Il piano rincaro energetico italiano

Rincari del gas, ecco le possibili mosse del governo. L’ipotesi estrema del razionamento

L’aumento dei prezzi delle fonti energetiche preoccupa il governo, e nelle prossime settimane forse Palazzo Chigi metterà a punto un nuovo intervento a tutela di famiglie ed aziende

Il governo guarda con apprensione l’andamento dei prezzi del gas ad Amsterdam e l’apertura di ieri 23 agosto, a 291 euro a megawattora (per poi ripiegare a 265 euro) di certo non aiuta ad abbassare il livello di allarme. Mario Draghi ha fissato una riunione con i tecnici a Palazzo Chigi. L’esecutivo vuole capire se i picchi del gas sono frutto solo di una violenta speculazione, quindi un fenomeno passeggero, oppure se si tratti di rialzi strutturali. All’orizzonte ma solo ed esclusivamente in cui si arrivi al livello tre di emergenza (cioè il più alto) potrebbe scattare il piano di razionamento più drastico. Nonostante il fatto che tutte le forze politiche, in piena campagna elettorale, parlino di tassare gli extra profitti, che senza alcun dubbio ormai, le grandi società petrolifere stanno incassando, al momento, nessuna decisione in tal senso è stata presa. La componente speculativa è sempre presente in tutte le emergenze, e questo è un dato inconfutabile, che nessuno può mettere in dubbio.

Garofoli: governo pronto a intervenire su prezzo gas

A esporsi per il governo è stato lo stesso sottosegretario a Palazzo Chigi e braccio destro di Draghi Roberto Garofoli che dal palco del Meeting di Rimini ha assicurato: I recenti aumenti dei prezzi delle fonti energetiche determinano ulteriore preoccupazione. Il governo continuerà nelle prossime settimane a monitorare questa situazione e a muoversi sul solco tracciato dal Capo dello Stato al momento dello scioglimento delle Camere – lasciando così presagire il possibile varo di provvedimenti che si aggiungono a quelli già messi in campo negli ultimi mesi per contrastare gli effetti dell’aumento dei prezzi.

Rincaro energetico: Le ipotesi in campo

La linea dell’esecutivo è quella di evitare nuovi decreti e lasciare al nuovo governo l’iniziativa anche sul fronte gas ma se l’allarme continuerà ad aumentare sarà gioco forza necessario porvi un qualche rimedio e non è dunque escluso che il governo uscente possa reintervenire per decreto dopo essersi consultato con i partiti della vecchia maggioranza di larghe intese ormai frantumata in tre poli che battagliano ogni giorno l’uno contro l’altro in campagna elettorale. L’altra grande incognita è poi rappresentata dalle coperture che un eventuale decreto di questo tipo richiederebbe.

L’aggiornamento trimestrale delle bollette

Con l’impennata ormai fuori controllo delle quotazioni del gas, a ottobre, quando arriverà l’aggiornamento trimestrale delle tariffe da parte dell’Autorità dell’energia (Arera), c’è chi teme il raddoppio delle bollette. E le misure già prese dal governo Draghi per contenere i rincari con il decreto Aiuti bis rischiano di non bastare. Il numero uno dell’Arera, Stefano Besseghini, ha già detto che a settembre sarà necessario verificare se le risorse messe in campo finora sono sufficienti. Alla fine del mese prossimo l’Autorità varerà l’aggiornamento delle tariffe, che entreranno poi in vigore dal primo ottobre. Una revisione che arriverà proprio nella fase di passaggio fra l’esecutivo in carica e quello che si insedierà dopo le elezioni del 25 settembre e che, nella migliore delle ipotesi sarà operativo a metà novembre.

Rincari energia: L’opinione

Non vi sono dubbi sulle ragioni del comportamento russo e in particolare di Gazprom, che interrompe a intermittenza e volutamente i flussi di gas. Vi è un chiaro tentativo (riuscito in pieno) di alzare il prezzo del gas. L’ipotetica chiusura per manutenzione ormai è solo una squallida scusa. La situazione rincaro energetico, vista da un’altra prospettiva è: meno gas, pagato molto di più, in rubli. Il risultato triplica per Mosca, che riesce a incassare, perfino più soldi, cedendo una quantità minore di gas, mentre il problema si ingigantisce per quei paesi, che negli anni hanno legato la loro sopravvivenza energetica alla Russia.

Il piano di razionamento

Se poi in autunno dovesse scattare il terzo livello di emergenza (cosa che per ora viene esclusa dal governo) si potrebbe arrivare ad un piano di razionamento con misure anche drastiche. Nelle abitazioni, per esempio, la temperatura dei termosifoni dovrebbero essere ridotte di due gradi con un orario ridotto di accensione. I comuni dovrebbero ridurre l’illuminazione pubblica fino al 40% dei consumi totali (alcune città, come Belluno, hanno già avviato in proprio un piano di riduzione). Come ultima ratio ci sarebbe persino l’eventualità di una chiusura anticipata degli uffici pubblici e persino dei negozi. Per i locali pubblici potrebbe esserci un orario limite di apertura fissato alle 23. In questo quadro anche le imprese energivore potrebbero essere costrette a sacrifici.

I consigli su come risparmiare e su come utilizzare al meglio l’energia sono elargiti da esperti e dalla stampa, mentre il governo cerca di correre ai ripari con decreti e tavoli tecnici. Cosa ci aspetta, lo vedremo solo vivendo, parafrasando una famosa canzone. E i provvedimenti sugli extraprofitti dove sono?

La filosofia della decrescita non era una bugia

Sempre più persone hanno fatto scelte di vita radicali, ma non per soldi o cose, ma semplicemente per convinzioni profondamente sentite. Cambiare radicalmente la propria vita non è semplice e nemmeno per tutti, ma alcuni principi oggi sono riproposti dai governi per necessità e bisogno. Non sembrastrano tutto questo?

Alcune scelte come quelle di non sprecare, rispettare l’ambiente, contenere i consumi di gas e luce, vivere con il necessario e non il superfluo – è uno stile di vita e una forma mentis più che una necessità. Bisogna crederci e assumerli come principi. In effetti, avrebbe dovuto essere già prima una priorità, quella di vivere con intelligenza, prendendo in mano la propria vita, dipendere il meno possibile dagli altri, semplicemente perché è giusto. Le cose vanno fatte per scelta perché sentite, con intelligenza, per amore, per passione e non perché oggi è necessario tagliare, consumare meno e rispettare la natura, che ci sta uccidendo.

Oggi i governi vogliono insegnarci a risparmiare energia e a contenere i costi, le tv ci stanno bombardando ogni giorno con la nuova emergenza: l’inflazione, vale a dire l’aumento di tutto. La filosofia della decrescita felice a cui tanti hanno aderito ì, trasformandola anche in pratica, ha alla base una semplice domanda: Ma esiste un solo modo di vivere? Quello del consumismo sfrenato e del tutto è necessario? Esisto solo il lusso, lo sfarzo, le cose?

Forse è arrivata l’ora di cambiare un po’, di esempi in giro ce ne sono tanti, qualche lettura può aiutare, come – Scacco alla crisi – un ebook con consigli utili, su cui costruire una propria economia basata su scelte intelligenti.

La storia si ripete ed è quasi sempre uguale a se stessa; i prepotenti e i vigliacchi, in modo sporco, primo o poi riescono a ottenere ciò che vogliono. Con la violenza, con cattiveria e con la prepotenza; nulla di giusto, di equo, di onesto passa nelle loro menti. Intanto, il popolo di inventori, di artisti e navigatori cosa farà? Il Paese con il patrimonio artistico culturale più importante al mondo che soluzioni troverà? Non conosciamo abbastanza forse l’arte di arrangiarsi, di trovare soluzioni e l’ingegno e tutto il resto non lo abbiamo forse inventato noi? Mica i russi?

Fonte: Ilsole24ore

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