Economia Blu: un nuovo modello di Business

La Blue Economy è un  modello di sviluppo economico basato su durabilità, rinnovabilità e riutilizzo, che punta ad azzerare le emissioni inquinanti. La definizione di Wikipedia è la seguente: L’economia blu è un modello di economia a livello globale dedicato alla creazione di un ecosistema sostenibile grazie alla trasformazione in materie prime di sostanze precedentemente sprecate.

Sostenibilità e redditività sono alla base dell’economia blu. 

Secondo Gunter Pauli, economista e scrittore belga, l’economia blu potrebbe addirittura essere più incisiva della green economy per tutela ambientale e contrasto ai cambiamenti climatici.

L’Esempio – La Blue Economy è stata applicata con successo alle Canarie, sull’isola di El Hierro – Cosa hanno fatto qui gli abitanti?

A El Hierro, gli abitanti hanno cercato di aggiungere valore a ciò che facevano; gli allevatori, oggi producono dieci volte di quello che rappresenta il sussidio dell’UE. Dalla pesca indiscriminata con grandi reti, sono passati alle lenze e non hanno più pescato le femmine dei pesci. In questo modo è aumentato il pescato e l’occupazione. Nell’isola felice, poi hanno puntato sulle energie rinnovabili, qui bastano 50 capre per fatturare 100  mila euro all’anno. In altre parole con semplici passaggi si è creata un’economia con zero emissioni, zero rifiuti, aumento del fatturato e senza disoccupazione. 

Oceani, laghi, mari e fiumi sono un patrimonio straordinario per l’intera umanità, ma si stanno trasformando in discariche di plastica. L’ecosistema è compromesso, infatti, anche i pesci si nutrono delle plastiche presenti nel mare. L’economia blu permette lo studio del funzionamento della natura, dove tutto viene riutilizzato in un processo che trasforma i rifiuti in materie prime. E’ possibile fare questo trovando nuove tecniche per produrre e migliorando quelle che già esistono. 

I rifiuti, il vero problema

La differenza con la Green Economy è sostanziale, come da quella classica o attuale. L’Economia blu si concentra sulla salvaguardia di tutto ciò che è blu, come oceani, mari e cielo, ma non è solo quello. Quando beviamo un caffè, utilizziamo solo lo 0,2%, mentre il resto del prodotto è buttato via; tale processo è la normalità, infatti, il modello economico tradizionale ha come strategia la riduzione dei costi e la globalizzazione dei processi. Vi è, in questo modo una corsa all’aumento della quota di mercato, con uno spreco di risorse immane e con la produzione di tonnellate di rifiuti. Si parla di riciclo, ma la maggior parte dei rifiuti sono tossici e restano nell’ambiente e sono sotterrati. L’economia blu non è altro che l’imitazione della natura, che utilizza le stesse leggi naturali, come l’economia circolare, dove nulla viene gettato via, dove nessuna risorsa diviene scarto, perché serve per generare energia o per diventare concime, in un continuo ciclo naturale.

A ogni tonnellata di rifiuti urbani corrispondono 71 tonnellate di rifiuti prodotti dalla produzione, dalla distribuzione e dall’estrazione dei prodotti stessi. Il punto cruciale è lo smaltimento dei rifiuti, ovvero lo spreco, perché la trasformazione dei rifiuti in energie e nutrienti rappresenta l’unica soluzione. L’ecosistema basta a se stesso, perché anche i rifiuti restano all’interno del sistema. Per creare un nuovo modello di blue Economy è necessario che i nuovi imprenditori si ispirino al blue thinking, che punta a favorire la crescita con capitali minimi. Solo cambiando modo di pensare e mettendo al centro le risorse come vero valore l’economia blu potrà creare posti di lavoro e ecosostenibilità duratura. Le soluzioni sono diverse: pesca, acquacoltura, industria della trasformazione alimentare, cantieristica e i servizi connessi alla nautica da diporto, turismo attività estrattive.

Interventi dell’Unione Europea

L’Unione Europea ha destinato Settantacinque milioni di euro per far crescere l’economia blu innovativa dei Paesi europei. Il nuovo strumento di finanza sostenibile si chiama BlueInvest Fund. 

“Gli oceani sono i primi ecosistemi ad essere colpiti dai cambiamenti climatici, ma al tempo stesso offrono anche molte soluzioni per affrontare l’emergenza climatica in ogni singolo loro settore – pesca e acquacoltura, energia eolica e dal moto marino, biotecnologie blu ecc.”, ha spiegato Virginijus Sinkevičius, Commissario europeo per l’Ambiente. “Il fondo di investimenti di 75 milioni di euro servirà a sbloccare il potenziale dell’economia blu innovativa per contribuire al Green Deal europeo e provvedere alla crescita economica delle PMI europee che sviluppano prodotti e servizi nuovi e sostenibili”.

L’articolo completo delle risorse che finanzieranno quei fondi sottostanti che supportano tutte le attività economiche legate agli oceani, ai mari e alle coste. Lo strumento è completato dalla piattaforma BlueInvest della Commissione europea che stimola la propensione agli investimenti e l’accesso ai finanziamenti per le imprese, le PMI e le scale-up in fase iniziale. – fonte: Rinnovabili.it

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