Coronavirus: entro il 2024 droni e robot consegneranno il 30% delle merci in UE

E’ un mercato da 9,7mld di dollari. I risultati dell’indagine Protolabs “Horizon Shifts” – Bisogna però valutare i pro e i contro e creare le condizioni adatte

L’indagine Protolabs “Horizon Shifts” ha intervistato 325 imprenditori (96 dei quali italiani) operanti nel settore aerospaziale, suddivisi in aziende governative, produttori di satelliti che operano nel cosiddetto high space, aziende produttrici di aerei, elicotteri e componenti e aziende che producono droni o che hanno investito nella mobilità aerea urbana, un quinto delle quali fatturano più di un miliardo di dollari. Ecco come il COVID-19 ha cambiato prospettive e asset strategici.

La pandemia sta minando la fiducia anche nel settore aerospaziale, tanto che la sfiducia è quasi raddoppiata in due settimane. Tuttavia ci sono diversi asset strategici su cui puntare per il futuro. Tre intervistati italiani su quattro ritengono che la propulsione elettrica e i droni commerciali siano le tecnologie che cresceranno, mentre per i satelliti la percentuale si abbassa al 66%, restando comunque tra le tecnologie che la maggioranza vede come le più promettenti, anche grazie all’avvento del 5G.

Sicuramente nel futuro prossimo sempre più consegne verranno operate dai droni e il COVID-19 sta accelerando gli investimenti nel settore. Il 53% degli intervistati non ha dubbi che i droni commerciali diventeranno di uso comune entro 3 anni, o forse anche prima se si dimostrerà un mezzo di consegna capace di arginare il diffondersi del virus.

“Siamo all’inizio di una transizione per l’industria aerospaziale europea dove le tecnologie dirompenti avranno un forte impatto sul settore. Passare da un sistema costoso e centralizzato su pochi player ad un sistema capillare di piccole dimensioni, cosparso di aziende capaci di fornire maggiori prestazioni a un prezzo inferiore. I costi, i rischi e l’approccio generale allo sviluppo di nuove soluzioni stanno cambiando a favore delle aziende più piccole che possono scendere in campo”, così ha commentato Massimo Bandecchi, Special Advisor – Space Systems Engineering dell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea.

Altri risultati emersi dall’indagine di Protolabs “Horizon Shifts”:
·        La situazione di crisi ha accelerato i test di robot e droni mentre il settore pubblico e quello privato cercano modi sicuri per fornire servizi e contenere la diffusione del virus.
·        Si prevede che le dimensioni del mercato europeo dei droni cresceranno da 4,06 miliardi di dollari nel 2018 a 9,7 miliardi di dollari nel 2024. A seconda della legislazione dell’UE e dei progressi tecnologici, la consegna dell’ultimo miglio di prodotti attraverso i droni potrebbe raggiungere tra il 7% e il 30% dei cittadini dell’UE.
·        Il 63% degli intervistati italiani sostiene che l’intelligenza artificiale e il machine learning saranno le tecnologie che avranno il maggiore impatto nel settore aerospaziale.
·        La ricerca mostra che la fiducia nel mercato delle consegne di droni commerciali è aumentata durante la pandemia: dal 42% del 19 febbraio/4 marzo al 53% per chi è stato intervistato dal 5 al 20 marzo 2020

Droni e Inquinamento: Risparmio solo se si creano le condizioni

Già da tempo si ricorre ai droni per la consegna di pacchi, e sembra che inquinino meno dei corrieri, si parla di circa il 9% in meno di riduzione di emissioni di gas serra, ma solo se esistono le condizioni giuste.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nature Communications,  a cura di Joshuah Stolaroff,  Lawrence Livermore National Laboratory. Lo studio ha inoltre dimostrato che utilizzando i droni si consumerebbe meno energia. Resta fondamentale, però, regolamentare il loro utilizzo per diversi servizi, e inoltre, affinché abbiano minor impatto sull’ambiente e una buona riduzione di costi ed energia, è necessaria una rete di magazzini dislocata in più aree. In altre parole bisogna prima intervenire sull’ottimizzazione dello stoccaggio, permettendo ai droni di fare viaggi brevi, infatti, solo in questo modo vi sarebbe una vera convenienza; in caso contrario le emissioni potrebbero superare il 50% rispetto ai corrieri tradizionali. 

fonte: Andrea Cortese – mark-it

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