I numeri del Coronavirus: Di cosa si muore in Italia?

In Italia si muore solo per Coronavirus

Siamo abituati da anni alla cattiva informazione, a quella di parte, a quella meschina e in malafede, che cerca di governare le nostre paure, perché quello che teme una certa politica e alcuni mass media è che la gente possa usare la testa. Come preparasi alla fase 2, ma anche alla fase 3, alla 4 e alla 5? Un esempio può arrivare dai numeri dei decessi del Coronavirus, in questi giorni sotto i riflettori.

Come affrontare la fase 2? Avanti il pensiero!

Purtroppo è necessario in questo momento, più che mai, attivare lo spirito critico, allenarlo e rafforzarlo, adoperare più buon senso e intelligenza. Non bisogna sottovalutare il Covid-19, ma nemmeno ingigantirlo, molta informazione, infatti, vuole imprigionarci nelle nostre paure, proprio perché la paura paralizza e non consente al cervello di pensare. Per questo da oggi dovremmo imparare a ragionare e a sviluppare più spirito critico, infatti non è possibile vivere una vita nella paura e nel terrore. Domande e dubbi non devono mai abbandonarci, perché sono le colonne portanti del nostro pensiero. 

Le notizie che ci sono arrivate in questi giorni da più parti, in effetti ci hanno destabilizzato, talvolta hanno minato la nostra serenità, facendoci perdere l’obiettività necessaria per vivere una vita, che sia degna di essere definita tale. Alcune testate giornalistiche, fra cui Money e Primocanale hanno trattato del numero dei decessi per Coronavirus, in modo singolare rispetto ad altri. Dai loro articoli e dall’analisi di alcuni dati  sono emersi dati molti interessanti, sui quali sarebbe bene fare qualche riflessione. 

Quali sono le cause di morte in Italia?

La testata Money si è interrogata su quanti morti ci sono stati in Italia nel 2019.

Dalle tabelle Istat è emerso che il boom di decessi è legato a malattie del sistema circolatorio. Tra ischemie, infarti, malattie del cuore e cerebrovascolari muoiono più di 230 mila persone all’anno. Al secondo posto troviamo i tumori, che causano la morte di 180 mila persone. Per quanto riguarda polmonite e influenza i dati Istat dicono che su un totale di più di 53.000 morti a causa di malattie del sistema respiratorio nel 2017, 663 decessi sono dovuti a complicazioni da influenza (per lo più in soggetti dai 75 anni in poi) e 13.516 sono legati alla polmonite. 

La tabella ufficiale pubblicata sul sito dell’ISTAT stila il seguente elenco:

  1. Malattie del sistema circolatorio: 232.992
  2. Tumori: 180.085
  3. Malattie del sistema respiratorio: 53.372
  4. Malattie del sistema nervoso/degli organi di senso (Parkinson, Alzheimer…): 30.672
  5. Malattie endocrine, nutrizionali e metaboliche (diabete): 29.519
  6. Disturbi psichici e comportamentali: 24.406
  7. Malattie dell’apparato digerente: 23.261
  8. Cause esterne di traumatismo e avvelenamento (suicidi, omicidi, incidenti stradali…): 20565
  9. Cause mal definite e risultati anomali: 14.257
  10. Malattie infettive e parassitarie: 14.070
  11. Malattie dell’apparato genitourinario: 12.017
  12. Malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo (es: artrite): 3.651
  13. Malattie del sangue e degli organi ematopoietici ed alcuni disturbi del sistema immunitari: 3.272
  14. Malattie della cute e del tessuto sottocutaneo: 1.413
  15. Malformazioni congenite ed anomalie cromosomiche: 1.399
  16. Condizioni morbose che hanno origine nel periodo perinatale: 801
  17. Complicazioni della gravidanza e del parto: 16

 

Alessandro Bonsignore, Presidente dell’Ordine dei medici della Liguria ha rilasciato un’interessante intervista pubblicata su primocanale.it, nella quale afferma che all’obitorio comunale di Genova i morti per patologie diverse dal Covid-19 sono praticamente scomparsi. Secondo il Medico al 26 aprile si contano oltre 1100 vittime in Liguria ma di fatto in questo conteggio rientrerebbero anche i morti di altre malattie. E sarebbe questo l’elemento che fa sì che in Italia la diffusione del virus ha raggiunto numeri che non si riscontrano da altre parti.

In Italia – continua  Bonsignore – si è deciso di inserire nei casi di Coronavirus tutti quelli che sono stati scoperti positivi o durante la vita o anche nel post mortem. Così noi stiamo azzerando la mortalità per qualsiasi patologia naturale che sarebbe occorsa anche in assenza del virus. I dati elevati di mortalità in Liguria sarebbero legati all’età media della popolazione, ovvero la più alta in Italia e la seconda delle regioni in Europa il 28,5% della popolazione ligure che ha più di 65 anni. Età media più elevata si registra solo nella zona di Chemnitz, in Germania (28,9%), a fronte di una media Ue del 20,3% (Eurostat, dati 2019).

Un articolo scientifico pubblicato su Lancet Infectious Diseases da Volmerre e Bommer dice che in Italia abbiamo diagnosticato solo il 6.9% di tutti i casi reali di Covid-19. Rifacendo quindi i calcoli secondo questi colleghi in Italia ci sarebbero oggi più o meno 3 milioni di casi. Proviamo a rifare i conti della letalità? Risultato? 0.8%. Una percentuale ben diversa di quella che andiamo sbandierando in giro per il mondo. precisa l’infettivologo del San Martino.

L’informazione buona e  quella cattiva, i dati ufficiali, quelli ufficiosi, è su questi elementi che bisogna basare le proprie valutazioni, tenendo conto sempre che vi sono individui, che hanno interesse a diffondere il terrore, per ragioni economiche o semplicemente per un’ideologia, per politica, con cattiveria e malafede, distruggendo e minando la stabilità dell’opinione pubblica. E’ questo il virus più grande dal quale dobbiamo difenderci.

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