Perché non ho studiato lingue? Formazione e stereotipi

Piccolo excursus sull’utilità di conoscere lingue e culture diverse, gli strumenti e i modi per inseguire le proprie inclinazioni

Circa trent’anni fa, chi doveva decidere quale facoltà scegliere era più o meno in balia delle onde, infatti, erano pochi gli strumenti per capire quale indirizzo di studi intraprendere, soprattutto dopo il diploma.

Faccio parte di quella generazione, con l’aggravante dell’indecisione cronica; dondolavo fra preconcetti e stereotipi sociali da una parte e giovani e teneri ideali dall’altra, questi ultimi anelanti all’infinito, a quell’assoluto ingombrante, che ti condanna all’inconcludenza, almeno all’apparenza!

Una delle tante (non) scelte incompiute è stata proprio lingue. Perché studiare lingue? Questa domanda è vecchia secoli! Forse oggi i motivi sono un po’ più chiari, come tutto il resto.

Studiare Lingue Straniere in ambito universitario ci mette a contatto con l’opportunità di conoscere culture diverse, nuove persone, usi e costumi tipici di un Paese straniero oltre alla sua storia e alla sua letteratura. La nostra mente si apre dunque a confini che mai avevamo immaginato. Questa motivazione è ottima, ma preclude un approfondimento ulteriore, visto i numerosi aspetti che abbraccia.  

Cosa si studia all’Università L’orientale di Napoli

Napoli ha molte eccellenze, una di queste è sicuramente L’Orientale, che durante gli anni ha cambiato più volte nome, e ha una storia lunga e prestigiosa.

Dopo l’unità d’Italia l’Università fu chiamata Real Collegio Asiatico, nel 1888 Regio Istituto Orientale, nel 1937 Regio Istituto Superiore Orientale, nel 1941 Regio Istituto universitario orientale, nel 1946 Istituto Universitario Orientale e, infine, nel 2002 il Collegio si è trasformato in Università degli studi di Napoli “L’Orientale”.

Oggi, possiede ben cinque palazzi, è un importante centro studi e ricerca nel campo della sinologia, e intrattiene rapporti culturali con moltissime università straniere.

Fra le discipline studiate, l’archeologia e la storia dell’arte della Cina e del Giappone, dell’India, dell’Asia centrale, civiltà e Religioni, Filologia di varie lingue, Geografia economica e politica, Islamistica, Letteratura araba, albanese, russa, spagnola e di altri paesi.

Il corso di Scienze politiche e Relazioni internazionali prevede lo studio di antropologia culturale, diritto UE, diritto internazionale, economia e gestione delle imprese internazionali, economia politica, relazioni internazionali, scienza delle finanze, sociologia, statistica, storia contemporanea, oltre allo studio di diverse lingue straniere.

I Dipartimenti sono suddivisi in:

  • Asia, Africa e Mediterraneo:
  • Scienze Umane e Sociali
  • Studi Letterari, Linguistici e comparati

Studiare lingue all’Università L’Orientale: Le attività extra

Molto interessanti sono le tante attività, i progetti che coinvolgono studenti e paesi stranieri, le borse studio messe a disposizione per il dottorato e la ricerca, e infine l’apertura verso culture di paesi apparentemente lontani. Una cultura dell’apertura che dura da secoli, e che il mondo di oggi sembra aver smarrito.

La terza missione dell’Ateneo è I “Saperi dell’Orientale”, un’iniziativa che dal 2015 si propone di diffondere tra il pubblico interessato della città e della regione le conoscenze più strettamente legate alle ricerche dell’Università, con particolare attenzione alle culture, alle lingue, alla storia, al pensiero e alle religioni del mondo.

L’Orientale finanzia la ricerca dei Dipartimenti assegnando fondi per progetti, pubblicazioni e manifestazioni scientifiche e riesce anche ad attrarre molti finanziamenti esterni.

Gli sbocchi occupazionali per i laureati in lingue

Ogni anno le statistiche parlano del numero delle facoltà, dei numeri degli iscritti e infine delle opportunità lavorative.

Forse studiare altre lingue e culture, come già detto, ci rende meno diffidenti, più aperti agli altri? Presumo, però, che questo non sia essenziale per chi desidera trovare un’occupazione, anche se il confronto e il dialogo sono molto spesso strumenti, attraverso cui trovare soluzioni (perfino in situazioni che sembravano impossibili).  

Ma non è solo questa la ragione per la quale non è inutile studiare lingue straniere. In realtà, a differenza di quanto molti pensano, esistono molte opportunità in campo lavorativo, grazie ai diversi indirizzi multidisciplinari.

In tante grandi città italiane le agenzie di traduzioni sono numerose, e svolgono servizi di traduzione e non solo nel settore dell’economia, che spinge il mercato internazionale a raggiungere nuove comunità e culture. Le agenzie di traduzioni operano in campo legale, tecnico – scientifico, informatico, della finanza, editoriale, ma anche nella stesura di testi per siti web, nel doppiaggio e nei sottotitoli per i video.

Oltre all’insegnamento, è possibile specializzarsi in traduzioni giuridiche oppure letterarie, oppure collocarsi nell’ufficio Export – import d’importanti aziende internazionali.

Mercato del lavoro: corsi, formazione, esperienze

Cosa vale di più per raggiungere i propri obiettivi? La scuola, i corsi, i master, l’esperienza? In un mondo allargato e in continua evoluzione, vale e serve tutto, con una breve lista di priorità, in base alle persone. Istruzione, master, esperienze, passione.

Un interessante articolo apparso qualche tempo fa su corriere della sera, ha evidenziato migliaia di aziende che cercano personale qualificato e non riescono a trovarlo. Basta solo questo per far comprendere quanto i Governi non riescano o non vogliano dare un indirizzo diverso alle politiche del lavoro. Le aziende non riescono a trovare personale qualificato, cioè formato e preparato per quel tipo di lavoro. Se cambia il mondo del lavoro, cambiano anche le richieste di altre e nuove professionalità, allora perché continuare su vecchie strade? La storia che a cinquanta o sessant’ anni è difficile trovare lavoro è solo un falso mito.

Molte aziende intelligenti e lungimiranti hanno introdotto da molti anni la formazione sul luogo di lavoro, ed è per questo che sono forti sul mercato e hanno un valore aggiunto. Oltre a una laurea, a un master e a mille corsi, per chi desidera inseguire le proprie inclinazioni esiste anche una nuova modalità, che si chiama Job shadowing, l’opportunità di trascorrere del tempo seguendo un professionista, per osservare come svolge il lavoro sul campo. Sarà gratis per un periodo limitato, ma poi se è stato programmato bene, seguendo corsi e imparando sul campo, dopo aver fissato obiettivi ben precisi, quanto tempo ci vorrà per rimettersi in gioco anche a cinquant’anni?

Studiare lingue: Una questione di tempi?

Tutto ciò avviene oggi nel bel mezzo dell’anno 2021, mentre in quell’età che sembra essere della pietra, appena venti o trent’anni fa, il mondo era diverso, meno connesso e più misterioso, tanto che le cose te le dovevi andare a cercare (e non era detto che le trovavi). Un percorso di studi alla fine è come un percorso di vita, s’inizia a camminare e non si sa, dove si potrà arrivare, la meta la puoi immaginare o sognare, facendoti guidare dalla passione (quella che non muore mai), in un tempo (quello che ti capita) più buio oppure con rapide schiarite.

Questo è il mio blog, dove gli argomenti trattati sono di vario tipo. Certo queste pagine parlano poco o niente di me, credo esistano mille altre cose più interessanti. Ma tralasciamo per un attimo il mio percorso di studi e di vita; non ho studiato lingue! Detto fra noi, non capivo un tubo! Forse non ho nemmeno cercato di capire, forse mi sono arresa a qualche modello, il primo a portata di mano.

Ma una cosa me la ricordo. Forse nell’età della pietra non si usava chiedere a una bambina di quattro anni, cosa vuoi fare da grande. Forse questo può dipendere da tanti fattori, oppure se chi dovrebbe farlo, magari è distratto, sbadato o semplicemente non gliene può fregare di meno.

Ma a te però, essere pensante catapultato in questo punto dell’universo, accade qualcosa: Ti conquista, ti travolge, s’impadronisce di te un libero pensiero vagante, eccolo: Da grande scriverò.

Quel libero pensiero ancora soffia e gonfia le vele, trascinando la mia piccola imbarcazione per insolite rotte, e di tanto, lo confesso, sento quasi come un sussurro che fa all’incirca così: Da grande scriverò.

Da grande.

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