Il nuovo Piano Colao: i provvedimenti su efficienza energetica, bioedilizia e rinnovabili

Il Piano Colao è il piano studiato dalla task force guidata da Vittorio Colao, al fine di implementare una strategia efficace per la Fase 3 e per la ripresa dell’Italia dopo la crisi post Covid-19.

Tale piano ricopre 6 macro aspetti e obiettivi fra cui:

  1. Imprese e Lavoro
  2. Infrastrutture e Ambiente
  3. Turismo, Arte e Cultura
  4. Pubblica Amministrazione
  5. Istruzione, Ricerca e Competenze
  6. Individui e Famiglie

In “Infrastrutture e Ambiente“, il piano prevede una serie di provvedimenti relativi a:

  • Sblocco e accelerazione degli investimenti del settore energetico
  • Efficienza e transizione energetica e tecnologie energetiche innovative

Vediamo nel dettaglio cosa riguardano tali temi!

Transizione energetica, rinnovabili e bioedilizia 

L’arrivo del Covid-19 ha fatto emergere parecchie perplessità in materia di transizione energetica, dato l’effettivo rallentamento di tutti i progetti relativi a tale passaggio come:

  • Green Deal, con il suo piano decennale di investimenti pubblici e privati per circa 2.600 miliardi di euro
  • la recentissima EU Climate Law, per il raggiungimento nel 2050 della neutralità climatica e la riduzione delle emissioni di Co2 del 50-55% nel 2030
  • ed, infine, il Piano Nazionale Pniec, che prevede 180 miliardi di investimenti aggiuntivi al 2030
  • rinnovamento della Norma sui Certificati Bianchi fino al 2030

Questo rallentamento ha difatti esposto l’Italia ad un rischio non solo climatico ma anche competitivo sulle strategie di lungo termine.

Il Piano Colao prevede una strategia di focalizzazione degli investimenti su questi interventi di transizione energetica e l’accelerazione di tutti i processi di creazione delle infrastrutture energetiche e idriche per la salvaguardia del patrimonio ambientale.

Inoltre prevede un effettivo impegno per incentivare l’utilizzo di nuove energie rinnovabili come:

  • l’energia da moto ondoso
  • l’idrogeno verde
  • le soluzioni per stoccaggio della Co2

Anche per il settore della bioedilizia, il Piano Colao focalizza l’attenzione sulla promozione della transizione energetica per i privati. 

fonte: fornituralucegas

Santa Maria del Parto a Mergellina

Chi visita Napoli non può fare a meno di ammirare il meraviglioso panorama di Mergellina, sicuramente uno dei più belli al mondo. Giovanni Pagano scriverà parole bellissime: Quivi vicino è la villa di Virgilio, che prospettava le poetiche e pittoresche coste del Vesuvio, e di Sorrento, le quali inspirarono a lui quei solenni poemi, che rendon sì caro e venerato il nome suo e la sua tomba, la quale non molto lungi sorge come tempio d’inspirazioni, in cui trassero fra gli altri Dante, Boccaccio, e Petrarca.

Mergellina oggi, meta di turisti e affollatissima, un tempo era una zona tranquilla di pescatori, che si estendeva fra il mare e campagna. Il Casino reale costruito (età borbonica) per la caccia e la pesca, oggi è un palazzo privato. L’antica via Mergellina, che si affacciava sul mare a partire dalla riviera di Chiaia,  si è trasformata in una strada interna su cui affacciarono i nuovi palazzi di Viale Gramsci. Dal porto di Mergellina ci si può imbarcare per le isole.

Come arrivare a Mergellina

A Mergellina arrivano due linee della metropolitana, la linea 6 e la linea 2. Inoltre vi sono Bus e treni. a zona è bene collegata con bus che passano regolarmente, oltre al lungomare vi sono alcune spiagge libere, spiagge di Posillipo e lidi di Marechiaro. 

La chiesa di Santa Maria del Parto a Mergellina ha una storia antichissima, nacque grazie all’opera letteraria (De Partu Virginis) del poeta Jacopo Sannazzaro, uno dei maggiori esponenti dell’umanesimo partenopeo, che fece costruire due chiese, una superiore e l’altra inferiore. Sulla facciata della chiesa si trovano due tondi, che non raffigurano santi ma il volto di Sannazzaro e quello di Federico d’Aragona. Oltre ai tondi  si trovano gli stemmi in marmo del Sannazzaro e dei Servi di Maria, l’ordine religioso che attualmente occupa il complesso di Mergellina.  Infatti, l’ultimo restauro curato dall’ Università Suor Orsola Benincasa, con l’alta sorveglianza del Mibac, ha riportato all’antico splendore gli stemmi che si trovano sul portale d’ingresso della chiesa di Santa Maria del Parto a Mergellina.

Nella calotta absidale della chiesa si trovano gli antichi dipinti murali del pittore romano Paolo Guidotti Borghese del 1593, che raffigurano le storie della Vergine: la Visitazione, la Natività di Gesù, la Presentazione al Tempio, l’Incoronazione della Vergine e negli spicchi dell’arco, l’Annunciazione 

 

 

Federico d’Aragona concesse a Jacopo Sannazzaro verso la fine del Quattrocento un terreno all’interno del quale esisteva già una villa a cui venne fatta aggiungere dallo stesso Sannazaro una torre.

Interni della chiesa Santa Maria del Parto

Al di sopra della calotta vi è una scritta tratta dal De Partu Virginis: Virginitas Partus discordes tempore longo Virginis in grembo pacis habent

Dopo l’arco si trova il sepolcro del Sannazaro (realizzato da Giovann’Angelo Montorsoli da Poggibonsi), il quale lasciò un programma iconografico cui ispirarsi per la sua realizzazione. Si tratta di una vera cappella funeraria, ispirata al Colombarium, che ospitava la tomba di Virgilio. Le due statue poste alle estremità rappresentano Apollo e Minerva, ribattezzate dopo la controriforma in Davide e Giuditta. Il bassorilievo rappresenta una scena con Pan, Marsia, Nettuno e altre muse con l’unico riferimento cristiano, la scritta D.O.M., Dio, il più buono e il più grande.

Jacopo Sannazzaro
Sepolcro di Jacopo Sannazzaro

Gli affreschi

La parete dietro al monumento  venne affrescata nel 1699 da Nicola Russo, pittore della scuola del Solimena, che realizzò tre opere raffiguranti il Parnaso, Venere, Mercurio e un Fauno alato che incorona il busto del poeta, l’Incontro di Abramo con tre Angeli e l’Astronomia, la Filosofia, la Grammatica e la Retorica.

Il Monumento è un’allegoria dell’opera letteraria del Sannazaro: poesia arcadica, epica, bucolica, in lingua volgare e latina. Apollo rappresenta la poesia, Minerva le scienze. Altre figure e code di sirene si vedono in questa complessa scultura.

Altri dettagli artistici

I riferimenti ai reali, ai santi e alle famiglie dell’epoca sono ricorrenti nella chiesa di Mergellina. Ai lati del portale, ad esempio, ci sono gli stemmi di nobili famiglie napoletane legate alla corona Aragonese. La chiesa superiore,  in realtà venne costruita in ritardo sia per l’epidemia di peste sia per la guerra tra francesi ed inglesi. Nelle cappelline (tre per lato) e nell’abside vi sono diverse tele ed affreschi, alcuni risalenti al XVI° sec.

Nell’abside sono inoltre presenti stalli e spalliere dell’antico coro, realizzate in stile rinascimentale e lastre funerarie, spostate dal pavimento della navata.  Nella sacrestia è presente la tavola della Madonna con Bambino e angeli, di Francesco da Tolentino, datata tra il 1515 e il 1520, e quella della Fuga in Egitto, di Nicola Russo, oltre ad un lavamano in marmo bianco dell’inizio XVI secolo.

Santa Maria del Parto a Mergellina
Esterni Chiesa Santa Maria del Parto

 

copialss

La Chiesa di Santa Maria del Parto a Mergellina, prima che fosse donata al poeta Sannazzaro era appartenuta agli Angioini poi ai monaci benedettini dei Santi Severino e Sossio, ai quali fu riscattata. Sono evidenti le tracce di diverse culture e stili architettonici qui presenti, quali stemmi, colori dei dipinti e ogni dettaglio racconta le epoche che si sono succedute.

Durante il decennio francese (1806-1815 – Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat, che regnò fino al 1815) vennero soppressi tutti gli ordini religiosi, per cui  anche i Frati Servi di Maria. Le case sotto la chiesa divennero di proprietà privata del famoso impresario Domenico Barbaja che ospitò per un lungo periodo Gioacchino Rossini. Nel 1812 la chiesa venne affidata ad una “Confraternita del SS. Rosario” e solo nel 1971 ritornò agli attuali Padri Serviti.

 

Sappiamo ascoltare? Quanti tipi di ascolto esistono?

Katiuscia Baggio, ICF Professional Certified Coach e Leadership trainer  ha pubblicato nel suo blog un interessante articolo sui diversi tipi di ascolto, che può servire da spunto per comprendere qualcosa in più sui rapporti che abbiamo con gli altri.

La Coach ha suddiviso i diversi tipi di ascolto che si possono avere in una conversazione quotidiana suddividendoli in:

1.     Ascolto per dovere

2.     Ascolto per poi farti vedere che sono preparato/che ho ragione

3.     Ascolto per avere le informazioni che mi servono

4.     Ascolto per capirti

5.     Ascolto per connettermi emotivamente con te

È risaputo che saper ascoltare è una competenza importante sia in ambito professionale che personale. Più sappiamo ascoltare e più la qualità delle nostre relazioni interpersonali migliora. Siamo bombardati da mille stimoli e la capacità di prestare attenzione a quanto sta succedendo attorno a noi o a quello che un’altra persona ci sta dicendo è sempre più a rischio, dato che non viene più allenata come un tempo. Non è un caso che la mindfulness, che in parole semplici significa “fare attenzione al momento presente, senza giudizio”, sia uno strumento sempre più usato in vari ambiti, da quello medico a quello aziendale.

Il coaching va controcorrente e richiede al coach professionista una capacità di ascolto fuori dal comune. Non si tratta solo di un ascolto attento ma di un ascolto profondo, che fa attenzione non solo al linguaggio verbale, ovvero alle parole che il coachee dice, ma anche al linguaggio non verbale, al non detto, alle pause, ai silenzi, ai cambi di energia della persona che abbiamo di fronte.

Non è di certo il livello di ascolto che siamo chiamati ad avere nella vita di ogni giorno, a meno che non svolgiamo la professione di coach.

Il livello due, ascolto per poi farti vedere che sono preparato/che ho ragione, viene spesso utilizzato anche nei rapporti di amicizia. Si chiama un amico per parlare di un nostro problema, l’amico ci lascia parlare per un minuto per poi cominciare a proporci le sue idee e possibili soluzioni. “So di che cosa stai parlando, è successo anche a me quando…Secondo me dovresti…”. Il dialogo viene così monopolizzato da quella persona che magari abbiamo chiamato solo perché ci desse un po’ del suo ascolto. L’altro spesso reagisce in quel modo con l’intento genuino di volerci aiutare ed esserci utile. Purtroppo a scuola non ci hanno mai insegnato l’ascolto attivo.

Qualche settimana fa una persona mi ha fatto notare che un conto è ascoltare il coachee in una sessione di coaching, un conto è ascoltare un amico. Certo, non posso e non sono chiamato ad avere lo stesso livello di ascolto. Quello che però tutti possiamo allenarci a fare è quello di regalare un po’ di più la nostra attenzione a chi abbiamo di fronte, resistendo alla tentazione di dare consigli e di parlare della nostra esperienza. Sarà magari poi la persona a chiederci le nostre opinioni o i nostri suggerimenti.

Già arrivare al livello “ascolto per capirti” è una cosa positiva in una relazione dove vogliamo creare delle buone basi. Non siamo chiamati ad arrivare a tale livello con tutti. Va bene ascoltare per avere le informazioni, va bene se qualche volta abbiamo un ascolto distratto. La cosa importante è non farlo con le persone e nelle situazioni importanti della nostra vita.

fonte: Katiuscia Baggio

Accade spesso di notare gli atteggiamenti degli altri, a chi non è successo? e in diverse circostanze abbiamo anche tentato di classificare i tipi di individui e apporci un’etichetta. Ci sono persone, ad esempio, che amano tanto parlare di sé. In particolare chi parla molto o troppo si espone di più, ed è più semplice comprendere la sua struttura mentale, le idee, eventuali pregiudizi o modi di pensare, rispetto a chi è più ermetico. Abbiamo sicuramente notato, ad esempio, quando qualcuno ostenta le sue esperienze, portando l’attenzione sempre su di se, oppure persone che ascoltano e magari dopo qualche tempo sentenziano, oppure chi ascolta e basta. Da ignoranti in materia, possiamo solo commentare e riflettere e magari chiederci quale sia il modo più corretto per relazionarci con gli altri, e soprattutto se il nostro metodo è quello giusto. In fondo, qualche domanda e qualche riflessione non hanno mai fatto male a nessuno, anche da profani.

Un modo intelligente per fare la spesa: Chi è il padrone?

A volte basta un’intuizione – L’esperimento arriva dalla Francia e ha avuto un successo che è andato oltre ogni rosea previsione. Questo perché quando si chiede alle persone di contribuire per una giusta causa i risultati arrivano.

L’esperimento che può rendere più giusti i prezzi al supermercato

La marca del consumatore ha registrato nel paese dove è nata quattordici milioni di clienti, 33 referenze di prodotti e la presenza fissa in gran parte dei supermercati. Partito dal basso questo brand senza alcuna campagna pubblicitaria o di marketing, ma semplicemente con il passaparola e un uso intelligente dei social ha conquistato grandi fette del mercato francese. La marca è C’est qui le patron?” – Chi è il padrone? 

Il latte è diventato il prodotto più venduto in assoluto, sono seguiti poi altri prodotti. L’idea che Nicolas Chabanne  ha avuto nel 2016 ha rivoluzionato il modo di fare la spesa e cambiato in un certo senso il concetto di filiera agroalimentare e di consumo. 

Come funziona?

Attraverso un questionario online, le persone indicano le modalità di produzione preferite per determinati prodotti. Gli stessi consumatori stringono un patto con i produttori, ai quali chiedono qualità del prodotto in cambio di un prezzo giusto e bloccato per tre anni, come indicato sulle confezioni. Il fenomeno si sta diffondendo in altri paesi e in Italia il 25 giugno arriveranno le prime confezioni di pasta con la marca del consumatore nei punti vendita Carrefour.

Come è nata l’idea?

Siamo nel pieno di una delle crisi del latte e molti produttori si erano perfino tolti la vita. Chabanne ha interpellato i consorzi per indagare su quale sarebbe stato il prezzo per salvare i produttori dal fallimento. Attraverso un semplice ragionamento si è capito che bastavano appena 8 centesimi in più al litro per far passare i produttori dalla crisi più nera ad un reddito dignitoso. Il passaggio successivo è stato ancora più semplice, è stata rivolta una domanda ai consumatori: Siete disposti a spendere otto centesimi in più per un prodotto che remunera il giusto i produttori?” 

Aprire qui una parentesi è doveroso. Molti consumatori, forse non si chiedono il motivo di offerte sottocosto oppure di prodotti con prezzi bassi. Si tratta indubbiamente di una strategia di marketing: offrire prodotti a un costo basso. Bisognerebbe, però chiedersi come mai quel prezzo è così basso, da dove arriva il prodotto, qual’è la filiera. Spesso dietro costi bassi e offerte ci sono tantissime cose occulte, che i consumatori ignorano e che riguardano ambiente, produttori, imposizioni e talvolta anche mafie. 

L’ideatore francese di questa semplice equazione non ama parlare di rivoluzione, ma semplicemente di evoluzione, molto spesso senza rendercene conto ritorniamo indietro. Bisogna, invece evolversi, e questo è l’esempio lampante di come 8 centesimi possono salvare qualcuno e garantirci un ottimo prodotto, e anche di come si può vivere senza asfissianti campagne pubblicitarie ma usando in modo intelligente i social e le relazioni. 

Si è tanto parlato di consumi intelligenti, e oggi è più che mai necessaria un’evoluzione che salvaguardi l’ambiente e i territori, un consumo consapevole che non faccia cadere in crisi tutto il sistema. Molti consumatori da tempo questo lo hanno compreso, e per questo motivo sono attenti a ciò che portano in tavola, consultano le etichette, evitano le plastiche, l’uso delle auto e così via. Ormai è chiaro, che acquistare senza un criterio, senza sapere da dove arriva un prodotto e  che percorso ha fatto non danneggia solo noi stessi, ma anche chi ci circonda e soprattutto il pianeta. Il creatore di questo sistema non è un genio, ha semplicemente avuto fiducia nelle persone, con la certezza di non rivolgersi semplicemente a dei numeri ma a esseri umani in carne ed ossa, che hanno a cuore le sorti dell’umanità.

la marca del consumatore
spesa sostenibile

La marca del consumatore in Italia

In Italia è possibile già sostenere il progetto La marca del consumatore aderend all’iniziativa sul sito web La marca del consumatore  – Qui i consumatori creano i loro prodotti. Dal sito già è possibile votare i prodotti o proporne di nuovi.

Sul sito web lamarcadelconsumatore si legge:

Una marca che propone unicamente dei prodotti buoni, sani e responsabili; Il successo della commercializzazione dei prodotti  Chi è il padrone?!  è garantito dalla partecipazione dei consumatori, che con le loro risposte ai questionari, definiscono i criteri delle schede tecniche dei  prodotti da immettere sul mercato per la commercializzazione.

I prodotti una volta convalidati, verranno prodotti da aziende partner ( grandi-piccole) da noi scelte, che dovranno rispettare i valori di sostenibilità e le schede tecniche dei prodotti da noi creati.

I costi pubblicitari saranno sostituiti da una comunicazione di rete, che consentirà notevoli risparmi sul prezzo di vendita consigliato.

La tacciabilità totale della produzione e la composizione dei prodotti ci assicureranno una costante e duratura garanzia di cibo.

Creando i nostri prodotti, controlleremo ogni fase del ciclo produttivo, dalla produzione, trasformazione e commercializzazione.

Rispetteremo la natura, il benessere degli animali, e il giusto prezzo  ai produttori.

Tutti i prodotti saranno direttamente  commercializzati  a marchio Chi è il padrone?! La marca del consumatore, dalle aziende di produzione  scelte da noi.

Sul sito già c’è la schede del primo prodotto italiano, la pasta in vendita dal prossimo 25 giugno – Le caratteristiche sono specificate una ad una e vanno dall’origine del grano al metodo di trafilatura, al sostegno per l’agricoltura biologica. In più questa pasta sostiene anche le famiglie in condizione di fragilità economica con 1 centesimo/kg.

In più i consumatori possono conoscere il produttore. Il primo prodotto italiano con il marchio lamarcadelconsumatore è stato creato da 3558 consumatori.

Chi è il padrone?  Siamo noi, che forse non possiamo decidere tutto, ma abbiamo potere su tanto!

La prevenzione salva la vita

Sembra un paradosso e invece lo è: con l’emergenza sanitaria Covid-19 la sanità ha subito un rallentamento se non un definitivo stop. In tanti casi, probabilmente fermarsi non è stato (non è) giustificato, perché le visite di controllo sono importanti almeno come contenere il Covid-19. Attualmente alle Asl sono ammesse solo visite urgenti o brevi. Se invece ti rivolgi ad un centro privato le visite e i controlli si possono fare. 

Comunicato Stampa

+ 8.000 casi di carcinoma mammario non diagnosticato a causa dello stop ai programmi di screening durante l’emergenza Covid.

Ogni anno abbiamo in media 53.000 casi di diagnosi di carcinoma mammario, il che significa un numero pari a 4.000 donne al mese che, scopre di essere malata. A causa della sopraggiunta emergenza sanitaria per Covid-19dei mesi scorsi, abbiamo assistito ad un lento ed inesorabile calo del processo di diagnosi, che, secondo quanto stimato, porterà alla scoperta tardiva di malattia circa 8.000 donne che, non hanno potuto sottoporsi alle consuete visite preventive e agli screening programmati.
La prevenzione, come tutti ormai sappiamo, è il miglior strumento a disposizione per curare e sconfiggere la maggior parte delle malattie oncologiche. La mancata possibilità durante i mesi passati di accedere ai servizi di screening, l’annullamento forzato di visite magari in programma da tempo, la mancanza di personale sanitario in numero sufficiente, così come una sopraggiunta componente di paura per un possibile contagio, hanno costretto moltissime donne a interrompere i consueti programmi di prevenzione.  Il 30% delle donne che solitamente si sottopone programmi di prevenzione non l’ha fatto e probabilmente non lo farà fino al prossimo anno.  Diventa quindi fondamentale recuperare il tempo perso in questi ultimi mesi: “La prevenzione ha subito un brusco stop a causa della pandemia e le conseguenze, se non si interviene subito, saranno drammatiche”.
A lanciare questo messaggio è il  Dott. Mario RampaMedico Chirurgo Senologoda sempre impegnato nella prevenzione e lotta al tumore al seno che ha impostato sin dal principio della sua carriera professionale, un rapporto molto diretto e personale con i suoi pazienti -perché- “ogni caso è a sé e merita la giusta attenzione e dedizione, non vale il principio della generalizzazione”; un rapporto speciale che ha intensificato in questo momento di grande difficoltà implementando la sua presenza sui canali social e nella comunicazione diretta, organizzando diversi webinar di confronto con altri colleghi e non solo per rispondere a domande e sciogliere dubbi delle sue pazienti ma anche di ogni persona interessata ad approfondire i diversi argomenti legati alla prevenzione. “In questi due mesi di quarantena causa Covid, dove il contatto umano e la possibilità di confronto diretto è stato per ovvi motivi impossibile, mi sono messo a disposizione di tutti coloro che avessero domande, dubbi e richieste di informazioni per fare la mia parte, sempre presente e a sostegno di chi non sta bene e sta affrontando un percorso già di per sé complesso”, racconta il Dott. Rampache proseguirà con appuntamenti dedicati alla prevenzione attraverso le sue pagine social Facebook Dott. Mario Rampa – Senologo e Instagram mariorampa raggiungendo complessivamente 60000 followers.
fonte: comunicato stampa Giulia Lucchi Notiziabile

 

Uscire dall’ombra della depressione: il 10 luglio presentazione del manifesto in forma virtuale

Nell’ambito della salute mentale la depressione costituisce la prima causa di disabilità a livello globale. Obiettivo di questo incontro, nel quale verranno presentati il Manifesto Uscire dall’ombra della depressione e il Libro bianco sulla salute mentale in Italia, è fare il punto sullo stato della salute mentale in Piemonte e sensibilizzare la Regione su queste patologie affinché vengano intraprese le azioni opportune per facilitare l’accesso agli approcci di cura più appropriati e innovativi per i pazienti che soffrono di depressione.

L’incontro si terrà in forma virtuale il 10 luglio 2020 dalle ore 11.30 alle 13.00.

La partecipazione è gratuita. Per iscriversi e poter ricevere il link per collegarsi all’evento in forma virtuale è obbligatorio compilare il modulo disponibile al seguente indirizzo web entro mercoledì 8 luglio:https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_cPIfknfoStOFu3p3cj0IYA

N.B.: è necessario aver installato l’applicazione ZOOM sul proprio PC.
Per le istruzioni consultare il manuale disponibile al seguente
link:https://www.ondaosservatorio.it/app/../ondauploads/2020/06/Webinar-guida-per-i-partecipanti.pdf

  • Una volta compilato il modulo verrà inviata una e-mail di conferma all’indirizzo di posta indicato nel modulo, con il link per partecipare all’evento.
  • Il giorno prima dell’evento verrà inviato un promemoria con il link per partecipare all’incontro.

Fonte: Onda Osservatorio

200 mila depressi in più dopo il Covid-19

Alcuni hanno ancora paura del Covid-19, e restano a casa. L’isolamento e il distanziamento forzato hanno cambiato alcune dinamiche sociali, ma ha anche acuito fenomeni già esistenti nella società di oggi.

In Italia già 100 mila Hikikomori

Negli ultimi tempi gli specialisti hanno studiato diversi fenomeni psicologici derivanti dalla quarantena, e ne viene fuori una fotografia preoccupante. In particolare emerge un avanzamento della sindrome Hikikomori nei giovani. In giapponese la parola significa “stare in disparte”. Il fenomeno riguarda persone che non lavorano, non studiano e escono poco da casa. Gli esperti ritengono che ciò avvenga per diversi fattori, legati a fallimenti scolastici e nella vita di relazione. Altre cause potrebbero trovarsi nelle famiglie, che esasperano i ragazzi con un’eccessiva competizione scolastica o sportiva. L’ambiente circostante di certo non aiuta, perché è noto da tempo che l’urbanizzazione delle città tende a creare persone depresse. Un’ulteriore causa di isolamento potrebbe trovarsi nei social, o meglio nel tempo che i ragazzi trascorrono sui social, togliendolo alle relazioni. La sindrome di Hikikomori è stata evidenziata in Giappone per la prima volta, ma si sta espandendo in altri paesi come in Italia, India, Finlandia, Marocco, Oman, Francia, ma anche negli Stati Uniti. Le condizioni esterne non sono affatto favorevoli: mancanza di lavoro, per cui pochi stimoli ad uscire, società frenetica, basata sul consumismo, città caotiche e industrializzate. Questi sono tutti elementi che non aiutano ad uscire da questo problema.

200 mila persone depresse in più dopo il Covid-19

Qualcuno l’ha chiamata la sindrome della capanna; si tratta di persone che passata l’emergenza continuano la loro vita in un isolamento volontario. Nei giorni della quarantena, bisogna dirselo, è cresciuta l’ansia e la depressione, o almeno tutti hanno fatto i conti con un forte senso di preoccupazione, che non è stato molto piacevole (ma è più che normale, ci mancherebbe!). Resistere era la parola che si è sentita di più, come quelle altre più ottimistiche da Mulino Bianco come “ce la faremo” o “andrà tutto bene”, ma a volte bisogna anche fare i conti con la realtà, anche se l’ottimismo è fondamentale. Fra i camici bianchi è frequente la sindrome di burnout, che abbiamo trattato in un articolo precedente.

E la realtà è diversa da come spesso ce la voglio descrivere. La crisi economica e la disoccupazione hanno generato nuovi depressi. Andiamolo a dire ad un disoccupato o a chi ha chiuso un’attività commerciale in piedi da anni, che non deve preoccuparsi e non deve deprimersi. Solo in Lombardia si stimano 150 mila persone depresse in più, in quel luogo oltre alla crisi economica c’è stato molto di più, e lo sappiamo bene. C’è gente che non ha iniziato ancora a realizzare cosa sia davvero successo, persone che devono ancora elaborare lutti avvenuti nel peggiore dei modi.

Il coronavirus non causa solo problemi respiratori ma, in modo indiretto, a causa anche del lockdown, ha causato (e sta causando) ansia e depressione. E tutti gli esperti hanno lanciato l’allarme per  una vera e propria “ondata” di disturbi mentali – i dati arrivano dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere.

La Fondazione Onda-Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, ha organizzato una serie di incontri a Milano sul tema – Infatti gli esperti, gli specialisti, i medici di base, e anche le istituzioni stanno cercando di comprendere come affrontare il problema. Per fortuna, molti psicologi e associazioni si stanno muovendo, offrendo supporto gratuito anche attraverso l’istituzione di numeri verdi per l’ascolto. Il 10 luglio Onda Osservatorio ha organizzato un incontro virtuale gratuito per presentare il Manifesto “Uscire dall’ombra della depressione”.

In un articolo su LaRepubblica si legge:

I costi diretti non sono l’unico tassello da tenere in considerazione se si vuole cogliere il peso economico e sociale di questa patologia. I costi indiretti (sociali e previdenziali) la fanno da padrone rappresentando il 70% del totale dei costi della malattia – spiega Francesco Saverio Mennini, professore di Economia Sanitaria e Direttore del Eehta del Ceis dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. “Basti pensare ai costi previdenziali legati all’elevato numero di giorni di assenza dal lavoro causato dalla depressione maggiore, alla perdita di produttività legata al presenteismo. Visto l’incremento previsto del numero delle persone con depressione in seguito alla pandemia di Covid-19, il peso economico della malattia è destinato ad aumentare“. Gestire il paziente in una fase precoce della malattia consente non solo un miglioramento della sua qualità di vita, ma anche una riduzione dell’impatto dei costi per il sistema sanitario e sociale”.

Questi sono solo alcuni dei fenomeni che ci hanno letteralmente invaso, si potrebbe parlare di tanti altri elementi che hanno investito la vita pubblica e sociale, come anche quella politica, la quale ha conosciuto nuovi orizzonti, e non sappiamo dire ancora se si possa considerare un bene o un male. Non meno importante è il ruolo dell’informazione, dove vi sono e vi erano già, personaggi che dovrebbero solo sparire dalla circolazione. Come non fare, infine, solo un accenno ai furbi di ogni sorta; in particolare a chi ha lucrato sui prodotti, a chi ha sfruttato la paura, a chi ha approfittato nelle più svariate forme possibili di questi  momenti di fragilità. Come non avere un pensiero anche per chi ha deciso di essere malato per due o tre mesi, con la complicità di medici compiacenti. A tutti loro un affettuoso e caloroso saluto, siete come l’erbaccia: fastidiosa, maleodorante e inutile, che quando viene strappata può andare solo nel fuoco.

 

 

 

 

No allo spreco: Partecipa alla challenge su TikTok #cucinasenzasprechi

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Il Presidente di Unc Massimiliano Dona lancia su TikTok la challenge #cucinasenzasprechi. Il video contro gli sprechi è una delle iniziative di All you need is food, progetto di UNC e Udicon contro lo spreco alimentare.

Unc ti sfida! Parte in questi giorni su TikTok la challenge dell’Unione Nazionale Consumatori #cucinasenzasprechi: “quando delicatessen e avanzi si incontrano! Unione Nazionale Consumatori ti sfida: riesci a cucinare un piatto delizioso solo con gli avanzi che trovi in frigorifero? Alcuni food creator e chef giudicheranno le migliori creazioni con un video reaction!” dedicata alla lotta agli sprechi.

“Negli ultimi mesi rimanendo maggiormente a casa un po’ tutti gli italiani hanno riscoperto la passione per la cucina -dichiara il Presidente Massimiliano Dona- ma è facile improvvisarsi chef con una dispensa a disposizione e ingredienti di primo ordine, la vera sfida è portare a tavola un buon piatto con gli avanzi che si hanno nel frigo! Anch’io mi metterò in gioco utilizzando alimenti di scarto e recupero per dimostrare che non sprecare è possibile, partendo dalle nostre cucine!”

La challenge è una delle iniziative di “All you need is food”, progetto realizzato in partenariato dalla nostra Unione Nazionale Consumatori e U.Di.Con. e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (ai sensi dell’art. 72 DL del 03/07/2017 n.117 e S.M.I., annualità 2018) con l’obiettivo di favorire la conoscenza del tema spreco alimentare e una maggiore consapevolezza del ruolo che ciascun consumatore svolge nella prevenzione.

“L’obiettivo del progetto è parlare ai giovani e alle loro famiglie, per questo abbiamo scelto TikTok, piattaforma creativa per eccellenza -aggiunge l’avvocato Dona che sul suo canale personale ha un seguito di oltre 86 mila follower. Su TikTok gli utenti possono esprimere liberamente il proprio talento e creatività, accostando contenuti comici a video educativi, in cui condividere curiosità e passioni. Ad arricchirli maggiormente, il linguaggio fresco e dinamico della piattaforma. Il supporto di TikTok per l’iniziativa #cucinasenzasprechi è per noi fondamentale al fine di amplificare e diffondere maggiormente il messaggio contro lo spreco alimentare”.

La challenge, lanciata il 15 giugno 2020, ha ottenuto il supporto e la partecipazione di numerosi creator tra i più seguiti della piattaforma come cooker.girl, rafael.nistor, missmammasorriso, chefincamicia,mochohf che hanno mostrato cosa riescono a cucinare con gli avanzi che trovano nel loro frigorifero.

Trading on line: conviene?

Cos’è il trading on line: la definizione

Partiamo dalla definizione di Wikipedia: il trading on line è la compravendita di strumenti finanziari tramite internet. Esso è nato in Italia solo nel 1999, quando il “Nuovo Regolamento Consob di attuazione del Testo Unico dei mercati finanziari” ne ha regolamentato gli aspetti.

Oggi il trading on line è accessibile a tutti, ma bisogna comprendere alcune dinamiche e avere delle conoscenze, che si possono acquisire se si ha buona volontà e impegno. Da molti anni, infatti, piccoli investitori hanno deciso di investire piccole somme di denaro, parliamo anche di poche centinaia di euro ed eseguire in prima persona piccole operazioni, per guadagnare somme di denaro ogni giorno, ogni settimana e ogni mese. Il trading on line fa guadagnare l’investitore sulla differenza di prezzo fra acquisto e vendita. Si intuisce subito che si tratta di un’attività che presenta dei rischi, il segreto è far abbassare la percentuale di rischio, e in che modo si può fare, lo vedremo più avanti.  Il trading on line è la forma di investimento più utilizzata per guadagnare on line.

Il trading on line può essere fatto con un computer e anche attraverso uno smartphone, ma è così semplice? No, nulla è facile se non si creano i presupposti adeguati. Il trading on line può considerarsi una piccola attività economica che procura piccole entrate.

Quali sono i presupposti per fare il trading on line:

  • Aprire un conto deposito con un intermediario autorizzato e riconosciuto con licenza dalla Consob o da un ente equivalente (è possibile controllare sul sito della Consob – Elenco Intermediari autorizzati Consob );
  • Studiare e seguire un corso ( molte piattaforme offrono corsi base gratuiti e una consulenza iniziale gratuita, ma è possibile integrare questi strumenti con altri disponibili su piattaforme di formazione on line) – elenco corsi on line per il trading ;
  • Iniziare a operare con piccole somme, mettendo in pratica le conoscenze acquisite e facendo ricorso alla consulenza offerta dalla piattaforma;
  • Mettere a punto una strategia e fissare degli obiettivi

Partiamo dall’ultimo punto: strategie e obiettivi. Le due cose sono strettamente legate, quando si decide di iniziare un’attività, qualunque essa sia è necessario fissare degli obiettivi, è fondamentale, perché ogni attività viene intrapresa perché si vuole raggiungere un risultato. Dopo l’obiettivo bisogna stabilire quale strategia seguire per raggiungere il risultato prefissato. Si tratta di due semplici cose, attorno alle quali gira tutta l’attività. Qualsiasi tipo di attività decidiamo di svolgere ha bisogno di queste due colonne portanti: strategie e obiettivi.

Esempio – L’obiettivo è il guadagno che vuoi realizzare in una settimana o in un mese, mentre la strategia sono le azioni che devi compiere per raggiungere l’obiettivo. Tradotto per il trading on line: Strategia –  preparazione e studio, corso on line, conto demo (molte piattaforme consentono un periodo di prova sui mercati a rischio zero per le prime operazioni) – Conto deposito 300€ – obiettivo mensile 200€ – numero di operazioni mensili 25 

Gli obiettivi devono essere all’altezza della strategia, ad esempio se fai un deposito di 200€ e non frequenti un corso, non segui le notizie, non fai molte operazioni, non puoi fissare un obiettivo di guadagno di 1.000€ in un mese. L’obiettivo deve essere raggiungibile in base al tipo di strategia che si vuole applicare: studio, conto deposito, numero di operazioni, impegno.

Come si abbassa la percentuale di rischio con il trading on line

Attuando, semplicemente le tecniche e le strategie studiate. Chi decide di operare in borsa, senza alcuna conoscenza e facendo operazioni, come si giocano i numeri al lotto non è idoneo a svolgere questo tipo di attività. L’inesperto ha un’altissima percentuale di rischio, su 20 operazioni potrà chiudere 2 o 3 in positivo. L’investitore, invece che segue i mercati, consulta i siti finanziari, si confronta con altri trader o consulenti, pondera bene le opportunità prima di effettuare un’operazione avrà ridotto di molto la percentuale di rischio. Esempio: ha una percentuale di buon esito sulle operazioni del 95% – tradotto in termini pratici vuol dire avere 28 operazioni positive su 30. Le operazioni positive su  30 potrebbero essere anche 25 oppure 22, in ogni caso, l’attività di trading sarà in positivo, perché le operazioni andate a buon fine copriranno le operazioni in negativo.

Le qualità di un trader:

  • senso di responsabilità e buon senso (il trader modello deve essere consapevole di ciò che fa, dei rischi e restare con i piedi per terra – non cercare mai di strafare, anche quando il mercato è favorevole, ma accontentarsi degli obiettivi fissati);
  • Fiducia, il trader deve avere fiducia nei mercati e nelle sue capacità e non perdersi mai d’animo, soprattutto quando subisce qualche perdita, anzi deve fare tesoro di quell’insegnamento e comprendere dove è stato commesso un eventuale errore;
  • Sangue freddo, chi fa il trading on line non si fa trasportare dalle emozioni, né da quelle positive e neppure da quelle negative, se una giornata è strana e i mercati sono nervosi meglio lasciar perdere e riprendere il giorno successivo;
  • Seguire i consigli, sul web e sui social ci sono molti esperti che danno consigli e suggerimenti; è importante iscriversi nei gruppi e seguire alcuni siti che offrono analisi dettagliate e aggiornate e continuare a studiare, e soprattutto ascoltare i consigli degli esperti

I vantaggi del trading on line sono l’economicità rispetto ad altre forme di investimento, la velocità, è possibile concludere un’operazione nella stessa giornata, praticità, comodità, burocrazia azzerata. Altri vantaggi possono sintetizzarsi nell’investimento di capitali non ingenti, la possibilità di poter operare su mercato che offre numerose opportunità fra cui criptovalute, azioni, coppie valutarie, materie prime, indici di borsa e quindi diversificare sia i guadagni sia i rischi.

 

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