa rete che collega Facebook, la Russia, WikiLeaks, il comitato per la campagna elettorale di Trump e il referendum per la Brexit. In qualità di ex direttore delle ricerche, ho portato con me dei documenti che provano come i dati raccolti da Facebook siano stati trasformati in un’arma, e come il sistema messo in piedi dalla società abbia esposto milioni di americani ad attacchi propagandistici di Stati ostili. È Schiff, già procuratore federale, a fare le domande. La sua linea d’indagine è netta, precisa; va dritto al nocciolo della questione.

Una società capace di trasformare in arma le ricerche di profilazione psicologica è riuscita a stravolgere il mondo

Eravamo sul punto di aprire nuovi orizzonti per la cyber defence della Gran Bretagna, degli Stati Uniti e dei loro alleati, fronteggiando il fermento dell’estremismo grazie a dati, algoritmi e narrazioni mirate online; poi, in seguito a una catena di eventi dipanatisi nel 2014, un miliardario ha messo le mani sul nostro progetto, per radicalizzare l’America e realizzare i suoi obiettivi. Cambridge Analytica – una società di cui pochi avevano sentito parlare, capace di trasformare in arma le ricerche di profilazione psicologica – è riuscita a stravolgere il mondo.

In ambito militare, quando un’arma finisce in mani sbagliate si usa talvolta l’espressione «vampa di ritorno». Be’, questa particolare vampa sembrava conflagrata all’interno della stessa Casa Bianca. Non potevo continuare a lavorare su qualcosa di così dannoso per la società, quindi avevo deciso di vuotare il sacco, riferendo l’intera faccenda alle autorità e collaborando con i giornalisti per informare l’opinione pubblica.

È diventato molto più difficile riconoscere una menzogna. Nessuno vaglia le informazioni di un network pubblicitario privato

E, senza più controlli di sorta, la propaganda non era nemmeno tenuta a mostrarsi come tale: i social media offrivano un ambiente in cui i messaggi elettorali, proprio come quelli di Obama, potevano essere scambiati per la segnalazione di un amico, senza che ci si rendesse conto della loro fonte o del loro intento reale. La propaganda elettorale poteva passare per il comunicato di un sito di news, di un’università o di un ente pubblico. L’ascesa dei social media ci ha costretti a confidare nell’onestà delle campagne politiche, perché è diventato molto più difficile riconoscere una menzogna. Nessuno vaglia le informazioni di un network pubblicitario privato.

L’avvento di Internet ha reso possibile trasformare in merce le nostre stesse vite: comportamenti, attenzione, identità. Le persone sono state elaborate e ridotte a dati. Siamo diventati la materia prima di un nuovo complesso industriale.

Avevo messo in chiaro che Facebook non era più solo un’azienda: era una porta sulle menti de- gli americani; una porta che Mark Zuckerberg aveva lasciato spalancata per Cambridge Analytica, i russi e chissà quanti altri. Facebook ha in buona sostanza un monopolio, ma i suoi comportamenti vanno al di là delle questioni normative: costituiscono una minaccia alla sicurezza delle nazioni. Il potere che si concentra nelle mani di quell’azienda è un pericolo per la democrazia.

Cambridge Analytica ha esordito testando le proprie tecniche in Africa e in alcune isole tropicali; ha condotto esperimenti con la disinformazione online, le fake news e il profiling di massa. Ha lavorato al fianco di spie russe e impiegato hacker per violare gli account di posta elettronica dei candidati dell’opposizione. Poi, una volta perfezionati i propri strumenti lontano dall’attenzione dei media occidentali, è passata dall’infiammare i conflitti tribali in Africa a infiammare quelli negli Usa.

Di colpo, quasi fosse nata dal nulla, una sommossa ha scosso gli Stati Uniti al grido di «Make America Great Again» e «Costruiamo il muro». Anziché mettere a confronto diverse posizioni politiche, i dibattiti presidenziali si sono improvvisamente tramutati in assurde discussioni su quali fossero le «notizie reali» e quali quelle «false». Erano le conseguenze del primo impiego su vasta scala di un’arma psicologica di distruzione di massa.

Si avvicinano le elezioni per il parlamento europeo, e leggere libri come questo, cercare di comprendere cosa ci circonda è utile. E’ importante, infatti comprendere le tecniche di manipolazione, che molte aziende ed agenzie utilizzano per uniformare il pensiero delle persone.

Il Mercato del consenso recensioni

Cosa pensa chi ha acquistato Il mercato del consenso Come ho creato e poi distrutto Cambridge Analytica?

S.P. Ottimo documento sulla comunicazione politica attuale. racconta il dietro le quinte da parte di uno dei protagonisti delle più destabilizzanti campagne elettorali della storia recente, da Trump 2016 alla brexit. molto documentata ed articolata anche tutta la parte sull’efficacia della comunicazione comportamentale ed il microtargeting. un libro da non perdere per chi è appassionato o si occupa a livello professionale di questi temi.

M. Questo libro descrive il percorso di una persona che prima ha reso possibile lo sviluppo di Cambridge Analytica e come questa società abbia influenzato (e manipolato, di fatto minando la democrazia!) le votazioni democratiche in molti paesi del mondo e, in un secondo momento, resosi conto dell’enormità delle violazioni perpetrate, la abbia denunciata, affrontando pesanti conseguenze personali. Putroppo, la denuncia ha avuto un’efficacia limitata, poiché i troppi interessi in gioco hanno fatto sì che le inchieste venissero insabbiate.

Ma il problema dello strapotere manipolatorio dei grandi social network resta ed é tale da minare l’essenza democratica del nostro mondo “libero”. Per questo motivo è essenziale che il grande pubblico si renda consapevole della situazione, in modo da arrivare a normarla e renderla quanto possibile inoffensiva.

Questo libro affronta la questione in maniera equilibrata ed abbozza alcune ragionevoli proposte di soluzione: lo consiglio a tutti coloro che desiderano aprire gli occhi ed evitare di essere potenzialmente manipolati troppo facilmente da interessi di parte, qualunque essi siano (economici, politici…).

P.B. .….”Quando gli chiesi perché volesse aiutarmi, mi disse che conosceva la storia dell’Europa e sapeva cosa succede quando tutti vengono catalogati. Riteneva che la privacy fosse essenziale per proteggerci dalla crescente minaccia del fascismo”. incredibile cosa ha fatto questo ragazzo a nemmeno 25 anni!

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