Giovani che sognano: da Roulotte ad astroradio

 

Da rottame a stazione ecologica di RadioImmaginaria. E’ l’esito di una trasformazione, anzi di una vera e propria rinascita a base di ingegneria e design made in Italy per una vecchia roulotte destinata al declino a cui Biostile e INCI, aziende dell’Emilia Romagna, hanno donato una seconda vita.

Una roulotte, completamente rinnovata, da quest’anno è la postazione di RadioImmaginaria, il network radiofonico di adolescenti nato nel 2012 a Castel Guelfo, in provincia di Bologna. Il mezzo a due ruote è stato recuperato e rivestito con materiali sostenibili. Il risultato è una stazione radio rosso fiammante con un involucro green grazie alle tecnologie rinnovabili e antisismiche impiegate, della cui realizzazione Biostile, specializzata nella progettazione di arredi urbani sostenibili, ha curato la parte progettuale ed energetica.

La prima tappa della nuova roulotte è stata, lo scorso febbraio, piazza Cristoforo Colombo, nella città di Sanremo. Ad abitarla e viverla, i ragazzi di RadioImmaginaria, pronti a raccontare gli ultimi e decisivi giorni del 68° Festival della canzone italiana attraverso le testimonianze dei big, delle giovani proposte in gara e degli importanti ospiti.

thumbnail_Street Lab e i ragazzi di RadioImmaginaria

Non è la prima volta che Biostile collabora con INCI srl, impresa di Cento, in provincia di Ferrara per esaudire un sogno sul fronte dell’innovazione e della ricerca. AstroRadio è infatti una variante di Startkube, l’innovativo container pensato per le imprese e in particolare per dare spazio alla voce e alle mani degli artigiani il cui primo prototipo ha debuttato nel settembre 2016 alla “Teen Parade” di Castel Guelfo, l’evento con cui Radioimmaginaria mira ad avvicinare i giovani al mondo del lavoro.

AstroRadio, caratterizzata da spazi modulari che ospitano sedute circolari, microfoni, computer e attrezzature, è dunque stata collaudata in Liguria per poi proseguire il tour nazionale 2018. Dopo quella di Sanremo altre piazze, infatti, vedranno l’approdo della roulotte e dei giovani che la occupano, con l’obiettivo di parlare del futuro e iniziare a progettarlo. 

Abbiamo intervistato alcuni speaker di RadioImmaginaria per capire quale sentimento e attenzioni abbiano per l’ambiente:

“Il rapporto tra le giovani generazioni e l’ambiente è costante – spiega Benedetta Bezzi, 18 anni di Roma -. Non sempre l’ambiente viene apprezzato e trattato come dovremmo. Gli adolescenti dovrebbero ricercare nella natura il futuro, adoperandosi nel proprio piccolo per evitare il fenomeno dell’inquinamento. Noi attraverso RadioImmaginaria cerchiamo sempre di far arrivare a chi ci ascolta messaggi costruttivi. É possibile attraverso un mezzo di comunicazione come la radio divulgare valori e impegno ecosostenibili per far cambiare rotta”.

 Interni

Cosa rappresenta BioStile per RadioImmaginaria?

“É un’opportunità che rende la natura parte della radio. Biostile è una risorsa perché dà la possibilità di usare oggetti belli e innovativi, ci aiuta a portare avanti la nostra passione cioè fare radio e far sentire la nostra voce. Se potessi esprimere un desiderio mi piacerebbe che tutte le sedi di RadioImmaginaria avessero qualcosa di BioStile come uno “Street Lab” o anche una panchina con i caricatori come quella donata da Biostile alla sede di Acquasanta”.

Un’autocritica verso l’impegno ambientale è quella di Marco Regazzi 16 anni, di Castel Guelfo di Bologna, anche lui speaker di RadioImmaginaria:

 “Generalmente non siamo attenti agli sprechi. Ricicliamo poco, preferiamo un panino di un fast food ad un’insalata biologica perché costa meno e spesso è anche più gustoso. È indispensabile tuttavia migliorare il rapporto con l’ambiente e sarebbe più semplice se avessimo il supporto di imprese che utilizzano la tecnologia senza danneggiare il Pianeta Terra. Nel nostro percorso Biostile ci aiuta a scoprire e capire i vantaggi e i valori dell’ecologia. Il bello di RadioImmaginaria è che permette a noi adolescenti di parlare e confrontarsi tra coetanei su tutti i temi, da quelli più leggeri a quelli più seri nei quali rientra senz’altro l’ecosostenibilità”.

Cosa rappresenta per voi BioStile?

“BioStile da tempo accompagna Radioimmaginaria negli eventi più importanti ed è il creatore delle redazioni che ci permettono di trasmettere i nostri programmi anche quando siamo in “trasferta”. AstroRadio è una vera e propria roulotte con uno stile futuristico che continuerà ad accompagnarci in giro per l’Italia. Anche lo “Street lab” (vedi foto) è ormai il nostro riferimento, un fiore con cui registrare grazie al funzionamento di pannelli solari”.

Insomma una crescita culturale per i giovani e per gli adulti, come dichiara in questa intervista il fondatore di BioStile Roberto Ghisellini.

“Da tempo i ragazzi di RadioImmaginaria chiedevano una “stazione” radio che fosse agevolmente trasportabile. Inizialmente abbiamo proposto lo StartKube, facile da muovere ma, grazie ad una proposta di Michele Ferrari (fondatore di RadioImmaginaria) è arrivata AstroRadio, la roulotte innovativa e sostenibile. In questa occasione invece di recuperare una “baracca di cantiere” abbiamo recuperato una roulotte. Lo scopo del progetto è sociale, costruisce reti professionali ed ha una ricaduta positiva per l’ambiente visto che molti materiali usati sono compatibili con la natura, senza dimenticare la struttura portante antisismica realizzata da INCI srl”.

Secondo lei queste iniziative di recupero e riconversione di vecchi oggetti possono essere un valore aggiunto per costruire un nuovo modello sostenibile e resiliente?

“In queste iniziative ci occupiamo di riuso e riciclo, ripristino e riqualificazione di materiali. Ciò significa anche rimettere in circolazione oggetti come un vecchio container, nel caso di StartKube, o mezzi nel caso della roulotte trasformata in AstroRadio. Il messaggio è quello di dare una seconda chance agli oggetti che pensiamo siano da buttar via.

Questi progetti si accompagnano al valore educativo, a nuove emulazioni e ad un generale circolo di azioni positive nei giovani”.

 Quanta strada ancora c’è da fare?

“Per fortuna in Italia aumentano buone pratiche legate alla ecosostenibilità, riuso e riciclo. La scommessa, è che i processi di riqualificazione e di valorizzazione degli oggetti ma anche delle aree dismesse possano rappresentare una grande opportunità per il sistema (locale), come motore di sviluppo dell’economia e della creatività, per accelerare le trasformazioni del tessuto produttivo ed elevare il livello della qualità architettonica e funzionale degli spazi urbano territoriali. Da qui lanciamo la nostra idea, con un appello alle istituzioni e agli imprenditori della città di Bologna, di riconvertire un’area dismessa o abbandonata in zona di sviluppo e ripartenza per micro imprese. La possiamo immaginare come un percorso di “container/Startkube” nei settori più disparati: falegnameria, meccanica, elettronica, robotica, artigianato, alimentare.  L’idea è offrire un’opportunità al territorio e a chi lo vive, un supporto operativo ad enti o privati che intendono ripristinare con nuove funzioni aree abbandonate. Le nostre unità produttive, qualunque esse siano, sono nate per assumere molteplici configurazioni e dare piccoli segnali di ripresa all’economia di questo Paese.

Al momento esistono e sono già installati due Startkube Radio: uno a Ravenna e l’altro a Sarnano in provincia di Macerata.

Siamo pronti a nuove sfide, convinti che la creatività generi imprenditorialità e viceversa”.

 

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