Europa:Smog responsabile di 50 mila morti premature

Uno studio pubblicato su TheLancet ha dimostrato che l’inquinamento atmosferico nelle città europee è la principale causa di morti premature. Le città riscaldate dall’inquinamento hanno effetti devastanti sulla salute. Lo studio ha preso in esame 1000 città europee.

Una percentuale considerevole di morti premature nelle città europee potrebbe essere evitata ogni anno riducendo le concentrazioni di inquinamento atmosferico, in particolare al di sotto delle linee guida dell’OMS. Lo studio ha dimostrato che la mortalità varia fra le città europee, e indica dove sono necessarie azioni politiche per ridurre l’inquinamento atmosferico e realizzare comunità sostenibili, vivibili e sane. Le attuali linee guida dovrebbero essere riviste e le concentrazioni di inquinamento atmosferico dovrebbero essere ulteriormente ridotte per ottenere una maggiore protezione della salute nelle città.

I Risultati della ricerca

In generale, le città con il minor carico di mortalità dovuto all’inquinamento atmosferico erano situate nel nord Europa. Le città con il PM più basso  sono stati: (1) Reykjavík (Islanda), (2) Tromsø (Norvegia), (3) Umeå (Svezia), (4) Oulu (Finlandia), (5) Jyväskylä (Finlandia), (6) Uppsala (Svezia), (7) Trondheim (Norvegia), (8) Lahti (Finlandia), (9) Örebro (Svezia) e (10) Tampere ( Finlandia);

Infine, le città con il più basso tasso di mortalità per NO 2  sono state: (1) Tromsø (Norvegia), (2) Umeå (Svezia), (3) Oulu (Finlandia), (4) Kristiansand (Norvegia) , (5) Pula (Croazia), (6) Linköping (Svezia), (7) Galway (Irlanda), (8) Jönköping (Svezia), (9) Alytus (Lituania) e (10) Trondheim (Norvegia.

Le morti dovute all’inquinamento atmosferico variavano ampiamente, con i livelli di NO2 a Madrid, ad esempio, responsabili del 7% dei decessi annuali lì.Le città nella regione della Pianura Padana del nord Italia, Polonia e Repubblica Ceca sono state le più alte in termini di mortalità, con le città italiane di Brescia, Bergamo e Vicenza tutte tra le prime cinque per concentrazioni di PM2,5.

L’OMS stima che l’inquinamento atmosferico uccida più di 7 milioni di persone ogni anno ed è una delle principali cause di malattia e assenza dal lavoro a livello globale.

Inoltre, è convinzione diffusa che le principali fonti di inquinamento siano traffico e fabbriche, ma nella classifica il primo posto è occupato da agricoltura e allevamento, che inquinano molto di più rispetto ad altri settori.

Quali sono le città più inquinate?

In base a uno studio dell’agenzia europea per l’Ambiente l’Italia è prima, in termini assoluti, per morti premature da biossido di azoto.Per quanto riguarda l’NO2, le città europee più inquinate sono Londra, Parigi e Torino.  la città più inquinata d’Europa (ma anche del mondo) sarebbe Tetovo, nella Macedonia del Nord, con un Pollution index di 97,44, seguita dalla Russia Chelyabinsk e Tirana. Nella classifica ci sono anche Napoli e Brescia.

Londra:Storica sentenza contro lo Smog

L’inquinamento è stato uno dei fattori che ha contribuito alla morte di Ella Kissi-Debrah, questo è stato l’esito della sentenza della corte inglese, che ha riconosciuto lo smog colpevole.

Il giudizio si è basato proprio sulla scarsa conoscenza dei rischi legati allo smog, che la piccola di nove anni ha corso negli anni in cui stava male. Il medico legale Philip Barlow, ha, infatti, dichiarato che Rosamund, la madre di Ella non aveva ricevuto adeguate informazioni sui rischi per la salute dell’inquinamento atmosferico e sul potenziale di aggravare l’asma. Ed è proprio sulla scarsa conoscenza dei rischi che si è mossa la famiglia della bambina. Inoltre, il capo del Consiglio di Lewisham, ha ammesso che lo smog in quel periodo era oltre i livelli consentiti dalla legge.

Le responsabilità sono molteplici, dai governi che hanno visto il Regno Unito violare le leggi sull’aria dell’UE, ai consigli locali i cui progressi sulla qualità dell’aria sono stati a passo di lumaca, quando il tempo era essenziale. Le persone al potere hanno progettato le strade e le regole che danneggiano la salute delle persone, creando le condizioni in cui soffrivano persone come Ella.

Lo smog, ogni anno miete milioni di persone in tutto il mondo, e si tratta di una vera catastrofe, se si pensa che l’inquinamento è, per certi versi, anche uno dei responsabili della diffusione del Covid-19, insieme ai cambiamenti climatici e allo squilibrio dell’ecosistema. Le polveri sottili sono costituite da microparticelle che arrivano direttamente nel sangue e nei polmoni, provocando malattie cardiovascolari, asma e cancro.

L’ora di dare una svolta è arrivata da un pezzo, anche se i governi sembrano non essere interessati al problema. Una notizia buona di questo 2020, che volge al termine è la non rielezione di Trump. Non spetta dare a noi un giudizio sul suo operato, sarò la storia a farlo, ma l’unica nota degna di valore è che il nuovo presidente Usa rientrerà nel patto di Parigi a favore della riduzione delle emissioni, dal quale Trump era clamorosamente uscito. Da questa notizia bisogna ripartire e costruire un nuovo e un buon 2021.

L’inquinamento costa: 5 città italiane nelle prime 10 dell’UE

Uno studio ha dimostrato come l’inquinamento atmosferico influisca anche sulla salute e sulla spesa sanitaria. Cinque sono le città italiane con il più alto tasso di inquinamento atmosferico.

Milano, Padova, Venezia, Brescia e Torino, dominano la top ten Ue delle città dove l’inquinamento atmosferico ha il costo pro capite più alto. I dati emergono dal rapporto dell’Alleanza europea per la salute pubblica (Epha), che calcola il valore in soldi di morte prematura, cure mediche, giornate lavorative perse e altre spese sanitarie causati dai tre fattori inquinanti atmosferici più pericolosi: particolato, ozono e biossido di azoto. Mai come in questo periodo la sanità è sotto pressione. Per molti aspetti la tecnologia arriva in nostro soccorso con la telemedicina e la medicina digitale, con le visite on line e gli esami prenotati on line. La spesa per la sanità potrebbe davvero essere ridotta di molto, ricorrendo al digitale e salvaguardando la qualità dell’aria che respiriamo; adottando di conseguenza stili di vita più salutari. Malattie e inquinamento sono strettamente legati, lo ripetono da anni gli esperti.

In Italia l’inquinamento costa circa 1.535 euro a testa al’anno. Secondo uno studio dell’Ong, che ha preso in esame 432 città nel 2018, i milanesi sono primi (secondi in Europa soltanto agli abitanti di Bucarest), a cui l’impatto dello smog costa oltre 2.800 euro all’anno, seguono i padovani (terzi in classifica) con 2.500 euro, i veneziani (sesti), i bresciani (settimi) e i torinesi (noni) a circa 2.100.

In questo scenario sono fondamentali scelte politiche volte a ridurre le emissioni e a salvaguardare l’ambiente. L’Epha chiede politiche di governo che spingano per l’utilizzo di mezzi di trasporto sostenibili, come monopattini e bici. Per questo, sarà fondamentale approfittare dei fondi Ue che arriveranno per fronteggiare la crisi legata al Covid. Si parla tanto di Mes e Recovery Fund, in ogni caso si tratta di tantissimo denaro, che rappresenta una grande occasione per cambiare radicalmente le nostre vite, ad iniziare dall’ambiente, dove sono fondamentali scelte, non più prorogabili. 

Questo è il momento di dare una svolta ecologica alle città, le quali devono avere più spazi verdi, per questo i comuni dovrebbero mettere a punto programmi per piantare alberi, costruire nuove piste ciclabili e ridurre l’emissione di gas e l’utilizzo di auto. E’ uno sforzo necessario e che vede come attori principali tutti: governo, comuni, cittadini, esercenti. Con la pandemia molte cose sono state fatte, purtroppo poco per i trasporti, i quali devono essere potenziati:più corse per treni, metro, ricorso allo sharing mobility e così via. Le risorse ci sono, come anche le idee e la tecnologia che trova sempre nuove strade.

Numerosi studi hanno ampiamente dimostrato che i cambiamenti climatici e l’inquinamento atmosferico contribuiscono alla diffusione di nuovi virus. Per questo motivo e per tanti altri ci si sta adoperando, in più parti del mondo affinché il Green entri ad essere parte integrante del tessuto sociale. Green economy, energia rinnovabile, blue economy sono alcune delle buone pratiche che nei prossimi anni bisognerà accellerare, per il bene del pianeta.

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