Gli architetti delle emergenze

Sembra che questa categoria professionale c'entri poco con le emergenze, e invece non è affatto così; perfino noi lo siamo diventati, architetti. Ora che i numeri del Coronavirus stanno scendendo e che la vita sta riprendendo il suo corso normale (si fa per dire), è necessario concepire una nuova dimensione del nostro stile di vita, ripensando agli spazi, a cominciare dalle nostre case.

La nostra vita diventa Smart

Dalla reclusione forzata abbiamo riscoperto la parola Smart. Non poteva, questa parola colpirci prima, tanto presi dalle nostre cose, dalla velocità dei gesti, dal traffico e dagli impegni. Già da molti anni, in effetti, si parla di Smart City, e una delle città italiane più Smart è Brescia, ma anche Bergamo e Milano. Si tratta di un modello studiato per facilitare la vita dei cittadini, per migliorarla, per far sì che la città diventi funzionale ai bisogni dei suoi abitanti, i quali possono interagire con strumenti innovativi, che riguardano la sostenibilità e l’energia, metodi per l’inclusione sociale, mobilità integrata, salvaguardia dei beni artistici. Vivere in una Smart city significa anche sinergia fra i privati e il pubblico, reti wi-fi in prossimità di zone strategiche, sensori che allertano in caso di emergenze, videosorveglianza, punti di ricarica elettrica, promozione turistica e tutto ciò che può far vivere meglio e in modo Smart.

La panchina intelligente a Campobasso

La panchina offre la connessione a Internet, wifi gratuito, è dotata di porte Usb e permette di ricaricare cellulari con il sistema wireless. E, particolare non secondario, nei mesi invernali la seduta sarà riscaldata a 35 gradi.

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