Trovare lavoro: Tutti i lavori più richiesti marzo e aprile 2023

Una nuova cultura si sta facendo strada nel mondo del lavoro.L’Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro, Assolavoro, ha pubblicato il bollettino delle professioni più richieste tra marzo e aprile 2023.

Ecco quali sono i lavori più richiesti in Italia tra marzo e aprile 2023 distinti tra elevata, media o bassa qualifica.

Il dibattito sul mondo del lavoro è aperto; ormai esteso in tutta Europa. Basti pensare alle proteste di Parigi, alle grandi dimissioni, fenomeno partito dagli Usa. Chi sta manifestando in Francia, non lo fa solo per l’età pensionabile, ma sta lanciando un grido: La nostra vita non è solo il lavoro.

Qualche giorno fa, il Ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare e delle foreste ha detto che i giovani italiani devono ritornare nei campi. Il Ministro, forse, non sa che i giovani che hanno scelto i campi, la vita e il lavoro sostenibile sono tantissimi. Oggi, chi decide di dedicarsi all’agricoltura lo fa con competenze specifiche, con strategie, attraverso percorsi di studio.

Quali sono i lavori più richiesti in Italia nel 2023? Tutte le qualifiche

Il bollettino riporta alcune tra le 30 figure professionali più ricercate nel mondo del lavoro distinte in 3 diverse categorie, che corrispondono, nel dettaglio a:

  • Skills elevate;
  • Skills media;
  • Skills bassa

Per le professioni a elevata qualifica, ecco la classifica di marzo e aprile 2023 di Assolavoro:

  1. Software engineer / JAVA / DOT.net;
  2. data analyst / data scientist;
  3. sistemisti / architetti informatici;
  4. specialisti – analisti SAP/ analisti informatici / esperti MS dynamics;
  5. ingegneri meccanici / ingegneri elettrici / ingegneri dell’automazione;
  6. project manager / project manager IT;
  7. product manager / responsabili del business development / business analyst / planning specialist;
  8. esperti controllo di gestione / energy purchasing manager;
  9. communication specialist / digital communication specialist;
  10. esperti compliance procedure amministrative e fiscali / affari regolamentari / specialisti di documentazione.

Per le professioni a media qualifica, ecco la classifica di marzo e aprile 2023 di Assolavoro:

  1. elettricisti / progettisti elettrici / tecnici elettromeccanici;
  2. tecnici dell’assistenza / manutentori elettro meccanici;
  3. specialisti della qualità / controllo qualità;
  4. esperti vendite online / specialisti in marketing digitale;
  5. sales account / rappresentante servizio clienti / customer service;
  6. buyer / analista catena di fornitura;
  7. contabili e addetti tesoreria;
  8. generalisti risorse umane / esperti recruiting & training;
  9. receptionist / addetti al call – contact center;
  10. cuochi / chef.

Per le professioni a bassa qualifica, ecco la classifica di marzo e aprile 2023 di Assolavoro:

  1. operai elettrici / termoidraulici;
  2. operatori macchine utensili CNC / attrezzisti / fresatori e tornitori;
  3. saldatori a filo – tig / addetti al robot di saldatura;
  4. manutentori elettrici e meccanici;
  5. montatori meccanici trasfertisti;
  6. addetti banco di assemblaggio;
  7. autisti patenti C – CQC;
  8. camerieri HORECA;
  9. magazzinieri / specialisti delle spedizioni;
  10. carrellisti con patentino.

Il volume di domanda che complessivamente il mercato esprimerà nei 3 grandi gruppi professionali di riferimento a cui appartengono i 30 profili indicati, secondo Excelsior, raggiungerà nel periodo marzo – aprile 2023, 692.000 unità. Il totale delle “vacancy” (cioè dei posti mancanti) del periodo – compresi i profili meno qualificati – sarà pari a circa 810.000 posizioni.

Il 30,2 % delle assunzioni attese si realizzeranno nel Nord Ovest dell’italia, nel Nord Est il 24,4%, il 20,2 % al Centro e il 25,2% nel Sud e Isole. Le agenzie per il lavoro, considerando tutto il mercato, offriranno Nel bimestre in esame complessivamente circa 150.000 contratti di lavoro.

Al di là dei bollettini, è evidente un cambiamento nella cultura e nel modo di pensare delle persone rispetto al lavoro. Ed era ora. Il fermento c’è e i cambiamenti non si possono fermare, ma non è detto che siano qualcosa di negativo. Nel dibattito attuale, ad esempio, si sta dicendo che serve manodopera straniera in Italia. Qualcosa trapela, e qualcuno non la racconta giusta. La stessa nuova denominazione data al Ministero dell’Agricoltura (e della sovranità alimentare) è un segnale di non -conoscenza di storia e geografia. Non vi è alcun dubbio che il Made in italy, apprezzato, invidiato e imitato in tutto il mondo debba essere difeso, ma è possibile aprirsi alle contaminazioni, senza perdere la propria identità. La storia lo insegna bene. Chi ha pensato alla sovranità alimentare, non conosce la storia, non sa che la cucina italiana è frutto di contaminazione. Spagnola, francese, araba.

Fonte: Ticonsiglio

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