Ariston in fiamme

L’Ariston è in fiamme! Sono le fiamme di ENI, sponsor del festival. Il colosso del gas e del petrolio sfrutta Sanremo per rifarsi un’immagine green. Ma è solo greenwashing! ENI è una delle aziende più inquinanti al mondo, e da 70 anni alimenta la crisi climatica.

Grazie a extra profitti da record derivanti da gas e petrolio, ENI può sponsorizzare eventi come il Festival di Sanremo che servono solo a ripulirsi l’immagine e a sviare l’attenzione dalle gravi responsabilità dell’azienda nella crisi climatica.

Basta pensare che nei primi nove mesi del 2022 ha realizzato un record di 10,80 miliardi di utile: oltre il quadruplo rispetto al 2021! Se l’Italia avesse il coraggio di tassare gli extra-profitti di queste aziende inquinanti al 100%, potrebbe usare questi fondi per sostenere davvero la popolazione, con contributi per le bollette e non solo! 

In ballo c’è la vita delle persone. Al Governo chiediamo di Tassare gli extra-profitti di tutte le aziende di combustibili fossili, al 100%, inclusa Eni, e di smetterla di consentire ad aziende killer del clima di inquinare il nostro Pianeta spacciandosi per green.

Alluvioni e siccità? “È il maltempo”.
Azzerare le emissioni? “Sarà possibile solo nel 2050”.

Le aziende inquinanti? “Stanno diventando green”.

Transizione ecologica? “Si, ma prima trivelliamo i mari in cerca di gas!”
Il nucleare? “La soluzione a tutti i problemi!”

La verità è che una fitta rete di interessi economici lega l’industria dei combustibili fossili alla politica e ai media, e impedisce alle persone di comprendere la reale gravità del riscaldamento globale. 

Questo è il greenwashing, che nasconde l’inferno climatico.

Il Governo Meloni ha scelto di sacrificare i mari e colpire anche il turismo: tra i suoi primi provvedimenti c’è stato il rilancio delle trivellazioni per l’estrazione di gas fossile nel Mar Adriatico. Puntare sul gas, rischiando di distruggere interi tratti di costa e fondali marini, conviene solo alle multinazionali come Eni, un vero e proprio “partito del gas” capace di fare pressione per bloccare la transizione ecologica del nostro Paese.

E così, mentre in TV vedrai lo spot di Plenitude e le star di Sanremo attraverseranno il “green carpet” ricordati che la verità è un’altra, e noi continueremo a gridarla a gran voce!

Richieste di Greenpeace al Governo

Al Governo Italiano chiediamo di mettere in atto con urgenza questi provvedimenti per metterci al sicuro dalla crisi energetica e climatica.

  1. Tassare tutti gli extra-profitti di tutte le aziende di combustibili fossili, al 100%;
  2. Riutilizzare i proventi di questa tassazione per promuovere l’energia pulita, incentivare l’autonomia e l’efficienza energetica di persone, comunità e imprese;
  3. riformare il mercato energetico affinché gli investimenti in energia rinnovabile non siano penalizzati, ma restino convenienti;
  4. abbandonare la follia di nuove trivellazioni e puntare su una transizione energetica basata sulle fonti rinnovabili, il risparmio, l’efficienza energetica, lo sviluppo tecnologico e la creazione di nuovi posti lavoro;
  5. introdurre il “biglietto climatico” per treni e trasporti pubblici, e vietare i voli a corto raggio e i jet privati.

Firma la petizione

Fonte: Greenpeace Italia

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