Oltre 40 scienziati italiani chiedono al Governo un cambio di rotta sull’Energia

Energia: l’appello di oltre 40 scienziati; chiedono al Governo una risposta diversa all’emergenza energetica: La strada sono rinnovabili, risparmio energetico ed eco-mobilità getico e mobilità

Uno dei punti cruciali in questi mesi è l’energia, l’Italia è fortemente dipendente dall’estero, dal quale importa gran parte del gas e dell’energia. La guerra, che attualmente imperversa in Europa si traduce anche in una guerra energetica vera e propria, tanto che si potrebbe ipotizzare come una delle possibili ragioni del conflitto. L’appello alla politica arriva dal gruppo Minds for One Health (M4OH) riunisce attualmente oltre quaranta esperti di diverse discipline accomunate dalle finalità di protezione degli ecosistemi, dell’ambiente in cui viviamo, della salute umana e degli organismi viventi.

Riteniamo antiscientifico e molto pericoloso riproporre misure (carbone, petrolio, gas o biomasse su larga scala) che vanno nella direzione di un ulteriore aumento del carico di malattia e di peggioramento della crisi climatica, affermano nel documento dove ricordando che l’esposizione a inquinamento e sostanze chimiche tossiche causa ogni anno almeno 9 milioni di morti premature, il doppio del numero causato dalla pandemia di Covid-19 durante i suoi primi 18 mesi.

Il testo indica tre soluzioni alternative da percorrere immediatamente:

  • La prima è accelerare il passaggio verso le energie alternative (in particolare solare, eolico, mini-eolico, geotermico a bassa entalpia, mini idroelettrico etc.) con l’obiettivo di raggiungere il 100% di produzione pulita ben prima del 2050;
  • La seconda soluzione è adottare un Piano emergenziale straordinario di misure per il risparmio energetico;
  • La terza accelerare il passaggio a forme di mobilità urbana a zero domanda di energia (ciclabilità e pedonalità nelle città);

Non si tratta solo di un problema legato all’ambiente e alla salute, ma anche all’approvvigionamento stesso di materie prime. Un paese che dipende da altri per l’energia, è un paese più vulnerabile, soprattutto dal punto di vista economico. Il problema sta diventando più grande con la guerra in Ucraina, e la possibilità di un’interruzione di gas dalla Russia. Si corre ai ripari e si cercano alternative, ma su queste ultime bisognava lavorarci da tempo, prima che arrivasse l’irreparabile.

In queste ore il Ministro della Transizione ecologica afferma: Stiamo scrivendo il piano di emergenza energetico che va strutturato in modo da non cambiare gli obiettivi climatici che ci siamo dati: -55% di emissioni di CO2 entro il 2030 e ZeroEmissioni nette entro il 2050.

Si attendono i numeri e le modalità delle misure messe in campo.

Fonte: ANSA

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