Quartieri dei 20 minuti, il nuovo modello urbano

View from my wondows è il nome di un gruppo Social, a cui Lifestyleslow ha dedicato un articolo nel lungo periodo del Lockdown. Inutile negare che la Pandemia ha cambiato il nostro modo di concepire la vita, ma anche il vivere e il vivere la casa. Già da anni si parla di un modello di progettazione urbana, che metta al centro l’uomo e le sue esigenze. Lo abbiamo visto con le Smart City e si sta facendo largo un nuovo concetto sui modelli di città come Portland e Melbourne: i quartieri dei 20 minuti.

La concentrazione dell’attenzione su salute e benessere ha portato a una pianificazione strategica delle città; i quartieri dei 20 minuti si propongono di assicurare ai residenti di avere entro venti minuti di cammino tutti i servizi di cui necessitano.

Ritornando all’esperienza del lockdown, sul gruppo social prima citato, i membri postano vedute dalla loro finestra. Immagini da tutto il mondo fanno il giro del mondo, con testi e considerazioni diverse, e negli scritti della maggior parte di quelle persone si percepisce un ritrovato ritmo di vita slow, più lento. La vita è cambiata – molti scrivono – abbiamo imparato la contemplazione, ad apprezzare le piccole cose, il nostro mondo è ciò che ci circonda, il terrazzo, il giardino, il pc in veranda, il gatto, la stanza relax.

Il consumismo, la realtà virtuale e l’economia globale, forse hanno fatto più danni di quanto possiamo immaginare. Molti, non tutti, hanno apprezzato una vita più lenta, hanno assaporato il gusto di un piatto preparato con calma, la vicinanza della natura, un giardino, una passeggiata a piedi. Qualche membro del gruppo “View from my windows” ha anche scritto la frase “Grazie al lockdown”.

Edinburgh Gardens

Dove stanno nascendo Quartieri dei 20 minuti

Melbourne, Parigi, ma anche Milano e Genova. In questi quartieri si gira in bici ed è tutto raggiungibile facilmente, i negozi, le scuole, i centri medici; c’è proprio tutto ad una distanza massima di venti minuti. La riduzione della circolazione di auto è evidente e si sente, si ripercuote sulla qualità dell’aria e non solo; queste periferie diventano un’alternativa più appetibile rispetto alla vita caotica delle città.

Quartieri dei 20 minuti: I vantaggi

I vantaggi dei quartieri 20 minuti sono tanti:

  • Qualità di vita migliore;
  • Riduzione dell’inquinamento cittadino;
  • Decongestionamento del traffico;
  • Più felicità per il tempo libero guadagnato;
  • Occasione per vivere di più il quartiere attraverso piccole comunità

Cambiano le abitazioni, cambiano le città

Come si vive in città? Come abbiamo vissuto la vita prima del lockdown?

Tutti possono cambiare il proprio stile di vita in qualsiasi momento, molti lo hanno fatto, anche molto prima del lockdown. Il consumismo ha imposto ritmi di lavoro insostenibili, sia per la propria vita sia per l’ambiente, e molti hanno cercato semplicemente di guadagnare il tempo perso nell’attesa dei mezzi pubblici, nelle interminabili riunioni di lavoro, per recuperarlo e utilizzarlo al meglio.

Come si realizza un Quartiere dei 20 minuti?

Innanzitutto dalla visione che le persone hanno della vita in generale, dello spazio e del tempo a disposizione. Non poco dipende dalla politica, in questo caso, la loro lungimiranza è fondamentale.

Alla base dei quartieri dei 20 minuti vi è un design urbano di alta qualità, ampi spazi sicuri e fruibili, molto verde da vivere, creazione di interazioni fra le persone proficue e durature. I mezzi economici devono arrivare soprattutto dal pubblico, insieme a investimenti privati. Requisito importante per la realizzazione di quartieri più vivibili dove la gente è più felice è l’esistenza e l’impegno di menti aperte al futuro e all’innovazione.

In Italia, l’esperimento di Quartiere 20 minuti di Genova

A  Genova si punta al restyling di alcuni quartieri del centro storico tramite un progetto pilota, collegando la città al fronte  Mare di Levante attraverso una pista ciclabile e grazie alla mobilità elettrica.

Si sta anche pensando di migliorare l’offerta abitativa per gli studenti, incentivare la mobilità con minibus, a nuovi percorsi ciclopedonali, per ridurre lo smog.

Fonte immagini: domusweb

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