Crisi Ucraina, il pensiero alle origini del conflitto


Cosa c’è nella mente di Putin? L’invasione russa dell’Ucraina cambierà per sempre il volto dell’Europa è uno dei titoli che appare sul giornale inglese ThGuardian, mentre un altro articolo recita – Queste patetiche sanzioni non danneggeranno Putin

Troppo poco e troppo tardi? Questa è l’impressione sull’atteggiamento di tutto il mondo nei confronti di ciò che si sta consumando in Ucraina. Il presidente Ucraino dichiara che tutti hanno paura e nessuno è disposto a combattere con il suo paese.

Le banche russe che Boris Johnson ha inserito nell’elenco delle sanzioni non sono i principali attori: sono il resto dell’economia russa. I tre individui che ha nominato sono già stati sanzionati negli Stati Uniti dal 2018. Quindi, stiamo eliminando i pesciolini ma permettendo agli squali elefante di nuotare liberamente. Johnson non sapeva nemmeno chi fosse già stato sanzionato.

Intanto Putin minaccia se qualcuno interferisce, e il mondo deve decidere ancora cosa fare, perché le timide risposte non sono ancora sufficienti. Materie prime alle stelle – Le Monde: La Cina comprende l’operazione militare russa. Le Figaro: La Guerra in Europa.

Interessante è capire cosa c’è nella testa di Putin. La politica di contenimento della Russia, proseguita per tutto il XVIII, XIX e XX secolo, continua ancora oggi. C’è un tentativo costante di spingerci indietro in un angolo perché abbiamo una posizione indipendente, perché ci difendiamo da soli. Questa è la visione di Putin della storia russa, ed è una visione di un’emergenza continuamente bloccata dai nemici.

L’Occidente combatte per gelosia secondo Putin. L’Europa è crollata nella decadenza, schiacciata dal peso del suo umanesimo e liberalismo politico: stanca, divisa, in balia di ogni vento che passa. Gli Stati Uniti, impantanati in una cultura strumentale e materialista e nelle contraddizioni della propria storia, stanno perdendo la loro preminenza. La Russia, al contrario, come il suo alleato emergente, la Cina, è in aumento in termini di civiltà.

Ucraina: Il pensiero nella logica di una guerra

Putin si appoggia qui su una strana teoria avanzata dallo storico ed etnografo del XX secolo Lev Gumilev. Questo pensatore sostiene che ogni popolo possiede una forza vitale distinta: un’energia interiore “biocosmica” o sostanza appassionata che chiama passionarnost. Putin aver preso in prestito tali teorie e addirittura aver conosciuto Gumilev a San Pietroburgo all’inizio degli anni Novanta.  Sta di fatto, che Putin ha abbracciato queste idee e non perde occasione per farvi riferimento. Nel febbraio dello scorso anno,  ha affermato: Credo in passionarnost. In natura come nella società, c’è sviluppo, climax e declino. La Russia non ha ancora raggiunto il suo punto più alto. Siamo in viaggio. Secondo lui, la Russia porta il potere e il potenziale di un giovane. Noi possediamo un codice genetico infinito è quanto ha affermato il dittatore russo.

Ciò che va compreso è che quello che sta accadendo in Ucraina c’entra molto con le convinzioni di Putin, il quale ha sviluppato, nel corso dei decenni, una visione del mondo distorta. Secondo questa visione, la Russia è da secoli vittima di un tentativo di contenerla e smembrarla. Bisogna resistere a questi tentativi. La logica di ciò si basa sulla convinzione che il passionarnost russo non debba essere vincolato.

Da dove arrivano le convinzioni di Putin?

Il presidente russo si affida anche ad un altro pensatore, una figura minore nella storia del pensiero russo. Ad ottobre scorso, Putin ha ammesso di consultare sempre una raccolta di saggi politici,”I nostri compiti”, l’opera principale di Ivan Il’in, morto nel 1954. In uno dei saggi si legge – Cosa cerca il mondo dallo smembramento della Russia?, Ilyin denuncia i vicini imperialisti del Paese, questi popoli occidentali che non capiscono e non accettano l’originalità russa. Questi paesi tenteranno di impadronirsi di territori come i paesi baltici, il Caucaso, l’Asia centrale e, soprattutto, l’Ucraina. Il metodo con cui lo faranno, secondo Ilyin, sarà la promozione ipocrita di valori come la “libertà” per trasformare la Russia in “un gigantesco balcanico”. L’obiettivo finale è smembrare la Russia, assoggettarla al controllo occidentale, smantellarla e alla fine farla sparire.

Se le idee riescono a muovere grandi azioni, e in alcuni casi a spingersi verso forme di paranoia e anche di estremismo, dobbiamo chiederci quali sono le idee occidentali e dove ci stanno portando. per i russi è bella anche la morte – è un detto spesso citato da Putin. La Russia riesce a creare situazioni in cui sembra umiliata e vittima di altri paesi, altre visioni e altri valori.

In queste ore, l’Europa e il resto del mondo (tranne Cina per ora) dicono di condannare l’invasione dell’Ucraina, ma hanno fatto poco per evitarla, e soprattutto si parla di sanzioni pronte (saranno adeguate e quando entreranno in vigore? Cosa si sta aspettando?).

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