Ogni giorno la Protezione civile pubblica puntualmente i suoi numeri, e puntualmente sulle pagine social, milioni di utenti, comuni cittadini e contribuenti commentano quei dati democraticamente. Spesso è confortante leggere commenti di persone, che appaiono molto competenti e più informate degli addetti alla nostra protezione. I commenti sono pensati e ragionati, alcuni molto forti e populisti, ma vale la pena di leggerli, per comprendere ciò che pensa la gente.
Fatto a mano: come la manualità salva lo spirito
Rosemary Davidson ha lavorato come editor in Random House, dove ha lanciato il marchio Square Peg nel 2008. Sotto il vigile occhio di una nonna sarta, ha incominciato a farsi i suoi primi vestiti fin da adolescente. Ha continuato a cucire e a lavorare a maglia e attualmente ha aggiunto anche la ceramica alle sue attività manuali. Vive a Londra. Arzu Tahsin ha lavorato nell'editoria per più di venticinque anni, iniziando come stagista e arrivando a pubblicare autori come Khaled Hosseini e Maiala Yousafzai. Non ricorda nessun momento della sua vita in cui non stesse facendo qualche lavoro manuale. Dagli ukiyo-e giapponesi, alla rilegatura, alla tessitura, Arzu Tahsin spazia da un'attività a un'altra senza escluderne nessuna.
I libri ci raccontano il mondo
L’Islanda ha il più alto numero di scrittori e lettori, c’è infatti, uno scrittore ogni dieci abitanti. Questo paese, non a caso, ogni anno ha un posto nella classifica dei paesi più felici al mondo. Gli abitanti, tutti gli anni ricevono un catalogo delle nuove uscite in libreria, bisogna prepararsi per il Natale e pensare ai regali da fare e a quelli da ricevere: libri. L’era del Covid-19 rappresenta uno spartiacque senza precedenti, uno di quelli per cui abbiamo dovuto modificare le nostre vite e il nostro modo di pensare, in questo periodo sono nati tanti nuovi libri, che hanno cercato di raccontare o di fare analisi della fase attuale. Personalmente, credo sia prematuro, oggi, scrivere un libro sul Covid-19 o almeno su aspetti di cui si parla a volontà, forse è scontato, è semplicemente presto per fare il punto della situazione; c’è talmente tanta carne sul fuoco, che tutto ciò di cui si discute è in continua e rapida evoluzione. Sta di fatto che sono usciti testi che hanno raccontato la crisi economica, la quarantena e anche gli aspetti scientifici dell’emergenza sanitaria in corso. Va tutto bene, perché i libri raccontano il mondo e i suoi cambiamenti, perfino la voglia di chi vuole rivelare o descrivere un malessere e uno stato d’animo. Bisogna, però, fare una netta distinzione, fra un libro vero e un libro contenitore, che esprime poco di quella saggezza di cui la società ha tanto bisogno. Ecco perché, vale la pena leggere le recensioni, consultare le nuove uscite editoriali e dare un’occhiata magari anche agli estratti, per accorgersi quando e quanto il mondo ci parla attraverso i libri. Sì, perché attraverso il libri noi scopriamo e riscopriamo il mondo e noi stessi.
Vangelo secondo Mattia Ferrari: Pescatori di uomini
Il 3 marzo 2020 è apparsa una bellissima intervista su illibraio.it, realizzata da Amelia Cartia ad un giovane prete, autore di "Pescatori di uomini" , che riportiamo di seguito. Mattia Ferrari ha ventisei anni e un colletto bianco, di quelli che si usavano quando ancora i preti portavano la talare. “Scusi, eh, è che sto di corsa ché siamo in emergenza per il virus”. Al primo minuto sono chiare due cose. Uno: il ragazzo è emiliano. E due: non ha intenzione di starsene fermo in canonica. Tanto che nell’ottobre del 2018 sopra il colletto ha messo una felpa blu, ed è andato in mare con la Ong Mediterranea, sulla nave Mare Jonio: per andare incontro ai barconi partiti dalla Libia e prendere a bordo il disperato carico di umani in fuga, evitandone così lo sbarco clandestino sulle coste siciliane, o l’annegamento.
Cybersecurity: le PMI italiane esposte ad attacchi informatici
La pandemia da Coronavirus ha messo le PMI italiane di fronte alle proprie vulnerabilità e debolezze. Come emerso da uno studio di Capterra Italia rilasciato a inizio Aprile, il 47% delle aziende italiane non era pronta per permettere uno smart working massiccio dei dipendenti, a causa della mancanza di strumenti appropriati e, purtroppo, anche di misure di sicurezza. Infatti, del 68% di persone che hanno iniziato a lavorare da casa all’inizio della quarantena, solamente il 24% ha disposizione un computer aziendale. Quest’ultimo dato è apparso particolamente allarmante in termini d’adozione di misure di sicurezza informatica per la protezione dei dati aziendali.
OMS: “40 anni fa abbiamo sconfitto il vaiolo, ora insieme possiamo battere anche il coronavirus”
L'8 maggio di 40 anni fa veniva annunciata la vittoria dell'uomo sul vaiolo, la "prima e unica malattia eradicata su scala globale, attraverso la collaborazione di paesi in tutto il mondo". Da questa eradicazione, "ci sono molte lezioni da imparare che possono aiutare a combattere Covid-19 e prepararsi per future pandemie", fra queste, "l'importanza della cooperazione sanitaria internazionale".
L’isola dove il Covid-19 non c’è
L'isola che non c'è è l'isola del Giglio. L'isola del Giglio, famosa per le vicende avvenute nel 2012, quando la Costa Concordia, una nave da crociera impattò sugli scogli, provocando morti e feriti, oggi ha un altro primato: resiste al Coronavirus. L'isola si trova in provincia di Grosseto e prende il nome dall'Arcipelago toscano. Covid-19 sull'isola del Giglio Tra il 29 aprile al 3 maggio, 723 persone presenti sull'isola (634 residenti e 89 non) sono state sottoposte a tampone per SARS-CoV-2 e solo una è risultata positiva, e anche asintomatica. La persona era rientrata dopo essersi recata fuori dall'isola. Questo caso ha spinto l'Università di Milano ad approfondire i motivi, per i quali la popolazione dell'isola risulta resistere al Covid-19.
Colonnine Smart e tutte le misure per garantire un ritorno al lavoro in sicurezza: fase 2
Già da molto tempo l'OMS sta dando indicazioni per stilare piani di sicurezza nei luoghi di lavoro; si tratta di un passaggio fondamentale per riprendere in piena sicurezza le attività produttive nel paese. In alcuni articoli, lifestyleslow ha trattato i temi riguardanti le raccomandazioni e le indicazioni dell'Oms che vanno in questa in questa direzione. E' del 27 febbraio 2020 la direttiva OMS su come preparare il posto di lavoro Covid-19 C'è da dire che numerosi laboratori e aziende si sono attivate per la ricerca di soluzioni, che potessero garantire prima di ogni cosa la sicurezza ai lavoratori. Il 4 maggio scorso la maggior parte delle aziende hanno riaperto i battenti e il Ministero della Salute ha diffuso le regole da seguire sui mezzi pubblici. La tanto attesa fase 2 sta arrivando. E con essa il graduale ritorno alla normalità lavorativa per moltissime persone, animate da un mix emotivo di sollievo e preoccupazione. Ma le aziende sono davvero pronte a gestire il flusso di dipendenti che da lunedì entreranno in Azienda? A porsi la stessa domanda un team di tecnici ed ingegneri, tra Varese e Milano, che in queste settimane hanno ideato una soluzione altamente innovativa e semplice al tempo stesso. Ne è nata Isotta, la colonnina smart che consente di effettuare uno screening della temperatura corporea e garantire così accessi in sicurezza, limitando notevolmente le probabilità di contagio.
Tre motivi per bere acqua in vetro
Non solo multinazionali e governi sono i responsabili dei cambiamenti climatici e del disastro ambientale che il nostro pianeta sta vivendo. Infatti, gli abitanti della terra contribuiscono e non poco a questo stato di cose, con il loro comportamento se si considera il numero di abitanti che sfiora i 9 miliardi. La prima vera emergenza è la plastica, e nonostante alcune aziende abbiano iniziato a produrre materiale biodegradabile (sacchetti e bottiglie) il problema persiste. Purtroppo la plastica che non viene riciclata finisce inevitabilmente nell'ambiente e nel mare, e questo stato di cose fa sì che gli oceani siano profondamente malati, con tutte le conseguenze che ne derivano. In Europa si producono ogni anno 25 milioni di tonnellate di rifiuti derivanti da plastica, un'enormità.
Fase 2, mezzi pubblici: le raccomandazioni del Ministero della Salute per i viaggiatori
Con la ripresa della mobilità, dopo l'allentamento del lockdown, un numero maggiore di persone si sta spostando con i mezzi pubblici. L’intero sistema di trasporto pubblico, secondo l’Inail, deve essere considerato un contesto a rischio di aggregazione medio-alto, con possibilità di rischio alto nelle ore di punta, soprattutto nelle aree metropolitane ad alta urbanizzazione. Ragion per cui, nell’attuale situazione di persistente circolazione di SarsCoV2, è necessario che i passeggeri quando usano bus, tram, metro o treni rispettino alcune regole fondamentali per evitare il contagio e proteggere la salute di tutti. Eccole.
