Sai Riconoscere un Narcisista?

Chi era Narciso? Oggi per Narcisista si intende una persona innamorata sé stesso, anche se in realtà Narciso era un personaggio mitologico. Questo personaggio nella mitologia greca ha una grande bellezza e disprezza chiunque lo ami. Gli Dei lo puniscono, per cui lui si innamora di sé stesso specchiandosi nell’acqua ma cade nel lago e muore.

800px-narcissus-caravaggio_(1594-96)_edited Michelangelo Merisi da Caravaggio: Narciso (1594-1596). Roma, Galleria nazionale d’arte antica

E’ sbagliato essere Narcisisti? Chi non lo è più o meno? amare sé stessi a volte è segno di autostima, forse diventa sbagliato solo quando è un motivo per disprezzare gli altri. La psicologia ha studiato molto questo aspetto, riconoscendo alcuni tratti del carattere narcisista. Il punto è capire quando diventa patologia. Se osserviamo il mondo che ci circonda e soprattutto i social possiamo analizzare meglio il fenomeno, anche perché possiamo trovare tantissimi casi. Secondo la scienza il Narcisista tende a creare una falsa immagine di sé, per sfuggire a quella reale, la quale spesso ha molti punti deboli.

Di solito il Narcisista vero ha creato nella sua mente un’immagine che è lontanissima anni luce dalla verità, per cui immensa, grandiosa, impeccabile ed esemplare solo per usare pochi aggettivi; il Narcisista ne avrebbe tantissimi altri.

In fondo non è molto difficile riconoscere un Narcisista, perché prima di tutto parla molto di sé, di ciò che fa, di quanto è bravo, di quanto è capace; ama avere l’attenzione continua, stare sotto ai riflettori ed essere il protagonista assoluto. Sembra poco? Invece è tanto, anche se ce n’è ancora e per tutti i gusti, perché il Narcisismo si manifesta in mille modi.

Il disprezzo per gli altri: l’altro deve essere più piccolo affinché lui possa sembrare grande. Ha un interesse falso nei confronti delle persone; all’inizio sembra innamorato e ciò serve per avere in cambio ammirazione e approvazione. Il Narcisista vero tende a manipolare le persone e a strumentalizzare sentimenti ed emozioni, in base alla regola di “Lui al centro del mondo”.

Il Narcisista pensa agli altri come a qualcosa legato a sé, non comprende che una persona è e può essere qualcosa di diverso; a volte i Narcisisti percepiscono i proprio simili  come strumento per raggiungere determinati scopi. Un Narcisista patologico è ad esempio un genitore che proietta sul figlio tutti i suoi sogni e le sue aspettative, senza chiedersi quali sono davvero le aspirazioni di quel figlio. Molti genitori tentano di soddisfare solo il loro egoismo, mettendo al mondo dei figli, come semplice proiezione di sé stessi.

Sono davvero tanti i modi e gli aspetti attraverso i quali percepiamo atteggiamenti narcisisti da parte delle persone che ci circondano. Possiamo analizzare questi aspetti, senza strafare, né sconfinare nella scienza (quella è un’altra cosa), perché al riguardo vi sono molti autorevoli studi. Spesso anche atteggiamenti di chiusura e sfuggenti nascondono un forte narcisismo, come quello di evitare il confronto con gli altri restando sulle proprie posizioni.

Vi capita mai di sentirvi a disagio in presenza di qualcuno che fa di tutto per apparire, per parlare e stare al centro dell’attenzione? Chiediamoci cos’é che ci da fastidio.

Con l’avvento dei social chi sono quelli che postano ogni momento della giornata? Sono Narcisisti quelli che vogliono far apparire la loro vita felice e meravigliosa a tutti i costi?

 

 

Iliad: la nuova frontiera, tariffe telefoniche a confronto

Il mondo della telefonia è molto complicato, almeno fino ad oggi; è infatti sempre più difficile districarsi fra le varie offerte di telefonia mobile, fissa e internet. Campagne pubblicitarie promettono super offerte con tanti Giga e minuti illimitati per parlare con chiunque e ovunque.

S è vero che le compagnie telefoniche si fanno una concorrenza sfrenata, sarà anche vero che in qualche modo ci marciano e si tratta di un  giro d’affari milionario, anche se nel settore vi sono tanti aspetti, come ad esempio il lavoro, spesso sotto pagato dei Call Center, da non sottovalutare.

E’ vero che oggi nei campi dell’energia, delle assicurazioni e di altri servizi è importante essere attenti alle tariffe, spesso truccate e gonfiate. Nella telefonia mobile oltre che alle offerte, siamo stati abituati a costi nascosti, come il “Chi ti ha chiamato”, “la segreteria” e tanti altri servizi che spesso si attivavano senza alcuna richiesta da parte dell’utente. Purtroppo i contratti telefonici contengono numerosi punti e sono scritti con caratteri molto piccoli.  Sarà un caso? No. Si tratta di strategie per tenere il Cliente legato il più possibile e per guadagnare sempre di più.

Cosa ha fatto l’utente telefonico fino ad adesso?  Vi sono persone che non hanno tempo per verificare e scegliere le tariffe telefoniche e aderiscono ad un piano qualsiasi, altre che ascoltano le opinioni e cercano l’offerta più conveniente ed altri ancora che studiano accuratamente le tariffe per scegliere la più economica. Tempo, è su questo che molti gestori e non solo loro giocano. La differenza c’è e si vede. Infatti per mancanza di tempo si possono buttare dalla finestra anche centinaia di euro, che accumulati  in mesi e in anni diventano migliaia di euro. Un consumatore dovrebbe avere nozioni e competenze fiscali, legali, conoscere cavilli e trucchetti, saper gestire le emergenze, capire come funziona la caldaia, il forno elettrico e la lavatrice. Infine conoscere le regole condominiali, come funziona il servizio sanitario nazionale e come comportarsi in caso di influenza, infarto e dolori articolari. Insomma un Consumatore medio dovrebbe essere una sorta si Super Eroe. Possibile che per vivere è necessario sapere tutte queste cose? è così difficile la vita? Beh, non è sempre così, o almeno le cose possono essere fatte con gradi, certo ogni giorno non è necessario affrontare mille problemi e tutti insieme. Il tema, però dei costi dei servizi, come la telefonia è un tema molto importante, perché se è gestito nel modo giusto può farci risparmiare davvero tanto.

La musica è cambiata?

Da alcuni mesi è arrivata in Italia una nuova compagnia telefonica francese, che offre prezzi davvero molto bassi;si tratta del Low cost della telefonia: Iliad. 

Conviene passare a Iliad?

Da un’attenta analisi, dalle opinioni e dalla soddisfazione di chi è già cliente la risposta è Si, vale la pena passare a Iliad. Gli svantaggi sono davvero pochi e superabili. I punti vendita non sono molti per il momento ma l’assistenza telefonica funziona, anche se non brilla. In più Iliad ha introdotto le Simbox, le quali secondo me, anticipano un po’ il futuro; sarebbero gli erogatori di schede Sim. Si tratta di macchinette simili ai bancomat, con un display molto intuitivo. Come funzionano?

Si appoggia un documento di riconoscimento su un’apposita area, dopo aver completato il procedimento richiesto. Dal sito Iliad è possibile visualizzare gli Iliad Store. L’alternativa alla Simbox  è il sito internet (modalità forse più complicata, almeno per il momento).  Il Riconoscimento dell’identità attraverso il sito può avvenire girando un breve video on line oppure può essere fatto dal corriere espresso.

Molti potrebbero pensare che dietro le tariffe basse (le più basse in questo momento), per cui altamente competitive si nasconda qualche trucco. La verità, invece, è che le tariffe sono chiare, l’assistenza che risponde al numero 177 abbastanza efficiente, con personale che risponde dall’Italia, una buona copertura su tutto il territorio nazionale.

Alcune tariffe a confronto

Senza approfondire servizi aggiuntivi e quant’altro (d’altra parte i servizi più utilizzati sono voce, internet, avviso di chiamata e il chi è)  abbiamo fatto una piccola panoramica sui costi telefonici in Italia attualmente, senza nemmeno elencare tutti i gestori, giusto per un’idea.

Tim Fibra  offerte da  30/35€ /mese

Vodafone  € 24,90€/mese circa 

Iliad   7,99€/mese – 50 Giga, minuti e sms illimitati in Europa

Inoltre l’offerta Iliad comprende Segreteria telefonica, Mi richiami, Scatto alla risposta, Controllo credito residuo, disattivazione servizi a sovrapprezzo, Segreteria visiva, controllo consumi, Avviso di chiamata, Filtro chiamate, inoltro verso Segreteria telefonica all’estero.

Come fare disdetta del vecchio gestore e passaggio a Iliad

Il problema che ci si pone è come passare a Iliad, se già abbiamo un contratto con un altro gestore. La questione “disdetta” è abbastanza complicata, ma basta tenere presente alcuni punti fondamentali  come ad esempio le Condizioni generali di contratto che prevedono la durata di  24 mesi. Se si consultano le tariffe telefoniche di due compagnie e si decide di cambiare per convenienza, perché non farlo? L’utente può valutare anche se conviene pagare una penale, che poi recupererà nel corso dei mesi con un risparmio sulle tariffe telefoniche applicate dal nuovo gestore.

Disdetta e cambio gestore: si può decidere di agire in diversi modi

  • Si può aspettare la naturale scadenza del contratto (24 mesi) e fare disdetta 30 giorni prima, seguendo alla lettera le indicazioni di ciascun gestore, non incorrendo in questo modo in nessun tipo di penale;
  • Sarà possibile fare disdetta prima della scadenza, con il rischio di dover pagare una penale per il recesso anticipato dal contratto (le penali variano da gestore a gestore) – Secondo l’AGCOM ( Autorità garante delle comunicazioni) la penale per il recesso anticipato dovrebbe essere minore quanto più ci si avvicina alla scadenza del contratto

Bisogna tener presente che i dispositivi (Modem o apparecchi telefonici) vanno restituiti alla compagnia (Vi sono dei centri di raccolta oppure si possono spedire con pacco ordinario)- Per quanto riguarda le penali, in realtà sarebbero illegali, in base alla legge Bersani, solo che le compagnie telefoniche le hanno chiamate con un altro nome, raggirando la norma, almeno in sostanza.

Attenzione quindi agli escamotage; a volte nei contratti non si parla di penali ma di costi di attivazione, disattivazione servizio costi per recesso. Fra questi nuovi nomi si potrebbe arrivare intorno ai 100€ o più. Bisogna tener presente che, volendo ci si può rivolgere anche ad un legale o ad un’Associazione dei consumatori per essere assistiti, difendendo in questo modo i propri diritti. Nella giurisprudenza recente vi sono casi nei quali molte istanze di utenti telefonici sono state accolte, condannando le compagnie telefoniche al pagamento delle spese, anche per disdetta anticipata da parte del cliente. Ovviamente l’utente prima di agire e chiedere assistenza, verificherà se vi sono le condizioni, ossia norme contenute nel contratto, se è prevista una penale per il recesso anticipato e così via. In fondo è un diritto dell’utente scegliere tariffe telefoniche più convenienti, nonostante ciò, non bisogna accettare sempre tutto a priori (comprese le penali), nella maggior parte dei casi la legge è dalla parte del più debole, o almeno così dovrebbe essere. In fondo non si dice che il “Cliente ha sempre ragione?” 

Greta Thunberg: Non siete abbastanza maturi per dire le cose come stanno

Ha suscitato grande scalpore il discorso tenuto da Greta Thunberg, classe 2003, rivolto ai grandi della terra per il riscaldamento del pianeta, anche se i mezzi di informazione ne hanno parlato poco, ad eccezione dei social.

COP24, la conferenza delle Parti sul Clima del 2018 tenutasi a Katowice in Polonia dal 2 al 14 dicembre 2018, si è svolta per valutare le azioni intraprese dai 198 paesi membri  per ridurre le emissioni di gas serra e per cercare di salvare il clima. I lavori si sono conclusi con l’adozione del “Katowice Climate Package“, il libro delle regole, ovvero  le linee guida per attuare l’Accordo di Parigi (l’accordo per rispettare l’accordo firmato in Francia). Nel 2019 si terrà la COP25 in Cile, sempre con grandi propositi e speranze per il futuro.

“Ora c’è una tabella di marcia con cui la comunità internazionale può affrontare in modo decisivo il cambiamento climatico” – Ha dichiarato Patricia Espinoza, la responsabile delle Nazioni Unite per il clima. In realtà nel testo finale dell’accordo vi è un compromesso, a causa delle pressioni di Stati Uniti, Russia, Arabia Saudita e Kuwait; infatti le parti si limitano ad accogliere favorevolmente la pubblicazione dell’IPCC e non a condividerne le conclusioni – Sarebbe come dire “Accolgo favorevolmente una legge, perché mi è simpatica ma non la rispetto – 

Il mercato del carbonio e il conteggio dei credito C02 legati a boschi e foreste –  è su questi argomenti che le posizioni sono divergenti, per cui non sono stati definiti questi strumenti nel pacchetto approvato. Il documento, quindi esce dalla conferenza mutilato di una parte importante, come era facilmente prevedibile. Vi è una corsa alla crescita economica e agli interessi di prestigio politico, tanto da rendere i Leader del mondo ciechi davanti all’evidenza; precisamente alle ripercussioni che l’inquinamento sta avendo sui cambiamenti climatici, dall’intensità degli uragani e tempeste, alla siccità, all’innalzamento della temperatura che provoca danni alle risorse d’acqua e ai terreni fertili. Molte cose sono purtroppo taciute nelle conferenze, per evidente convenienza; nessuno dice che si intensificheranno, ad esempio, i flussi migratori dalle regioni tropicali. Nei prossimi anni potrebbero cambiare le consistenze ambientali e gli assetti geopolitici dell’intero pianeta. Nel 2016, 175 paesi firmarono il COP21, ma le conferenze e i Summit che hanno riguardato il tema dei cambiamenti climatici sono innumerevoli e si sono conclusi sempre con tanti buoni propositi per il futuro. Ci saranno ancora tanti COP.

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Cosa auspicano gli esperti?

L’IPCC – (Integrated Pollution Prevention and Control – Prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento) per limitare il riscaldamento del pianeta prevede -45% della C02 al  2030 – il rapporto del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici parla chiaro; per evitare il punto di non-ritorno bisogna agire in fretta.

Le raccomandazioni a noi mortali sono quelle di limitare le emissioni con la riduzione del consumo di carne, l’uso di auto elettriche o bici, pannelli fotovoltaici per riscaldamento e raffreddamento, consumo di bevande e acqua in bottiglie di vetro, spegnere la luce e riciclare la carta – Ma ciò non basta se i Paesi del mondo non cambiano la politica delle emissioni e non frenano la corsa alla crescita economica.

L’attivista quindicenne svedese

Greta Thunberg il 4 dicembre 2018 ha pronunciato un discorso  durante la conferenza COP24 a Katowice. La giovane attivista svedese, il 20 agosto 2018 decise di protestare contro gli incendi boschivi e l’ondata di calore che invase il suo paese, non andando a scuola a Stoccolma. I genitori di Greta, l’attore Svante Thunberg e la cantante lirica Malena Ernman  non appoggiano lo sciopero scolastico dell’adolescente e oggi Greta alla quale è stata diagnosticata la sindrome di Asperg è sotto attacco sui social. Alcuni sostengono, infatti che l’attivista sia pilotata da altri interessi. Greta, riguardo alla malattia diagnosticata (che rientra nello spettro dell’Autismo) ha dichiarato che la patologia della quale è affetta consiste nel parlare solo quando è necessario.

…dal discorso di Greta alla COP24 nel dicembre scorso

““Il mio nome è Greta Thunberg, ho quindici anni e vengo dalla Svezia. Molte persone dicono che la Svezia sia solo un piccolo Paese e a loro non importa cosa facciamo. Ma io ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza. Se alcuni ragazzi decidono di manifestare dopo la scuola, immaginate cosa potremmo fare tutti insieme, se solo lo volessimo veramente.  Se pochi bambini possono ottenere le prime pagine di tutto il mondo semplicemente non andando a scuola, immaginate cosa potremmo fare tutti insieme se davvero volessimo. Per farlo, però, dobbiamo parlare chiaramente, non importa quanto sia scomodo. Voi parlate solo di una eterna crescita economica verde, perché avete troppa paura di essere impopolari, quindi parlate solo di andare avanti con quelle cattive idee che ci hanno messo in questo casino, persino quando la cosa più sensata da fare sarebbe tirare il freno a mano. Non siete abbastanza maturi per dire le cose come stanno, lasciate persino questo fardello a noi bambini. Ma a me interessa la giustizia climatica e la vita sul pianeta. La nostra civiltà è sacrificata per l’opportunità di un ristretto numero di persone di continuare a fare enormi quantità di soldi. La nostra biosfera è sacrificata perché i ricchi nei paesi come il mio possano vivere nel lusso. E’ la sofferenza dei molti a pagare per il lusso di pochi. Dite di amare i vostri figli più di ogni altra cosa, eppure state rubando il loro futuro proprio davanti ai loro occhi. Dobbiamo tenere i combustibili fossili sotto terra, e dobbiamo concentrarci sull’uguaglianza. E se le soluzioni sono così impossibili da trovare dentro al sistema, forse dovremmo cambiare il sistema stesso. 

 

 

I giornali di tutto il mondo l’hanno definita l’attivista più influente del momento. Una cosa è certa, Greta ha influenzato milioni di ragazzi di tutto il mondo che imitano il suo sciopero scolastico ogni venerdì, per sensibilizzare i governi sui cambiamenti climatici.

“Bisogna mettere in discussione l’intero sistema”  La giovane attivista sarà pilotata oppure dice semplicemente le cose che pensa, ma con le sue parole ha dato una lezione al mondo; una lezione di economia, di educazione civica e di filosofia.

L’ultima parte del discorso di Greta recita così:

Non siamo venuti qui per pregare i leader a occuparsene. Tanto ci avete ignorato in passato e continuerete a ignorarci. Voi non avete più scuse e noi abbiamo poco tempo. Noi siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no. Il vero potere appartiene al popolo. Grazie”.

Molti giornali l’hanno definita il nuovo Messia; sarà vero? Il significato biblico di questa parola indica qualcuno che arriva sulla terra per liberare l’umanità. Solo che stando ai testi sacri sembrerebbe che il Salvatore mandato da Dio già sia arrivato sulla terra. E’ solo che abbiamo sempre bisogno di essere liberati e salvati dalla nostra ignoranza e dall’egoismo, dalla sfrenata corsa al potere e al lusso e come dice il nuovo Messia Greta, all’eterna crescita.

Come praticare la gioia dell’attesa

La felicità è fatta di piccole cose, essa non dipende dalle grandi scelte ma da qualcosa di diverso. L’attesa è essa stessa piacere – si sente spesso questa espressione, in realtà  si tratta di modi di dire o luoghi comuni, ma quanto c’è di vero? Cos’è l’attesa?

Vivere il presente – Attendere vuol dire vivere nel futuro?

Qualcuno sostiene che bisogna vivere il momento, ossia l’attimo senza incursioni nel passato e soprattutto senza pensare al futuro. Molto si è scritto riguardo alla mente e al superaffollamento di pensieri,  infatti,  quelli negativi, sicuramente non procurano gioia. Quando si rimugina su qualcosa o si hanno pensieri fissi, di sicuro non stiamo facendo la cosa giusta.

Un libro molto interessante,  il potere di adesso di Eckhart Tolle, spiega come liberarsi dal “corpo di dolore” ovvero dalla mente e dalla sua negatività. Questo testo è una guida all’illuminazione per la scoperta del “qui e ora” ed ha venduto milioni di copie; tante persone sono riuscite a ritrovare la luce giusta ma ovviamente in questi casi concorrono tantissimi fattori, fra i quali la predisposizione, il carattere;  a volte la consapevolezza avviene in un momento particolare della vita o dopo ungrande dolore, per cui tutto è soggettivo. Sulla stessa lunghezza d’onda è Mindlessness, un nuovo tipo di meditazione che ha come principio base, proprio quello di liberare la mente.

L’attesa: parliamo di altro

L’attesa è qualcosa di diverso dalle elucubrazioni mentali e dai pensieri negativi; è semplicemente la gioia di aspettarsi qualcosa. La vera felicità sa sempre di intimo e personale,  nasce dal piccolo. E’ chiaro che l’animo e lo spirito vanno nutriti e difesi; per raggiungere la serenità spesso bisogna attraversare grandi sofferenze, ma la natura umana ha dentro di sé un grosso potenziale. La gioia e la felicità sono dentro di noi, basta solo tirarle fuori – Fosse facile! – qualcuno potrebbe pensare –  Per farlo è necessario avere la mente sgombra da negatività, questo tutti lo possono sperimentare  – ( raggiungendo una buona meditazione con tanto esercizio si può anche arrivare alla totale assenza di pensieri), però, nel frattempo, la mente  possiamo riempirla di cose piacevoli come l’attesa.

Ma cos’é la gioia delle piccole cose ovvero delle attese? Se parliamo con un collezionista, lui ci dirà che prova una grande soddisfazione quando aspetta il plico dell’oggetto che gli serve per arricchire la sua raccolta. Spesso ci capita di inviare una mail per richiedere semplicemente un’informazione; per questo motivo aspettiamo quella notizia per poter poi agire e sbrigare qualche faccenda personale. Prima dell’avvento dei network si scriveva agli amici e ai parenti lontani; scrivere una lettera era un momento sacro, durante il quale ci si concentrava per trovare le parole giuste e poi si aspettava la risposta. Ci si recava all’ufficio postale e si imbucava la lettera con un grande sorriso sulla faccia.

Oggi postiamo sui social un pensiero o una foto e attendiamo tanti like e commenti, in alcuni casi questa pratica diventa quasi un’ossessione, un modo per ottenere approvazione dagli altri. Sbagliato. Non deve essere qualcosa che ci assilla, ma un’attività spontanea e deve avere lo stesso posto che ha il momento del caffè, con le stesse modalità e tempi. Si possono prendere due o tre caffè al giorno, sorseggiandolo, stando seduti e rilassati godendosi la pausa. I network servono per uno scambio rilassato di idee, sono solo un nuovo modo di comunicare ed in questo non vi è nulla di male, se preso in dosi giuste. Anche un coltello può avere diversi utilizzi; ci si può tagliare il pane o compiere un assassinio. Se i Network diventano una patologia, bisogna curarsi. Tutti li frequentiamo e conosciamo tante realtà spesso anche pericolose, ma questo è un discorso a parte, si sta parlando di attesa, anche se spesso abbiamo l’abitudine di divagare.  

Dobbiamo fare sempre in modo di aspettarci qualcosa; ogni giorno dobbiamo mettere in moto il meccanismo dell’attesa e poi semplicemente attendere, fare in modo che il tempo ci sia amico e che lavori per conto nostro. L’attesa ha un valore enorme ed anche un significato profondo, se vogliamo.

Siddartha a chi gli chiedeva cosa sapesse fare, gli rispondeva: <<Io so meditare, digiunare e aspettare>>.  In uno dei suoi libri più famosi Hermann Hesse analizza un aspetto fondamentale dell’essere umano, gettando uno sguardo sul futuro fino ad arrivare ai tempi nostri, come spesso tanti filosofi fanno.

Lo scrittore tedesco, infatti, guardava lontano proponendo uno stile di vita che contemplasse il digiuno, la meditazione e l’attesa. Un uomo che ha queste tre cose ha tutto.  Vediamo perché – Digiunare (questa parola fa pensare al cibo, ma non è affatto così)  – Digiunare vuol dire saper rinunciare,  soprattutto a cose futili ( all’auto, allo smartphone e a tutte quelle cose che riteniamo necessarie – di indispensabile in realtà vi è molto poco, come ad esempio l’aria ) –  L’uomo di Hesse sapeva aspettare; questo non vuol dire restare immobile, anzi  significa continuare la propria vita, svolgendo le attività di sempre con serenità e gioia. Secondo il pensiero dello scrittore ogni cosa torna al suo posto, ciò che deve accadere accadrà senza grossi sforzi, per cui non bisogna affannarsi in modo eccessivo – Ecco perché Siddharda sapeva aspettare – Chi non sa aspettare, oggi si riconosce subito – Sono quelli che vanno sempre di fretta, che credono di aver fatto tutto e invece non hanno fatto nulla, quelli che vogliono dare tremila cose e dimenticano che la giornata è solo di 12 ore – 

Infine Siddharta sapeva meditare. La meditazione è una pratica sula quale si sono spese tesi e libri di ogni genere, fino ad arrivare ai giorni nostri. Ciò che Hermann Hesse intendeva dire è che tutta la realtà necessita di un filtro, che è la nostra coscienza. Meditare vuol dire anche farsi attraversare da fatti ed eventi,  e restare sempre gli stessi, è saper ritrovare in mezzo alle tempeste della vita un angolo di pace e serenità e farlo diventare uno stile di vita.

 

Soluzioni abitative intelligenti: Less is more

Il minimalismo è all’origine della più recente “decrescita felice” o arte dell’essenziale. Come parola stessa vuol dire possedere di meno.

D’altra parte la decrescita  predica proprio l’opposizione ad un modello di vita che costringe a correre e lavorare per acquistare oggetti, che il più delle volte abbandoniamo in un cassetto.

La filosofia Less is more l’hanno sposata in molti, e sono proprio loro ad affermare di essere felici di tale scelta. L’architetto Leonardo Di Chiara, ad esempio ha creato uno spazio abitativo di soli 8 mq. Si tratta di una piccola casa mobile e l’ha portata in giro per l’Europa a manifestazioni ed eventi, fondendo la sua idea di abitare con la passione per il design.  Video da Youtube

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La casa costruita dal giovane architetto pesarese oltre ad avere tutto il necessario per vivere bene, grazie alle sue dimensioni può essere trasportata da un’automobile, proprio come una roulotte. 

Ma Less is more non si adatta solo alle abitazioni, ma è una filosofia di vita che è stata trasferita da tempo nella tecnologia e nell’abbigliamento, come nel lavoro. Ciò che ci circonda ha una chiara influenza emotiva su di noi, per questo è importante prestare molta attenzione alla cura delle cose. Circondarsi di cose essenziali vuol dire mettere ordine intorno a noi e nella nostra mente. I minimalisti ad esempio, non comprano mai un capo d’abbigliamento se non si sono disfatti di un altro.

Qual è la filosofia alla base del minimalismo?

Il punto base da cui partire è sicuramente quello di sbarazzarsi del superfluo; una volta compreso questo concetto siamo a metà della strada. Una buona regola è quella di chiedersi prima di acquistare un oggetto se è necessario farlo, se quella cosa servirà davvero alla nostra vita, se ci risolverà un problema.

Prima regola: Rimandare – Oggi si parla molto di emozione dell’acquisto. In questa epoca storica in cui l’e-commerce fa un fatturato da capogiro, ci si interroga ancora su nuove azioni e soluzioni per rendere l’acquisto un’esperienza indimenticabile. Se ci pensiamo è vero, quando si decide di comprare qualcosa entrano in ballo mille aspetti e allora perché non godersi quel momento? L’unico modo per farlo è appunto rimandare l’acquisto, infatti comprare per fretta o mancanza di tempo è sempre un errore.

La bellezza dell’acquisto sta nel fatto di farsi una prima idea di quel paio di scarpe o quell’oggetto per la casa; cercare informazioni e leggere qualche recensione, andare anche in un negozio fisico e provare, toccare con mano la qualità, la sensazione che l’oggetto che vogliamo scegliere ci dà.

Seconda regola: Eliminare le distrazioni – Meglio concentrarsi su un oggetto alla volta, eliminando ogni giorno qualche altra fantasia che ci frulla in testa. Il cervello, si sa può essere un vulcano di idee pronto a scoppiare, cerchiamo di tenerlo a bada, ne guadagneremo sicuramente.

Terza regola: Qualità – Alla base dello stile less is more c’è la qualità. Questa regola si applica non tanto agli oggetti da acquistare ma alle cose che facciamo; meglio fare una o due cose e farle bene che cento fatte male. Se ci pensiamo bene, comprenderemo che la qualità ripaga sempre in tutti i settori, soprattutto nel lavoro. L’applicazione di questa regola è fondamentale per prendersela comoda e per godersi in pieno le attività che svolgiamo. Lavoriamo ad un progetto? Definiamo un piano, lavoriamoci mezza giornata ma senza la fretta di finire; riprenderemo il giorno dopo o fra una settimana, sicuramente con un’energia nuova. Il raggiungimento di buoni risultati sta sempre nel saper aspettare e nell’apportare ad un lavoro qualcosa di nuovo ogni giorno. Anche per i capi di abbigliamento o per qualsiasi altro oggetto vale questa regola, infatti acquistare cose a basso prezzo non sempre è un grande affare, a meno che non si tratti di capi in svendita o in saldi. Avere tre maglie che dopo il primo lavaggio sembreranno vecchie e occuperanno solo posto nell’armadio non serve; meglio acquistarne una di media qualità, magari si spenderà anche meno delle tre messe insieme.

Quarta regola: non essere rigidi – Non bisogna per forza eliminare tutto: abbigliamento, oggetti ecc., nel senso che non deve essere una forzatura. Ovviamente quando prendiamo in mano un oggetto o una maglia che non utilizziamo da due o tre anni, probabilmente è arrivata l’ora di disfarsene.

Quinta regola: tenere solo le cose che aggiungono valore – Spesso conserviamo oggetti e documenti che hanno tantissimi anni; chiediamoci se ha ancora un senso o se è importante per noi creare una nuova vita attorno allo spazio che occupano da venti o trent’anni quelle cose. 

Sesta regola: Rimuovere il superfluo – Prendiamo la sana abitudine di eliminare qualcosa di superfluo ogni giorno, magari anche documenti o file dal pc; in questo modo avremmo fatto un po’ di spazio intorno a noi, e dato al nostro ambiente nuova vita. 

Molti vorrebbero eliminare lo stress, ma ciò può avvenire se riusciamo a vivere meglio e con più gusto; altri vivrebbero meglio senza la suocera, ma questo è un discorso a parte. Nei rapporti anche è possibile fare pulizia, molti infatti, nei social usano passare in rassegna tutti i loro amici ed eliminare quelli che non conoscono o quelli con i quali non hanno mai interagito. Questo può valere per alcuni, certo è che se ci fa stare bene è meglio farlo. Personalmente credo che vi siano persone che svolgono attività per le quali hanno bisogno di seguaci come gli artisti, gli scrittori, professionisti e chiunque riceva benefici dall’avere molti contatti. 

Nella vita reale è anche vero che vi sono dei rapporti tossici, relazioni con persone negative, per cui non è del tutto sano continuare, anche in questo caso vale il Less is more, anche se vi è un proverbio arrivato secoli prima della frase in inglese: meglio soli che male accompagnati.

 

 

 

 

Come rendere l’Inverno la stagione più bella

Freddo: ci aspettano i mesi più rigidi

A Natale il freddo si mescola alle luci e alle feste, e al buon cibo ovviamente. La dura realtà è invece che l’inverno  è ancora davanti; i mesi più freddi devono ancora arrivare, e sono almeno i prossimi tre.

La maggioranza delle persone odia la stagione fredda, perché spesso costringe a stare in casa e il cielo grigio e nuvoloso mette di cattivo umore. Questo mito però si può sfatare.

Esistono alcune strategie e modi per rendere l’inverno più piacevole. In primo luogo, tranne per  le nevicate e le piogge intense, l’inverno molto spesso regala giornate piene di sole anche se freddissime. Il nostro corpo ha bisogno di sole e soprattutto di stare all’aria aperta, allora quale migliore regola quella di approfittare del sole anche nelle giornate invernali per passeggiate al parco o nelle isole pedonali che alcune città realizzano nei giorni festivi? Cappello, sciarpa e cappotto e il sole nell’aria fredda può essere un vero toccasana. Inoltre, vi sono alcune palestre che restano aperte anche di domenica, per cui chi ama l’attività fisica può farla anche quando piove.

Rose invernali

Ovviamente arriveranno giornate di pioggia, durante le quali ci si sentirà più limitati e con la voglia di oziare o dormire; queste cose non sono da demonizzare del tutto, anzi il riposo e mettersi in stand-by serve alla mente come al corpo per recuperare le energie. Le ore che chiamiamo “vuote” in realtà non lo sono mai veramente; qualche ora di ozio rigenera e rinvigorisce la fantasia, per cui se qualcuno pensa che due ore passate a letto o sul divano siano state inutili, si sbaglia.

Un altro segreto  fondamentale è quello di creare una casa più accogliente; molte riviste di arredamento, infatti sono prodighe di consigli in questo senso. Oltre al riposo e all’ozio moderato, se il tempo ci costringe a chiuderci in casa, sono molte le attività che si possono svolgere.

La prima cosa da fare per rendere la casa accogliente è la pulizia e l’ordine; queste due attività fanno  ordine anche nella mente e rendono piacevoli le ore passate in casa. La creatività deve essere stimolata ed è importante avere piccoli angoli per i propri hobby. Ad esempio un angolo lettura può essere realizzato su una poltrona, un letto con tanti cuscini, con un tavolino per poggiare occhiali, libri e tazze di tè o caffè. Inoltre è importante avere l’angolo lettura in prossimità di finestre per avere tanta luce a disposizione.

Lettura rilassante

Oggi è possibile leggere un numero illimitato di libri attraverso nuovi dispositivi digitali come gli e-reader; alcuni siti offrono promozioni molto vantaggiose, tanto che l’inverno può diventare la stagione ideale per fare scorpacciate di libri, nutrendo così mente e spirito.

Internet da molti anni è entrato nelle nostre case, ma meglio farne un uso limitato ed intelligente. La rete può darci una mano ad organizzare una cena o consigli utili se abbiamo un’idea in particolare. Su youtube è possibile guardare film, ma anche se non abbiamo abbonamenti a tv a pagamento, oggi la televisione offre un ventaglio di canali tutti diversi fra loro, per cui qualche ora per un documentario o un film interessante può essere un’altra grande idea per stare occupati.

Inoltre è importante creare angoli verdi, prendendosi cura delle piante e posizionandole dove arriva la luce. Chi ama la musica può organizzare serate nelle quali ascoltare buona musica, si trova sempre un amico che sappia suonare uno strumento musicale, la musica dal vivo è il top.

musica dal vivo

Il tempo a casa si può anche utilizzare nella cura del proprio corpo. Una vasca da bagno comoda, prodotti profumati e creme possono trasformarsi  in un vero e proprio centro benessere dove passare preziose ore di relax.  Gli olii essenziali in acqua calda rendono l’atmosfera rilassante, come la lavanda in particolare.

Una casa accogliente è un buon motivo per invitare amici per un pranzo o una cena o semplicemente per un caffè. Nella stagione fredda si è più portati a preparare pranzi gustosi accompagnati da una buona bottiglia di vino, che esprime convivialità allo stato puro, con attimi di allegria.

cucinare piatti gustosi

L’inverno può diventare la stagione della meditazione e della lettura, della pittura per chi ama dipingere o collezionare tappi di bottiglie o francobolli, la stagione in cui si creano momenti rilassanti dando spazio ad  emozioni vere, senza rinunciare a nulla. Il cattivo tempo e il freddo possono diventare un ottimo motivo per tirare fuori nuove idee assaporando ogni momento.

 

Economia in carcere: un progetto di utilità sociale

Storie dal carcere 

Le numerose attività che si svolgono nelle carceri italiane possono contribuire a rafforzare l’economia del paese – L’economia carceraria ha un alto valore sociale, è pulita, crea business ed infine  è solidale.  

 La riforma delle carceri è stata sul tavolo di tanti governi, ma non si è mai conclusa del tutto. Si tratta di una vera e propria emergenza, non è più possibile rimandare. I dati raccolti sull’affollamento e sui suicidi che avvengono fra i detenuti sono un campanello d’allarme. Un altro dato su cui riflettere è che una percentuale sempre più alta di reclusi , dopo la scarcerazione ritorna in carcere. Diciassette suicidi nel 2018 è l’altro dato a cui pensare. Una fotografia non esaltante, se si pensa che si affrontano problemi meno urgenti e vengono emanate leggi su argomenti che potrebbero aspettare. E’ anche vero che vi sono alcuni delinquenti che per la loro crudeltà non meriterebbero una seconda possibilità, ma non spetta a noi giudicare né condannare. Una larga percentuale di detenuti, invece ha diritto a un riscatto.

Un grido è arrivato anche dall’associazione dei  Magistrati, che attraverso il segretario Alcide Maritati ha auspicato  “la rapida definizione dell’iter della riforma penitenziaria, che purtroppo è appesa a un filo e rischia di naufragare – le prospettive politiche, con il contratto di governo di cui abbiamo letto, lasciano immaginare che questa riforma non si farà”.

Come accade sempre però, l’esempio o meglio il buon esempio arriva sempre dal basso. Spesso, infatti, ci si annoia ad aspettare un cambiamento, una legge che migliori, una politica che faccia politica, ragion per cui ci si organizza alla meglio. Le idee non mancano nemmeno nelle carceri e per fortuna vi sono tanti esempi  belli che mostrano come all’interno delle carceri ci si possa formare, si possa creare economia.

Nel carcere, spesso si creano opportunità di sviluppo che potrebbero essere la chiave di svolta dell’intero paese; alcuni contesti e realtà venutasi a creare nelle case circondariali potrebbero dare una mano all’economia del paese.

Attualmente la riforma del sistema penitenziario soggiorna all’interno delle mura del Parlamento, ma guardiamo cosa accade nelle carceri.

Il Festival dell’Economia Carceraria 

Semi di Libertà Onlus a Roma è l’associazione promotrice del Festival, durante il quale ha trovato posto un laboratorio di idee e progetti per dare un segnale forte, perché dalla detenzione possano nascere occasioni di riscatto e le persone siano spinte (nonostante le loro vicende e il loro passato di errori) a contribuire all’economia del paese, ma soprattutto ad appartenere a diversi contesti sociali. L’economia carceraria ha un alto valore, è pulita, crea business ed è solidale.

Quali sono le principali iniziative nelle carceri italiane? 

Un interessante laboratorio chiamato “Cotti in Fragranza” , gestito dalla cooperativa sociale Rigenerazioni Onlus si occupa di prodotti da forno. La cooperativa è impegnata a creare percorsi professionali e goverance partecipata.  L’esperimento nasce in una realtà difficile come quella di Palermo, il carcere minorile è il Malaspina  e l’obiettivo è quello di far diventare i giovani lavoratori specializzati, capaci di trovarsi un lavoro anche fuori.  All’interno di questo istituto, vi è una felice sinergia fra educatori, detenuti, Polizia penitenziaria, assistenti sociali e volontari. Altre attività sono commedie teatrali, corsi di chitarra, piscina olimpionica, un campo di calcio oltre a corsi scolastici.

L’altra storia riguarda una donna di legge diventata donna di camorra

 Rosa Amato è una studentessa in legge, la cui vita viene sconvolta dalla tragica scomparsa del fratello Carlo. E’ il 19 marzo del 1999 quando Carlo, ventunenne viene ucciso a Santa Maria Capua Vetere, durante una rissa in discoteca.

Tanta omertà sull’accaduto, nessun testimone; sembra che quella sera all’interno della discoteca ci fosse anche “Sandokan”, figlio di Francesco Schiavone, il capo dei casalesi. Nessuna giustizia per la famiglia Amato, a meno che non si decida, accecati dall’odio e dal dolore far nascere il clan Amato. Rosa Amato diventa così una camorrista. Una carriera in salita, fino a quando nel 2009 viene arrestato il padre, poi lei e sua madre. Nel carcere Rosa inizia un nuovo percorso; allontanata dalla figlia ancora piccola, ha modo di riflettere e di capire che la violenza genera violenza, la criminalità altra criminalità come un circolo vizioso e decide di collaborare con la giustizia. Rosa è trasferita da un carcere all’altro e dimostra come la vita di qualsiasi persona possa cambiare da un giorno all’altro, da una scintilla che può illuminare o al contrario far morire in noi la speranza.

Il progetto filatelia nelle carceri 

Il progetto pilota della “Filatelia nelle carceri” è partito nel 2010 dal carcere di Bollate; da quel momento la filatelia è diventata per i detenuti molto di più di un hobby. Lo studio e la passione per i francobolli, si sa che introduce le persone alla conoscenza di eventi storici e culturali di grande valore. L’esempio è stato seguito anche da altre carceri; nel carcere di Bollate i reclusi organizzarono un circolo filatelico e grazie alle donazioni di appassionati collezionisti da tutta italia sono riusciti in più occasioni ad allestire mostre filateliche di grande interesse.

Porta la data del 13 febbraio 2013 il Protocollo d’intesa per la promozione e lo sviluppo di un progetto formativo di carattere sociale denominato “Filatelia nelle carceri”, nel quale l’art.1 recita quanto segue:

 

Art.1

Il Ministero della Giustizia si impegna a favorire l’inserimento della Filatelia negli istituti di detenzione attraverso lo sviluppo “Filatelia nelle Carceri”, mediante interventi di supporto e di sensibilizzazione delle proprie strutture territoriali.

Protocollo d’Intesa

Ministero della Giustizia – Testo integrale

 

Immagini fonte: ragazzidentro.it – Antigone

 

Intesa Fipe-ministero della Salute: Mangiare sano

Stili di vita più salutari, nei pasti casalinghi e in quelli consumati in bar, bistrot e ristoranti.

Pasti sicuri e light, un must per clienti ed esercenti

Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi annuncia, in una nota, l’avvio di una collaborazione col ministero della Salute che porterà a diverse iniziative per promuovere la cultura di una sana e corretta alimentazione. Un primo protocollo di intesa è stato firmato a Roma in un incontro riservato alla presenza del Ministro della salute, Giulia Grillo, e del presidente di Fipe, Lino Enrico Stoppani.

”Le persone mangiano sempre più spesso fuori casa, per lavoro e per svago, ed è essenziale promuovere attivamente l’educazione alimentare e i corretti stili di vita in tutte le età – ha sottolineato il ministro della Salute Giulia Grillo -. Per questo motivo ho firmato un protocollo con la Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, la maggiore associazione di categoria nel campo della ristorazione”.

Al via “un’importante collaborazione istituzionale, che tiene conto dell’importanza strategica delle imprese di ristorazione sul tema dell’alimentazione – commenta il presidente di Fipe Stoppani -. È nei pubblici esercizi che spesso si definiscono molte delle abitudini e dei comportamenti alimentari dei cittadini, tenendo conto del fatto che milioni di persone nel nostro Paese consumano almeno un pasto della loro giornata al di fuori delle mura domestiche. L’intesa con il Ministero della Salute sarà importante per mettere a punto strumenti specifici per promuovere e salvaguardare ulteriormente valori quali la sicurezza alimentare all’interno delle nostre imprese, contribuendo nello stesso tempo ad accrescere le competenze in materia degli operatori, con un occhio anche alla sicurezza alimentare ed alla lotta agli sprechi”.

Fonte: ANSA

 

Conversational commerce: impatto sulle Aziende

Da molto tempo ormai  l’utente o cliente, come lo si voglia chiamare cerca in tutti i modi un contatto diretto, cerca opinioni e magari anche un incoraggiamento prima di fare un acquisto. Anche nell’era di internet e dell’e-commerce questa voglia non è affatto cambiata. Forse sarà la nostalgia dei tempi andati, ma paradossalmente chi acquista on line vorrebbe rompere quel vetro che lo separa dal virtuale e conoscere a 360 gradi ciò che è in procinto di acquistare.

Molti siti web, ad esempio oltre a inserire nei loro cataloghi le foto degli articoli, i dettagli, misure, colore e cosi via, dedicano già da molto tempo spazio alle opinioni di chi si è già servito al loro e-commerce. Un esempio lampante è Amazon, infatti nella scheda di ogni prodotto è possibile trovare le opinioni (positive o negative) di chi, prima di noi ha comprato quel prodotto.

Il cliente cerca sempre di più un coinvolgimento emotivo, vuole che il momento dell’acquisto diventi un momento emozionante, che al di là del valore materiale diventi un’esperienza indimenticabile, che possa in qualche modo migliorare la sua vita.

Il mondo di internet non è però come i negozi fisici; i social e le tendenze cambiano continuamente, le mutazioni sono fin da sempre nel dna del web, per cui bisogna stare al passo con i tempi.  In questo scenario a fare da padrone è il social, infatti, qui si trovano informazioni in modo più immediato e diretto, tanto è vero che le pagine social offrono un canale di messaggistica istantaneo;  è possibile, infatti, comunicare in modo veloce con gli amministratori stessi della pagina. Inoltre una serie di interazioni: like, commenti e recensioni già sono un biglietto da visita di quell’azienda o prodotto e il cliente proprio consultando questi dati ha una prima idea della qualità e della convenienza che ne deriverà se sceglierà di comprare.

Mentre prima ci si recava al negozio e si parlava con la commessa o il commesso e a quest’ultimo si chiedeva consiglio, oggi tutto ciò si è trasferito sul web.

L’e-commerce è diventato il nuovo modo di fare acquisti da tanto tempo, per questo è un settore in continuo movimento; ricordiamo siti che registrano milioni di vendite ogni giorno come Amazon e E-bay.

Cos’è il Conversational commerce

Il Conversational commerce si realizza attraverso linee chat o chatbot. L’utente viene coinvolto in vere e proprie conversazioni e le opzioni sono diverse: Personal assistant, smart speaker. Il progresso va avanti e non si ferma a dispetto dei più nostalgici, i quali ripensano ai tempi passati e ai contatti umani. Purtroppo bisogna conformarsi alle nuove tecnologie e alle esigenze dei clienti in un mondo globalizzato.

Nuove opportunità di lavoro

I lavori del futuro richiedono sempre di più competenze relative al web, ai social e a questo modo di comunicare sempre più veloce e tecnologico. Gli esperti attuali come quelli del futuro dovranno essere sempre sul pezzo, nel senso che quando si parla di digitale, il cambiamento avviene fra un giorno e l’altro o addirittura può essere questione di ore. Algoritmi, nuove tendenze, nuovi modi di dire fanno parte di un mondo immenso, nel quale vi è di tutto e per restarci bisogna stare su quelle onde, cavalcarle se serve. Ogni tanto però (e questo vale per i non addetti ai lavori, i quali purtroppo devono essere costantemente sul web) può essere utile una disintossicazione dal web, un esperimento che qualcuno (forse troppo pochi) fa: spegnere tutti i dispositivi per un giorno. Molto difficile pensarlo, però può essere un esperimento per controllare quanto siamo dipendenti da smartphone, tablet e computer. Un banco di prova che potrebbe servire per valutare la nostra connessione con il mondo reale (non perché quello virtuale non esista o non faccia già parte del nostro mondo), ma solo per dimostrare a noi stessi che siamo esseri autonomi, capaci di decidere senza dispositivi elettronici e che un giorno potremmo perfino sopravvivere su un’isola deserta, naufraghi per caso e senza alcuna connessione. Le opportunità di lavoro vanno inseguite anche studiando molto e puntando sulla formazione; per chi ha poco tempo, vi sono piattaforme che offrono corsi on line molto validi, una fra queste è Life Learning, i cui corsi sono riconosciuti in 160 paesi.

Infine, sarebbe bello non dimenticare i tempi della parola, de contatto fisico, delle chiacchiere al bar dove si passavano ore in compagnia, senza consultare almeno ogni dieci minuti lo smartphone e ritrovarsi per pochi secondi altrove.

Sarebbe bello raccontare ai nativi del web, a quelli che sono nati con il telefonico in mano, come era il mondo quando ci si trovava in un solo luogo navigando nelle proprie scarpe e sotto casa.

 

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