Covid-19: si studiano i danni permanenti agli altri organi

La prassi degli ospedali vuole che dopo una malattia grave, vi siano periodici controlli e un monitoraggio di eventuali danni riportati nei pazienti. Anche per malati del Covid-19 la procedura è la stessa. Molti ospedali stanno, infatti, richiamando gli ex ricoverati e guariti di Coronavirus per accertamenti e controlli. In realtà il Covid-19 entra attraverso le vie respiratorie, ma poiché si tratta di un’infiammazione, quest’ultima si propaga anche ad altri organi. Secondo il monitoraggio che sta iniziando in queste settimane, sembra che gli altri organi coinvolti siano pancreas, cuore, fegato, reni, cervello oltre ai polmoni. 

Covid-19 e danni permanenti

Il virus dopo aver causato nei casi gravi, la polmonite intersistiale, altera le condizioni fisiologiche e l’insufficienza respiratoria, che ne deriva può compromettere gli altri organi. Già dalle prime verifiche effettuate in alcuni ospedali del Bergamasco, le radiografie al torace degli ex malati Covid riportano segni evidenti della malattia.

Uno studio pubblicato nel 2011 sulla rivista Circulation ha dimostrato che le infezioni respiratorie, a partire dall’influenza, aumentano il rischio di insorgenza di infarti e ictus, non è un caso se fra i farmaci in sperimentazione vi è anche l’eparina.  Il Covid-19, secondo uno studio condotto da alcuni ricercatori americani, determina un aumento rapido della risposta infiammatoria, che può coinvolgere anche i vasi sanguigni e il cuore. Ne consegue l’alto rischio di miocarditi e vasculiti, e aritmie cardiache, che possono rivelarsi fatali. L’infiammazione porterebbe, per tutta una serie di concause alla coagulazione del sangue, con il rischio di trombi e embolie polmonari. 

In questo contesto di studi i risultati delle autopsie condotte su deceduti per Covid-19 sono determinanti. Finora è emerso che un terzo dei pazienti è deceduto a causa di un’insufficienza renale acuta.

Covid-19 e danni al cervello

Gli ultimi studi hanno  riscontrato altre condizioni neurologiche, scatenate dall’infezione Sars-CoV-2: dalla sindrome di Guillain Barrè alla nevralgia del trigemino, fino all’encefalopatia emorragica necrotizzante. I ricercatori sono partiti dall’iniziale perdita dell’olfatto, fino a riscontrare confusione, deficit di memoria e deliri di vario genere.

E’ di fondamentale importanza cercare di contenere al massimo il contagio, continuando a rispettare le distanze sociali e le norme dettate dai decreti del Governo. Inoltre i farmaci in sperimentazione, come anche la cura del Plasma sono cure efficaci, se somministrati all’insorgere dei primi sintomi. Infatti, alla maggior parte dei deceduti per Covid-19, la malattia è stata diagnosticata in ritardo, quando già i polmoni erano compromessi.

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