Stop agli investimenti in armi: Banche armate

Approvata la legge antimine. «Stop a chi investe nelle armi». È definitiva la norma che vieta investimenti in aziende estere che ancora producono mine antipersona e bombe a grappolo

È stato un percorso faticoso, con lo stop di un anno in commissione Bilancio alla Camera, per un parere del ministero delle Finanze che non arrivava mai. Chiuso definitivamente ieri, a 10 anni dal suo avvio di una legge importante, che ora aspetta solo la promulgazione del Presidente della Repubblica.

Secondo il Land mine monitor in quattro anni sono stati oltre 31 i miliardi di dollari investiti nel settore e sono 110 le istituzioni finanziarie che finanziano la produzione di armi che continuano a smembrare e uccidere civili anni dopo la fine dei conflitti. Nonostante i trattati internazionali di Ottawa e Oslo, infatti, nel mondo almeno sette aziende ancora producono mine anti-persona in Brasile, India, Cina e Corea del Sud.

«Il Parlamento ha recuperato la sua centralità», commenta soddisfatto Giuseppe Schiavello, presidente della Campagna italiana contro le mine.

La legge introduce il divieto totale al finanziamento di società, con sede in Italia o all’estero, che, direttamente o tramite società controllate o collegate producano, ma anche solo abbiano a che fare in qualsiasi modo, con mine anti-persona e submunizioni cluster, spiega il capogruppo di Leu Federico Fornaro, uno dei firmatari.

La Camera ferma chi dietro un colletto bianco, con un semplice clic d’intermediazione, può finanziare prodotti dichiarati illegali in Italia.

Ombre e luci dell’Industria delle armi

La spesa militare rappresenta oltre il 2% del Pil mondiale. Purtroppo il commercio internazionale di armi è ancora florido, perché vi è una massiccia domanda; quest’ultima riguarda diversi tipi di armi, e una buona percentuale è in mano a civili, basti pensare agli USA.

Chi finanzia l’industria delle armi?

Oltre che di una questione culturale, si tratta di leggi, che in realtà non hanno mai vietato il traffico di armi. Le richieste arrivano da paesi in guerra da decenni e sulle cui ragioni vi sono, ad oggi, molte perplessità. Ragioni di territorio, di religione e altri motivi che non giustificano decenni di atti di violenza.

Campagna Banche Armate è una mobilitazione sorta nel 2000, con la discussione sul debito dei paesi poveri, in parte composto dalle spese che regimi autoritari o dittatoriali avevano effettuato per l’acquisto di armamenti. La campagna è portata avanti da Missione Oggi, Nigrizia e Mosaico di pace.

Ogni anno la campagna realizza una relazione sull’Export di armi e riporta sul sito banche armate la tabella delle banche armate.

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