La nostra vita diventa Smart

Lezioni di Inglese

Dalla reclusione forzata abbiamo riscoperto la parola Smart. Non poteva, questa parola colpirci prima, tanto presi dalle nostre cose, dalla velocità dei gesti, dal traffico e dagli impegni. Già da molti anni, in effetti, si parla di Smart City, e una delle città italiane più Smart è Brescia, ma anche Bergamo e Milano. Si tratta di un modello studiato per facilitare la vita dei cittadini, per migliorarla, per far sì che la città diventi funzionale ai bisogni dei suoi abitanti, i quali possono interagire con strumenti innovativi, che riguardano la sostenibilità e l’energia, metodi per l’inclusione sociale, mobilità integrata, salvaguardia dei beni artistici. Vivere in una Smart city significa anche sinergia fra i privati e il pubblico, reti wi-fi in prossimità di zone strategiche, sensori che allertano in caso di emergenze, videosorveglianza, punti di ricarica elettrica, promozione turistica e tutto ciò che può far vivere meglio e in modo Smart.

Il Covid-19 però ha mischiato le carte e ha indotto gli esperti a pensare che quel concetto di Smart City concepito potesse avere qualche falla. Molti esperti pensano che le alte concentrazioni di polveri sottili abbiano causato un’accelerazione nella diffusione del coronavirus. Le teorie sono diverse, alcuni studi hanno stabilito che il virus resta sospeso in aria più tempo con le particelle di smog, altre ricerche focalizzate sulla mortalità, ipotizzano che quest’ultima si sia verificata proprio per una maggiore fragilità dei polmoni, esposti per anni a troppo smog. I dati dell’Oms dicono, infatti, che ogni anno per inquinamento muoiono 8 milioni di persone. Secondo i dati le Smart City italiane, guarda caso Bergamo e altre città del Nord sono state le più colpite dal Covid-19 e se uno dei motivi non è lo smog, in ogni caso una città, che supera le concentrazioni di PM10 consentite non è Smart.

Smart Road e Smart Retail sono altri concetti di intelligenza umana.

Il coronavirus ha fatto riscoprire anche lo Smart Working, ossia il lavoro intelligente, quello da casa, infatti, questa nuova intelligenza ha portato ad un notevole abbassamento di inquinamento atmosferico, facendo arrivare ai nostri polmoni aria più respirabile. Altre parole inglesi adottate nel linguaggio comune sono Car sharing e Sharing Mobility, dove Sharing, anche se vuol dire condivisione è molto Smart. La condivisione, infatti, è anche intelligenza; sarebbe bello e molto Smart se la condivisione entrasse nel nostro stile di vita, senza limitazioni, investendo gli scambi, ad esempio, le conoscenze, il saper fare, l’aiuto, il sostegno fra le persone. La Sharing mobility è un fenomeno nel quale molte nuove Start up stanno investendo, e permette agli utenti attraverso piattaforme digitali di poter condividere veicoli e viaggi. Tradotto in termini pratici, significa che quattro persone che vanno nello stesso luogo, condividono la stessa auto e inquinano meno, perché al posto di quattro auto, ne circolerà una. In termini di numeri, quattro potrebbe essere moltiplicato per centinaia o migliaia di volte. La mobilità condivisa ha varianti che vanno da bike sharing, scooter sharing, car pooling (che significa condividere abitualmente l’auto per lo stesso tragitto, seconda lezione di inglese).

L’ultima lezione di inglese è la traduzione di freedom, che in inglese vuol dire libertà. In tempo di emergenza ci viene chiesto di restare chiusi in casa, e alcuni parlano di freedom e di diritti, di democrazia senza conoscerne il significato né il concetto. Tanti si sentono privati della libertà, forse di quella libertà di infrangere le regole e le norme, di raggirarle a proprio piacimento, di continuare a frodare e a imbrogliare, sempre con la testa volta al denaro e ai profitti, concentrati su come riuscire a fregare il prossimo. Questa non è libertà, anzi, significa vivere rinchiusi nelle gabbie delle proprie convenzioni, pensando da una vita che ci sia solo un modo (sporco) per fare le cose. La conseguente mancanza di ideali e valori è il vivere di espedienti, di prigioni della mente e del pensiero. Non potendo ritornare alle loro inutili vite, fatte di giri a vuoto nei bar e nei locali, nelle discoteche, nelle piazze, tanta gente inneggia ad una libertà di cui non conosce il senso, alla democrazia e ai diritti, ignorando che la vera libertà è quella del pensiero, quella delle idee, che si difendono con coraggio fino in fondo. La vera libertà è quella di aprire un libro e lasciarsene affascinare, quella di elevarsi con la musica e la poesia, con l’arte e la bellezza, si tratta di una felicità che non si compra ma si conquista, che arriva piano e senza rumore, è Smart, è Sharing, è Love, è Freedom.

 

 

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