Tempeste solari: Rete internet a rischio

Un recente studio ha palesato la possibilità di un probabile blocco della rete internet a causa di un eruzione solare

Una tempesta solare, infatti, secondo il team di scienziati che ha prodotto lo studio, potrebbe innescare una tempesta magnetica e mettere fuori uso i cavi sottomarini che garantiscono la funzionalità della rete.

Lo studio è stato presentato all’ultima edizione di SIGCOMM, una delle più importanti conferenze al mondo dedicate al mondo delle telecomunicazioni, da Sangeetha Abdu Jyothi, dell’ University of California.

Da molto tempo si conoscono i rischi legati alle interferenze magnetiche, queste ultime, infatti, possono compromettere il corretto funzionamento  di intere centrali elettriche e di punti di distribuzione.

Tutti i sistemi di comunicazione funzionano grazie ai cavi presenti sul fondo dei mari. Sono circa 900mila km i cavi sottomarini che permettono a miliardi di persone di interagire fra loro, di scambiarsi documenti e di lavorare.  Le tempeste solari sono eventi rari, ma se si verificassero, potrebbero mandare in tilt per settimane la comunicazione via web. Per comprendere l’enormità dei possibili danni, basti pensare, che oggi, non solo lavoro e comunicazione sono legati alla rete internet, ma anche sistemi sanitari, finanziari e di informazione.

Tempesta solare: cos’è e quali sono i rischi

Secondo l’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia una tempesta solare di enormi proporzioni che “bombarda” il nostro pianeta, in grado di innescare delle potentissime correnti a terra che, sovraccaricando la rete elettrica di molti Paesi, causerebbe settimane di buio in vastissime aree del mondo.

Stiamo parlando delle GIC, le correnti elettriche indotte geomagneticamente che, in determinate condizioni di attività solare, possono interessare il nostro Pianeta, in particolar modo i Paesi situati alle latitudini più alte.

Si tratta di correnti elettriche che, in condizioni molto particolari, scorrono nel sottosuolo del nostro Pianeta. In generale, va ricordato che le correnti elettriche vengono generate ogni qualvolta ci sia una variazione di campo magnetico; la Terra, come sappiamo, è dotata di un suo campo magnetico che risente moltissimo di ciò che avviene sul Sole. Quest’ultimo produce costantemente un flusso di particelle cariche, il cosiddetto vento solare, che, in condizioni normali, scorre lontano dal nostro pianeta poiché “schermato” dalla magnetosfera.

Una volta che le GIC sono generate, si propagano nel terreno convogliandosi laddove hanno più facilità a fluire, vale a dire dove la conducibilità elettrica è maggiore. I loro canali preferenziali sono, quindi, le strutture metalliche lunghe come i sistemi di distribuzione dell’energia, gli oleodotti, i gasdotti e le reti ferroviarie.

L’obiettivo principale dell’Istituto di geofisica e vulcanologia dovrebbe essere l’approfondimento degli effetti delle GIC alle medie e basse latitudini attraverso un progetto di studio e ricerca integrato tra le varie realtà europee.

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