A rischio vino e birra: L’Europa vuole vietarli

Gli alcolici, tutti gli alcolici, vino incluso, saranno bollati come pericolosi per la salute, a prescindere dal loro livello di consumo. Anche solo bere un bicchierino di rosso o una flûte di bollicine sarà presto correlato all’insorgenza di tumori, ad eventi cardiovascolari, al rischio morte

Gli alcolici, tutti gli alcolici, vino incluso, saranno bollati come pericolosi per la salute, a prescindere dal loro livello di consumo. Sostanzialmente il vino e la birra saranno considerati come il tabacco: anche solo bere un bicchierino di rosso o una flûte di bollicine sarà presto correlato all’insorgenza di tumori, ad eventi cardiovascolari, al rischio morte. Nessuno è davvero al sicuro.

Questa è la posizione assunta dal cosiddetto Comitato speciale Beca (acronimo che sta per Beating Cancer, battere il cancro): una commissione istituita il tre febbraio scorso dall’Europarlamento e composta da soli eurodeputati, che ha il compito di stilare un rapporto teso al varo di un piano d’azione europeo contro i tumori.

Domani, dopo il varo della prima bozza a luglio e gli ultimi emendamenti apportati al testo il primo dicembre scorso, la commissione Beca voterà lo schema definitivo del report. Poi, il dossier parlamentare andrà al voto della assemblea plenaria del Parlamento europeo, tra gennaio e febbraio del 2022.I risultati del rapporto, sebbene siano votati dall’Europarlamento, non hanno valenza normativa.

Costituiscono però il mandato politico, l’impianto per così dire, in base al quale la commissione europea definirà le sue proposte regolamentari a contrasto del cancro per il comparto alcolici, vino incluso. Morale: se l’impostazione del report Beca sarà fatta propria dall’Europarlamento, potranno derivarne colpi di spugna sugli aiuti alla promozione del vino e sull’incremento delle accise, forti limitazioni alle vendite a distanza e persino imposizioni draconiane di health warning sulle bottiglie (etichettature d’allerta sanitarie, per intenderci, come quelle stampigliate sui pacchetti di sigarette). Ma andiamo con ordine.

I punti critici per il settore vini e alcolici. In base all’ultima versione del rapporto, emendata il primo dicembre e domani al voto degli eurodeputati del comitato Beca, la regolamentazione europea dovrà poggiare su alcuni postulati chiave. E cioèTroverà cittadinanza l’impostazione dell’Organizzazione mondiale della sanità, secondo cui «non esiste un livello sicuro per il consumo di alcol quando si tratta di prevenzione del cancro». Di più: il report denuncia chiaramente che: «Il consumo di alcool è un fattore di rischio per molti tipi di cancro», come quelli «alla cavità orale, alla faringe, alla laringe, all’esofago, al fegato, al colon e, nelle donne, al seno».

Si dovrà fare ricorso a health warning label, cioè ad etichette di avvertenza sanitaria sui prodotti

Le sponsorizzazioni di alcolici nello sport dovranno essere vietate e, in generale, la pubblicità non dovrà incoraggiare il consumo di alcol. Il che significa pronunciare la parola fine per eventi come: la maratona tra le vigne del Chianti Classico, la maratona nelle terre del Prosecco, la GimondiBike sponsorizzata Franciacorta o il Valtellina Wine Trail. Ma a rischio potrebbero essere anche le bottiglie di bollicine stappate in diretta tv dai vincitori delle grandi competizioni (World Cup, Champions League, Giro d’Italia e Tour de France, F1).

Le pubblicità di bevande alcoliche nel corso di eventi sportivi andranno vietate, qualora queste riguardino eventi frequentati principalmente da minori.

Il report introduce poi il concetto di etichettatura digitale, quale strumento per migliorare l’etichettatura delle bevande alcoliche, attraverso l’indicazione obbligatoria della lista degli ingredienti contenuti nei prodotti e delle informazioni nutrizionali che li riguardano. E’ stato, infine, stralciato dal report ogni riferimento all’utilizzo del Nutriscore, il sistema di etichettatura a semaforo brevettato dalla Francia, che boccia in modo impressivo gli alimenti più calorici, perché considerati dannosi per la salute «a prescindere», senza tener conto del regime alimentare in cui sono calati.

Il segretario generale dell’Unione Italiana Vini, Paolo Castelletti, ha commentato: Col voto al cancer plan il futuro del vino è a rischio. Stiamo parlando di un settore che solo in Italia chiuderà il 2021 con un saldo attivo con l’estero per oltre 6,5 mld di euro e che dà lavoro a 1,3 mln di persone.

Fonte: ItaliaOggi

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