Con la caduta del muro di Berlino e l’apparente crollo della contrapposizione di due blocchi e aree politiche si viene a creare in Italia e nel mondo una condizione favorevole ad un cambiamento.
In quel contesto, e come ben sappiamo anche negli anni successivi i Verdi nella politica avranno un ruolo marginale. Eppure le ideologie ambientaliste hanno tenuto banco in numerosi cortei e dibattiti, senza mai però oltrepassare quel muro di velata indifferenza che si porta dietro. Certo che i verdi hanno condotto numerose battaglie, molte delle quali vinte ma non esiste ancora una vera cultura verde. Sembrano, in molte località una realtà ancora troppo debole, legata più alle ideologie che a fatti concreti. Vi è quasi una timidezza a contrapporsi agli evidenti soprusi e ingiustizie.
E questo nonostante l’evidente (e inconfutabile) catastrofe a cui ci avviciniamo.
Il partito e l’ideologia verde, nonostante tutto vive e continua ad operare in Europa e nel mondo
Il Partito Verde Europeo (PVE) (in inglese: European Green Party, abbr. EGP) è un partito politico europeo che raggruppa i partiti nazionali ecologisti attivi in tutta Europa, nell’Unione europea e oltre. Costituisce una delle quattro federazioni dei Global Greens (Verdi Globali).
Sul sito ufficiale del Green party Uk, ad esempio si leggono le proposte con cui i verdi conducono le loro battaglie: I verdi votano per opporsi ai porti franchi nel Regno Unito – La conferenza del partito verde per vietare le corse dei levrieri – I Verdi condannano il trattamento riservato dai talebani alle donne come un “crimine contro l’umanità – I Verdi chiedono un quadro normativo chiaro per l’intelligenza artificiale
Battaglie per “Impedire che i levrieri vengono fatti correre a beneficio dell’industria delle scommesse e per fini commerciali porrebbe fine alle morti e alle sofferenze inutili di questi cani” – battaglie contro la violenza e a difesa dei diritti umani.
Le vittorie verdi in Italia
In Italia i verdi ottengono pochi risultati nelle urne, ma in compenso riescono a vincere più di una battaglia. Infatti, grazie ai Verdi, in Italia viene istituito il Ministero per l’ambiente.
Nel 1987 un referendum popolare decreta la fine delle centrali nucleari, nel 1988 viene ridotto il limite di velocità sulle strade e autostrade, nel 1989 è la volta di un referendum contro la caccia e pesticidi in agricoltura. Insomma a partire dal 1985, l’ideologia verde inizia a diffondersi in piccoli centri e piccole località, mentre nel 1987 per la prima volta entrano in Parlamento 13 deputati verdi, tra cui la maggioranza donne. Una vera piccola rivoluzione, ma la strada è ancora lunga.
Oggi, nel parlamento italiano la presenza verde c’è, anche se esigua. Infatti, il 27 ottobre 2022, hanno aderito al gruppo Verde i deputati Angelo BonelliI, Francesco Emilio Borrelli, Devis Dori, Eleonora Evi, Nicola Fratoianni, Francesca Ghirra, Marco Grimaldi, Francesco Mari, Elisabetta Piccolotti, Luana Zanella e Filiberto Zaratta provenienti dalla componente politica “Alleanza Verdi e Sinistra”.
Il partito Alleanza Verdi e Sinistra ha dieci seggi in Camera dei Deputati, quattro in Senato, sei seggi in Europarlamento, quattordici nei Consigli regionali.
Europa verde promuove numerose campagne come “Diamoci un taglio” – per chiedere che il Governo decida il taglio ai sussidi ai fossili. Infatti i SAD sono sovvenzioni statali date alle imprese e alle famiglie per sostenere in modo diretto o indiretto un’attività che reca danno all’ambiente, contravvenendo quindi al principio del “Chi inquina paga” e altre iniziative a favore dell’ambiente e dei diritti.
Green Party of the United States
L’ideologia verde arriva in America nel 2001. Anche negli States i verdi rivolgono la loro attenzione verso l’ambiente, la non violenza, la giustizia sociale, l’uguaglianza di genere e i diritti LGBT+. Il programma di ricostruzione dell’economia verde promette di costruire un sistema di energia pulita al 100% entro il 2030, permettendo la sostenibilità di tutti i settori economici.
Infine, l’impegno di ONG e organizzazioni come Greenpeace e WWF dimostrano che non è necessario appartenere a un gruppo politico o entrare in politica per “fare politica verde”. Greenpeace, ad esempio sostiene iniziative che mirano a salvaguardare in generale la natura, il mare, le foreste, il clima; promuovono temi che riguardano l’alimentazione e la pace e lo fanno attraverso inchieste, comunicati stampa che con una certa regolarità anche questo blog pubblica. Infine, sul sito di Greenpeace è possibile firmare petizioni e partecipare attivamente al cambiamento, che tutti auspichiamo.
Siamo la voce del pianeta
Sul sito Greenpeace si legge – Immagina un mondo in cui le foreste siano rigogliose e gli oceani pieni di vita. Dove l’energia sia pulita e sostenibile e per produrre cibo non si debbano inquinare suolo né acqua. In cui ognuno possa sentirsi davvero a casa. Un mondo così possiamo costruirlo solo insieme. Unisciti a noi per difendere l’ambiente e dare vita a un futuro verde e di pace.
La strada da percorrere è ancora lunga; è necessario che la cultura cambi come le menti delle persone.

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