I Regi Lagni e la Campania Felix

Regi Lagni, il sistema di drenaggio per l’equilibrio idro-geologico della Campania Felix, un complesso di laghi anche artificiali costruiti nel Seicento dai Vicerè

I Regi Lagni sono un’opera di canalizzazione e bonifica idraulica avviata durante il predominio spagnolo in Italia, dal vicerè di Napoli Pedro Fernàndez de Castro nel 1610, sotto la direzione dell’architetto Domenico Fontana, per porre rimedio alle frequenti inondazioni che interessavano la Campania Felix. Si tratta di un complesso sistema di drenaggio che svolge un’importante funzione di equilibrio idro- geologico del territorio.

I Regi Lagni e la loro funzione

I Regi Lagni raccolgono acque piovane e sorgive convogliandole dalla pianura a Nord di Napoli per oltre 56 km dal comune di San Vitaliano e Nola verso Marigliano, Acerra, Brusciano, Pomigliano d’Arco, Afragola, Giugliano in Campania e di conseguenza nel mare, fra la foce Volturno, Lago Patria e l’area Caserta Nola e Campi Flegrei. I comuni attraversati dai regi Lagni si trovano nell’Agro nolano, Acerrano Giuglianese, nel casertano.

I cambiamenti degli assetti urbani e non solo ha fatto sprofondare i Regi lagni in uno stato di abbandono e degrado, e a oggi, ancora nessuna soluzione proposta ha trovato adempimento.

Campania Felix (felice e fortunata)è il nome dato alla regione con Napoli come capoluogo

L’area comprendeva Pompei, Sorrento e naturalmente Neapolis; Si trattava di una terra dal clima mite con un terreno fertile grazie ad alcuni fiumi. La fascia costiera favoriva il commercio e il trasporto sul mare, rappresentando uno scalo importante della Magna Grecia. Lo storico greco Polibio, per tutti questi motivi la chiamò Campania Felix.  

Attraverso i secoli la Campania ha conosciuto una grande ricchezza derivante dai commerci e dall’agricoltura. Ancora oggi, milioni di turisti visitano luoghi storici, dove arte e cultura vivono in un abbraccio indissolubile. Napoli è ricca di una cultura millenaria, il litorale flegreo, Posillipo, Mergellina offrono vedute mozzafiato, città come Benevento e Avellino, come tanti borghi sembrano luoghi fuori dal mondo. Il tempo, purtroppo, non si è fermato, anche se a volte, ammirando tanta bellezza, qualcuno potrebbe pensarlo.

Dopo la storia degli ultimi trent’anni costellata da sversamenti di rifiuti illegali e da quotidiani roghi tossici, la Campania forse, non è più felix, anche se resta ancora il nome a ricordare ciò che fu, la bellezza e la fertilità.

La terra è ancora fertile, la storia, la cultura e l’arte vivono ancora, la tradizione culinaria è una delle più ferventi e conosciute al mondo. Meno felix, ferita, ma la Campania vive ancora nei suoi abitanti, come viva è la speranza di una rinascita.  

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