Coronavirus, ecco il software che aiuta la diagnosi per l’ affezione da covid-19 attraverso i Raggi-X

La piattaforma elaborata da Nexim Italia è nata per supportare le istituzioni sanitarie schierate in prima linea nell’emergenza sanitaria.

Mentre si cerca di rallentare la curva dei contagi da coronavirus , molte aziende sono pronte a scendere in campo per fornire competenze e software capaci di mappare l’andamento del Covid-19 in modo da consentire la messa a punto di strategie di contenimento sempre più efficaci. Tra queste, c’è anche Nexim Italia, la start-up di Telecomunicazioni guidata dal sassarese Simone Dore, «gioiellino» delle telecomunicazioni nazionali, specializzati nella progettazione, sviluppo e fornitura di sistemi di connettività, Data Center e Cyber-Security. Al suo interno vi è anche una divisione che si occupa di intelligenza artificiale e sistemi di calcolo.

Come funziona la piattaforma
La piattaforma ideata da Simone Dore si chiama Armadillo Scan “AS” ed è nata per supportare le istituzioni coinvolte nell’emergenza sanitaria. AS è infatti in grado di raccogliere, elaborare e aggregare le immagini provenienti da dispositivi di radiografia: la piattaforma permette quindi di individuare i potenziali focolai d’infezione da Covid-19 e consente di contenere e tracciare e monitorare i parametri di quelli già scoperti. L’elaborazione dei dati, messi volontariamente a disposizione dalle istituzioni mondiali degli utenti risultati positivi, garantisce una veloce tracciatura di una possibile affezione con una accuratezza del 90/92%. Attualmente la curva di precisione viene calcolata su un data-set di immagini di non altissima risoluzione, cosa che potrebbe aumentare se le immagini provenissero direttamente dalle macchine radiografiche senza ulteriori manipolazioni.

Il software è stato brevettato e reso disponibile gratuitamente per le analisi della comunità scientifica, lo staff di ricerca e sviluppo di AS è disponibile per interagire con il settore medico per aumentarne l’ affidabilità.  Attraverso algoritmi di intelligenza artificiale, reti neurali e un Data Center con altissime performance di affidabilità interno alla struttura Nexim, è possibile attraverso la propria potenza di calcolo elaborare un risultato di positività in meno di 5 secondi. Il software può essere un’ arma vincente in quei paesi dove le strutture sanitarie non hanno a disposizione laboratori di analisi o reagenti sufficenti al contrasto della pandemia.

Armadillo Scan: anche un algoritmo può contribuire a sconfiggere il virus
È proprio per identificare la presenza di uno o più individui nello stesso arco di tempo e spazio che Simone ha utilizzato la definizione di “golpe” (colpito in spagnolo). «Siamo in prima linea con l’intelligenza artificiale e la capacità di analizzare grandi quantità di dati multiformi per prevenire ulteriore contagio – spiega l’amministratore delegato di Nexim Italia Simone Dore -. La filiera che unisce tutti, da chi sta male a chi assiste in prima linea sul campo può rafforzarsi con il contributo di competenze nazionali maturate in tre anni di esperienza messe a disposizione a titolo gratuito». Anche un algoritmo, prosegue il ceo, «può contribuire a sconfiggere il virus anticipandolo, contenendolo, capendolo e permettendo a chi governa di prendere decisioni efficaci».   

L’app creata da Nexim Italia
Nexim si è mossa fin dall’inizio dell’emergenza e, prosegue Dore, «abbiamo lavorato ininterrottamente per poter schierare anche “armi digitali” contro un evento imprevedibile, a difesa di un bene primario: la vita di tutti». La loro “arma digitale” è appunto “Armadillo” e l’azienda ha creato anche un’applicazione che permette, sempre su base volontaria e anonima, di memorizzare in modo puntuale i propri movimenti tramite Gps, celle telefoniche e punti di accesso wi-fi. Questi dati saranno poi conservati in modalità cifrati sul telefono del soggetto: se poi l’utente risulterà positivo, potrà a quel punto autorizzare l’accesso a tali informazioni per consentire di analizzare esattamente il percorso che ha fatto mettendo in relazione tutti i dati collezionati nel tempo.

fonte: Comunicato Stampa Redazione Nexim

stampa@nexim.it

Quali mascherine usare, facciamo chiarezza

L’ABC delle mascherine

Il Coronavirus Covid-19 ha preso di sorpresa tutti, anche gli esperti e i ricercatori che in queste ore studiano il comportamento di questa malattia per poter trovare soluzioni. Almeno però le mascherine le dovremmo conoscere, e comprendere come funzionano e come vanno utilizzate.

Le mascherine FFP3 (efficacia del 92% e del 98% contro i virus  vanno sostituite perché il filtro si esaurisce dopo qualche ora)hanno una valvola di esalazione, cioè chi la indossa emana aria, per questo deve essere utilizzata esclusivamente negli ospedali dal personale sanitario. Medici e infermieri, infatti, sono a contatto con migliaia di pazienti e questa mascherina protegge dal virus e permette di respirare normalmente, per cui protegge se stessi ma non gli altri. Questo è il motivo per il quale non deve essere usata dai cittadini per uscire e frequentare supermercati o luoghi chiusi, perché è come non averla.

Le mascherine FFP2 (efficacia del 92% e del 98% contro i virus  vanno sostituite perché il filtro si esaurisce dopo qualche ora)  con valvola di esalazione hanno la stessa funzione delle FFP3 e di solito sono utilizzate dai soccorritori.

Le mascherine FFP2 senza valvola possono essere usate dai medici di base e dalle guardie mediche.

Le mascherine chirurgiche (ne esistono diversi tipi in base ai veli filtranti) sono quelle che possono essere utilizzate dai cittadini, le forze dell’ordine e anche gli addetti agli uffici pubblici perché proteggono gli altri da un possibile contagio. Le mascherine FFP2 e FFP3 attraverso la valvola fanno sì che fuoriescano esalazioni, per cui se tutti le utilizzassero il virus si diffonderebbe rapidamente, perché è come non averle. La mascherina chirurgica va sostituita dopo poche ore o buttata via quando si ritorna dalla spesa; si potrebbe pensare anche di disinfettarla adeguatamente con prodotti specifici e utilizzarla per un altro paio di volte.

Le mascherine con la valvola vanno utilizzate anche in tutti i casi nei quali non è possibile rispettare la distanza di sicurezza, che resta la misura necessaria per evitare ogni contagio.

Quando non serve la mascherina?

  • Quando si cammina all’aperto e non ci sono persone nelle immediate vicinanze;
  • Quando si viaggia da soli in auto;
  • In tutti i casi in cui si mantiene una distanza con altre persone di almeno un metro

Il modo corretto per utilizzarle:

  • Lavarsi le mani con una soluzione alcolica disinfettante;
  • Indossarle toccando solo l’elastico;
  • Toglierle seguendo le stesse modalità e vanno gettate nei rifiuti indifferienziati

Purtroppo anche gli esperti sono confusi, e per questo si sentono spesso pareri discordanti. L’OMS sostiene che le mascherine non servono sempre, mentre la Regione Lombardia, in queste ore le ha rese obbligatorie per tutti i cittadini. Nel frattempo l’OMS sta effettuando nuovi studi e presto potrebbero esserci dei cambiamenti anche nell’utilizzo di mascherine.

Ad oggi l’Oms raccomanda una distanza minima di almeno un metro fra le persone, e sottolinea che le persone che mostrano i sintomi della malattia dovrebbero indossare le mascherine. Il nuovo studio dell’Organizzazione indica che le goccioline emesse con un colpo di tosse o con uno starnuto possono raggiungere fino a sei e otto metri di distanza. Tuttavia, le microparticelle più piccole possono ‘viaggiare’ nell’aria anche per distanze ben più lunghe. Se questi dati verranno confermati, ha commentato Heymann, è possibile che indossare una mascherina sia altrettanto efficace o più efficace della distanza.

 

 

Leggi anche Articolo Larepubblica – Infettivologa: La mascherina chirurgica è un atto di generosità, quella con la valvola protegge solo chi la indossa

Coronavirus: diffusione più rapida con il freddo secco

Il Coronavirus si diffonde più rapidamente con il freddo secco e l’umidità.

A confermarlo è uno studio dell’Università Statale di Milano, Dipartimento di Scienze e Politiche ambientali; i ricercatori Francesco Ficetola e Diego Rubolini, utilizzando il database (con i casi confermati giornalieri di Covid-19) della Johns Hopkins University, hanno realizzato mappe globali.

Tale studio ha permesso ai due ricercatori di compiere una previsione dello sviluppo del Virus ad ampio raggio. Ciò che è stato fatto è mettere in relazione il tasso di crescita e diffusione del virus (100 nazioni e macroregioni) con le temperature registrate nei mesi della pandemia. Il risultato della ricerca ha evidenziato che il virus si propaga più rapidamente in temperature che si aggirano intorno ai 5 gradi e con umidità medio bassa.

L’epidemia sembra non aver risparmiato nessuna zona della terra, ma lo studio italiano dimostra che l’epidemia è meno veloce in zone calde.

Il Virus può essere influenzato dal clima ma allo stesso tempo può mettere a rischio la qualità delle previsioni meteo, compromettendo anche i sistemi di allerta meteo e lo studio dei cambiamenti climatici. Tale ipotesi è stata avanzata dagli  esperti dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), che affermano che la riduzione del traffico aereo ha  già causato un calo della raccolta dati sulle condizioni atmosferiche.

Covid-19: Pipistrello o mano umana, nessuno aveva previsto il fattore X

Medici albanesi in aiuto agli ospedali italiani, sono arrivati con un volo speciale a Verona

“Paesi ricchissimi hanno voltato le spalle agli altri. Noi non siamo ricchi ma neanche privi di memoria” ha dichiarato il Premier albanese Edi Rama e sono parole queste che rimbombano nell’Europa deserta, sconvolta dal Coronavirus Covid-19, ma anche morta, sì perché lo spirito che dovrebbe accomunare i paesi europei è svanito oppure non è mai esistito.

Non siamo privi di memoria: non possiamo non dimostrare all’Italia che l’Albania e gli albanesi non abbandonano mai un proprio amico in difficoltà. Oggi siamo tutti italiani, e l’Italia deve vincere e vincerà questa guerra anche per noi, per l’Europa e il mondo intero” ha continuato il Premier albanese. Il 29 marzo 2020 è atterrato all’aeroporto di Verona il volo con a bordo il team di 30 medici albanesi, che andranno ad aiutare i colleghi negli ospedali di Brescia. Nei giorni scorsi sono arrivati medici dalla Russia e si attendono medici dalla Polonia. Nelle scorse settimane gli aiuti al nostro paese sono arrivati anche da altri, come la Germania che ha inviato materiale sanitario.

Sull’emergenza sanitaria che sta dilaniando il mondo in queste settimane impazza qualsiasi tipo di teoria sulle sue origini, dal pipistrello al complotto. Ciò che in questo momento è però più urgente è focalizzare l’attenzione sulla ricerca scientifica, che dovrà testare un vaccino quanto prima e continuare con la sperimentazione dei farmaci che attualmente l’AIFA ha autorizzato per trattare la polmonite da Covid-19.

Perché l’Albania è riconoscente all’Italia?

Nella vicina Albania si parla italiano, ciò fa comprendere quanto sia forte il legame fra i due paesi. L’Albania è scelta ogni anno da molti italiani come meta per le vacanze, per mare e spiagge bellissime. Fino agli anni ’90, il paese è stato chiuso al resto del mondo a causa del Comunismo e dei suoi effetti. Dopo quegli anni difficili il paese è rinato, si è messa in moto l’economia, anche se in modo lento e con una velocità diversa in base alle varie zone. In Albania vi sono dei paesaggi incontaminati, e da qualche tempo si è iniziato anche a costruire, anche se alcune zone restano povere e ancora oggi molti albanesi preferiscono cercare di costruirsi un avvenire proprio in Italia, dove trovano lavori che molti italiani reputano umili. Molti ricordano ancora gli sbarchi in Italia, milioni di albanesi che tentavano di raggiungere l’Italia e trovare una vita migliore, quelli erano i viaggi della disperazione.

Non c’è bisogno di un complotto o di una sfera di cristallo per capire ciò che accadrà nel prossimo futuro, anche se queste sono settimane di frenetico riposo, durante le quali si sta brancolando nel buio assoluto da molti punti di vista. L’attenzione pubblica in questi giorni si focalizza fondamentalmente su due settori: quello della sanità, in particolare la ricerca e quello economico. Per quale motivo l’Italia sia stata colpita dal virus per prima e in modo così violento, probabilmente resterà un mistero. Fra le tante ipotesi o possibilità restano dubbi, però anche se i “Complottisti”, in un certo senso avessero ragione, chiunque abbia pensato ad un eventuale piano è comunque una mente umana, la quale può fallire o compiere qualche passo falso. Ciò che sta accadendo e ciò che è accaduto in queste settimane in Italia è tutto e il contrario di tutto, ad iniziare dall’emergenza dichiarata il 31 gennaio e la chiusura parziale del paese arrivata solo l’8 marzo. L’Italia è un paese con mille risorse, ricco sotto tanti punti di vista, anche se non ha mai avuto governi all’altezza delle sue bellezze e delle sue potenzialità. Un pipistrello o una fredda mente umana non potrebbero prevedere o costruire in laboratorio, nemmeno se lo volessero, la forza e il coraggio, la solidarietà e la generosità, la capacità di rialzarsi, ma anche la forte vocazione alla creatività, la capacità di intrattenere buoni rapporti di amicizia, per cui molti paesi, ultimo l’Albania, si sono mossi in soccorso dell’Italia, inviando aiuti e medici. Un pipistrello non potrebbe mai immaginare eccellenze in campo medico e nella ricerca scientifica (da sempre bistrattata e sottopagata, che stupidi!). Nessuno potrebbe creare in provetta la spiritualità e il senso di appartenenza, il sentimento religioso, a cui molti si rivolgono in questo momento difficile. Troppe cose stanno accadendo e stanno cambiando minuto per minuto, ma molte sono positive, work in progress, di resistenza, di ricerca, di lotta, di preghiera. Accadrà qualcosa che va oltre ogni comprensione umana, pipistrello o mente.

Le case di moda scendono in campo per l’emergenza Covid-19

La creatività si trasforma in generosità, è quello che sta accadendo in Italia. Ma ora il fiume della solidarietà si è innescato in tutto il mondo.

Ancora una volta l’Italia fa da traino alla condivisione e vince sempre le gare dove conta il cuore. Le grandi case di moda italiane combattono il Coronavirus trasformandosi in fabbriche di mascherine e camici, e  anche gli stilisti stranieri stanno seguendo l’esempio dell’Italia. Gucci, Prada a anche Armani stano producendo senza un marchio, rinunciando al brand che il contraddistingue. Niente più abiti firmati di alta moda quindi, ma camici protettivi monouso. Giorgio Armani ha anche donato agli ospedali 2 milioni di euro alla Protezione Civile e agli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele, Istituto dei Tumori di Milano e dello Spallanzani di Roma, e ha fatto sapere di aver convertito i suoi stabilimenti di Trento, Carré, Matelica e Settimo; infatti qui si produrranno camici destinati alla protezione individuale degli operatori sanitari impegnati a fronteggiare il Coronavirus.

Gucci ha lanciato una campagna di crowdfunding chiamata We Are All In This Together con la quale invita i suoi 70 milioni di follower a partecipare diventando #changemakers.

La casa di moda Valentino si è unita alle aziende del lusso toscane (da Prada a Ferragamo) che si sono attivate per produrre mascherine e camici. Inoltre, Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, hanno devoluto un milione di euro al Policlinico Agostino Gemelli di Roma.

Gildo Zegna, Ceo di Ermenegildo Zegna afferma:  «In Zegna crediamo che le nostre azioni di oggi determinino il nostro domani. La pandemia che stiamo affrontando è un appello per tutti ad agire. Ognuno di noi deve fare la propria parte per contrastare questa emergenza globale», La casa Zegna dedicherà una parte delle linee produttive dei suoi impianti in Italia e Svizzera alla produzione di mascherine mediche e camici monouso sia per i propri dipendenti sia per medici e operatori sanitari.

Prada ha avviato la produzione il 18 marzo con un piano di consegne di 80 mila camici e 110  mila mascherine per gli ospedali toscani, che terminerà il 6 aprile. La lista dei grandi marchi italiani che stanno contribuendo alla lotta contro il Covid-19 è lunga: Bulgari dopo una consistente donazione allo Spallanzani, produrrà gel disinfettante al posto dei profumi (6 mila pezzi al giorno), Gioielli Damiani ha messo a disposizione della Protezione civile un edificio acquistato per la sede produttiva, Dolce e Gabbana finanziano un importante studio coordinato dal Professor Albero Mantovani riguardo alle risposte al Coronavirus del sistema immunitario. Ancora la casa Geox regala un milione di euro al Veneto. 200 mila euro donati alla terapia intensiva del San Raffaele di Milano da Donatella Versace e da sua figlia Allegra. Dieci milioni di euro arrivano da Moncler e sono destinati all’Ex fiera di Milano, trasformata in polo ospedaliero con 400 posti di rianimazione.

 

Papa Francesco invoca la fine dell’epidemia da Coronavirus

È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te

Perché avete paura? Non avete ancora fede?

Il 27 marzo 2020 alle ore 18 Papa Francesco ha condiviso con i fedeli un momento di preghiera straordinario, con la benedizione Urbi et Orbi. Il Papa ha percorso Piazza San Pietro completamente vuota. la Benedizione “Urbi et Orbi”,  trasmessa in mondovisione permette di ricevere l’indulgenza plenaria, “secondo le condizioni previste dal recente decreto della Penitenzieria Apostolica”.

Testo cantato prima dell’omelia dal lettore:

Ascoltate la Parola del Signore dal Vangelo secondo Marco 4, 35-41
In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva».

E,congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!».
Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

Il testo integrale dell’omelia di Papa Francesco:

«Venuta la sera» (Mc 4,35). Così inizia il Vangelo che abbiamo ascoltato. Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo trovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: «Siamo perduti» (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme.

È facile ritrovarci in questo racconto. Quello che risulta difficile è capire l’atteggiamento di Gesù. Mentre i discepoli sono naturalmente allarmati e disperati, Egli sta a poppa, proprio nella parte della barca che per prima va a fondo. E che cosa fa? Nonostante il trambusto, dorme sereno, fiducioso nel Padre – è l’unica volta in cui nel Vangelo vediamo Gesù che dorme –. Quando poi viene svegliato, dopo aver calmato il vento e le acque, si rivolge ai discepoli in tono di rimprovero: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?» (v. 40).

Cerchiamo di comprendere. In che cosa consiste la mancanza di fede dei discepoli, che si contrappone alla fiducia di Gesù? Essi non avevano smesso di credere in Lui, infatti lo invocano. Ma vediamo come lo invocano: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?» (v. 38). Non t’importa: pensano che Gesù si disinteressi di loro, che non si curi di loro. Tra di noi, nelle nostre famiglie, una delle cose che fa più male è quando ci sentiamo dire: “Non t’importa di me?”. È una frase che ferisce e scatena tempeste nel cuore. Avrà scosso anche Gesù. Perché a nessuno più che a Lui importa di noi. Infatti, una volta invocato, salva i suoi discepoli sfiduciati.

La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità. La tempesta pone allo scoperto tutti i propositi di “imballare” e dimenticare ciò che ha nutrito l’anima dei nostri popoli; tutti quei tentativi di anestetizzare con abitudini apparentemente “salvatrici”, incapaci di fare appello alle nostre radici e di evocare la memoria dei nostri anziani, privandoci così dell’immunità necessaria per far fronte all’avversità.

Con la tempesta, è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri “ego” sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella (benedetta) appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, la tua Parola stasera ci colpisce e ci riguarda, tutti. In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato. Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: “Svegliati Signore!”.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, ci rivolgi un appello, un appello alla fede. Che non è tanto credere che Tu esista, ma venire a Te e fidarsi di Te. In questa Quaresima risuona il tuo appello urgente: “Convertitevi”, «ritornate a me con tutto il cuore» (Gl 2,12). Ci chiami a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta. Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita. È la forza operante dello Spirito riversata e plasmata in coraggiose e generose dedizioni. È la vita dello Spirito capace di riscattare, di valorizzare e di mostrare come le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermiere e infermieri, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo. Davanti alla sofferenza, dove si misura il vero sviluppo dei nostri popoli, scopriamo e sperimentiamo la preghiera sacerdotale di Gesù: «che tutti siano una cosa sola» (Gv 17,21). Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità. Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera. Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti. La preghiera e il servizio silenzioso: sono le nostre armi vincenti.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». L’inizio della fede è saperci bisognosi di salvezza. Non siamo autosufficienti, da soli; da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle. Invitiamo Gesù nelle barche delle nostre vite. Consegniamogli le nostre paure, perché Lui le vinca. Come i discepoli sperimenteremo che, con Lui a bordo, non si fa naufragio. Perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai.

Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e attivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno e significato a queste ore in cui tutto sembra naufragare. Il Signore si risveglia per risvegliare e ravvivare la nostra fede pasquale. Abbiamo un’ancora: nella sua croce siamo stati salvati. Abbiamo un timone: nella sua croce siamo stati riscattati. Abbiamo una speranza: nella sua croce siamo stati risanati e abbracciati affinché niente e nessuno ci separi dal suo amore redentore. In mezzo all’isolamento nel quale stiamo patendo la mancanza degli affetti e degli incontri, sperimentando la mancanza di tante cose, ascoltiamo ancora una volta l’annuncio che ci salva: è risorto e vive accanto a noi. Il Signore ci interpella dalla sua croce a ritrovare la vita che ci attende, a guardare verso coloro che ci reclamano, a rafforzare, riconoscere e incentivare la grazia che ci abita. Non spegniamo la fiammella smorta (cfr Is 42,3), che mai si ammala, e lasciamo che riaccenda la speranza.

Abbracciare la sua croce significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito è capace di suscitare. Significa trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità, e di solidarietà. Nella sua croce siamo stati salvati per accogliere la speranza e lasciare che sia essa a rafforzare e sostenere tutte le misure e le strade possibili che ci possono aiutare a custodirci e custodire. Abbracciare il Signore per abbracciare la speranza: ecco la forza della fede, che libera dalla paura e dà speranza.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Cari fratelli e sorelle, da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: «Voi non abbiate paura» (Mt 28,5). E noi, insieme a Pietro, “gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi” (cfr 1 Pt 5,7).

 

Coronavirus: Come si evolve l’economia? nasce iorestoacasa.delivery, portale per la consegna a domicilio

Coronavirus: La seconda preoccupazione degli italiani,  dopo la salute è sicuramente l’economia. Un’economia già fragile, destinata a mutare profondamente; tale cambiamento già è in atto, infatti molte aziende stanno cercando di prevenire i disastri creati dal rallentamento e dalla chiusura di molte attività, adeguandosi e anche il Governo  sta pensando al dopo Coronavirus, anche se ancora non in modo incisivo. L’esperienza a cui molte aziende si sono approcciate, anche in modo rapito è stata lo Smart Working, infatti milioni di lavoratori, compreso il comparto pubblico ha iniziato, non senza problemi il lavoro da casa. Si tratta di un’opportunità che, purtroppo non tutte le imprese hanno potuto sfruttare, perché per molte attività è necessaria un’organizzazione logistica che per sua natura impedisce il lavoro da casa. L’opportunità dello Smart working diventerà nei prossimi mesi una realtà consolidata, e nasceranno anche nuove attività legate al digitale, oltre a quelle già esistenti. Negli ultimi anni, non dimentichiamo il boom dei lavoratori freelance, impiegati nel mondo informatico, finanziario ma anche ai Copywriter e giornalisti on line, a chi si occupa dei Social Media e così via. Nei prossimi mesi e anni bisognerà ingegnarsi, sfruttare al massimo le possibilità del web e rinascere, ricostruire. Si darà avvio a un nuovo Rinascimento, nelle migliori delle ipotesi e se tutti sapranno cogliere le opportunità e crearne di nuove. Anche il mondo del Call Center subirà dei mutamenti, un mondo che alcuni definiscono saturo, si sta arricchendo di opportunità; in questi giorni alcune realtà stanno organizzando (per il dopo Coronavirus), chiamate per appuntamenti con consulenti commerciali e non per le classiche vendite telefoniche. Le aziende potranno commissionare gli appuntamenti per far ripartire il loro giro d’affari e acquisire nuovi clienti.

Le attività commerciali più penalizzate dal Coronavirus

Si tratta soprattutto dei piccoli commercianti, che rappresentano, se pur con mille difficoltà una fetta importante della nostra economia. Il settore dell’Export è l’altro ramo colpito duramente dal blocco dei confini. Se si pensa al Made in Italy, soprattutto alimentare, l’Italia fino a poco tempo fa vantava numeri da capogiro e in continua crescita; si pensi ai vini prodotti in Toscana, il Parmiggiano reggiano e altri prodotti tipici ed unici della nostra terra. Su questi settori dovranno concentrarsi gli interventi del Governo, su queste realtà che non possono restare fuori dall’economia del paese.

Comunicato Stampa iorestoacasa delivery

LOUD e ENNEVOLTE insieme per aiutare a arginare l’emergenza covid-19. 

Due Team un solo scopo. Loud e Ennevolte collaborano già da tempo su diversi progetti. In questo momento, difficile per tutti, hanno cercato di unire le forze e mettere le proprie competenze a disposizione. Dal bisogno di provare a essere utili in qualche è nato il progetto iorestoacasa.delivery.

In poche ore è stato sviluppato e lanciato un sito web che potesse essere il più semplice possibile e allo stesso tempo utile. Un sito web che raccoglie e mette in evidenza le attività locali che si sono messe a disposizione con un servizio di consegna a domiciliodei beni di prima necessità per il vicinato, specialmente per le persone in difficoltà.

Un progetto che aiuta a migliorare e incrementare i processi di solidarietà e collaborazione che si stanno attivando in questo periodo di emergenza. Senza fine di lucro pensato per il bene comune.

Un sito facile da usare, sia per l’utente che per il negoziante.  Per il negoziante l’iscrizione è semplice e gratuita, attraverso un form da compilare con le informazioni base necessarie. Chi necessita del servizio deve solo inserire il proprio CAP e selezionare la categoria merceologica d’interesse per visualizzare tutte le attività locali vicine con le modalità di contatto e prenotazione (tramite telefono o whatsapp) .

#iorestoacasa
#lontanimavicini
Questo il link al progetto iorestoaacasa.delivery

fonte Comunicato Stampa: Simone Matrone

Istituto Superiore Sanità: Report sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19

Il Report sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi al COVID-19 in Italia è basato su dati aggiornati al 20 marzo 2020. 

Purtroppo non tutta la popolazione è stata sottoposta al tampone per la positività al Coronavirus, per cui i dati relativi ai deceduti positivi rappresentano solo un termometro (importante strumento) per poter analizzare l’andamento della pandemia.

Avere un quadro delle caratteristiche dei pazienti deceduti aiuta a comprendere meglio in che modo si evolve l’epidemia, e di conseguenza imparare a conoscere un nemico invisibile può aiutare a fare le mosse giuste e ad avere meno paura.

Il Report descrive le caratteristiche di 3200 pazienti deceduti e positivi al COVID-19 – La prima cosa da sottolineare e che anche la Protezione Civile rammenta durante la quotidiana diramazione del bollettino è che non è possibile sapere la causa certa del decesso dei pazienti positivi, proprio perché nella maggior parte dei casi si tratta di pazienti con pre-esistenti patologie. 

DATI AGGIORNATI AL 20 MARZO 2020

ETA’ MEDIA 78,5  – LE DONNE HANNO UN’ETA’ PIU’ ALTA (82) – UOMINI (79)

PATOLOGIE PIU’ COMUNI OSSERVATE NEI PAZIENTI DECEDUTI: CARDIOPATIA ISCHEMICA, FIBRILLAZIONE ATRIALE, ICTUS, IPERTENSIONE ARTERIOSA, DIABETE MELLITO, DEMENZA, BPCO, CANCRO ATTIVO NEGLI ULTIMI 5 ANNI, EPATOPATIA CRONICA, INSUFFICIENZA RENALE CRONICA – TALE DATO E’ STATO OTTENUTO SUL 15% DEL CAMPIONE COMPLESSIVO

FASCE

Complicanze
L’insufficienza respiratoria è stata la complicanza più comunemente osservata in questo campione (96,5% dei casi), seguita da danno renale acuto (29,2%), danno miocardico acuto (10,4%) e sovrainfezione (8,5%).
Terapie farmacologiche
Durante il ricovero, l’84% dei pazienti deceduti COVID-19 positivi assumeva terapia antibiotica, meno utilizzata era la terapia antivirale (54%) e quella steroidea (31%). Il comune utilizzo di terapia antibiotica può essere spiegato dalla presenza di sovrainfezioni o è compatibile con inizio terapia empirica in pazienti con polmonite, in attesa di conferma laboratoristica di COVID-19. Nel 18.6% dei casi sono state utilizzate tutte e 3 le terapie.
Prima del ricovero in ospedale, il 36% dei pazienti deceduti COVID-19 positivi seguiva una terapia con ACE-inibitori ed il 16% una terapia con Sartani (bloccanti del recettore per l’angiotensina). Questo dato può però essere sotto-stimato in quanto non sempre dalle cartelle cliniche era possibile evincere la terapia eseguita prima del ricovero.

sintomi

statistica

Decessi di età inferiore a 50 anni

Alla data del 20 marzo sono 36 dei 3200 (1.1%) pazienti deceduti COVID-19 positivi di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 9 di questi avevano meno di 40 ed erano 8 persone di sesso maschile ed 1 di sesso femminile con età compresa tra i 31 ed i 39 anni. Di 2 pazienti di età inferiore ai 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche, gli altri 7 presentavano gravi patologie pre-esistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità).

fonte: Epicentro ISS

Coronavirus: Mike Ferry Italia diventa Make Money Organization. Rebranding e 300 mila euro per gli agenti immobiliari

La nota società di formazione guidata da Tiziano Benvenuti diventa indipendente dal franchisor USA e lancia un’iniziativa solidale per gli agenti immobiliari europei per fronteggiare l’emergenza da Coronavirus (Covid-19).

Pisa – Dopo 10 anni di crescita ininterrotta, Mike Ferry Italia cambia pelle e diventa Make Money Organization.
La società fondata da Tiziano Benvenuti è specializzata nella formazione per gli agenti immobiliari ed occupa una posizione di rilievo nel panorama della formazione professionale:

– 10 anni di permanenza ininterrotta nel mercato italiano;
– 40 persone tra collaboratori e dipendenti;
– oltre 10.000 ore di coaching dedicate agli agenti immobiliari;
– oltre 4.000 partecipanti ogni anno a retreat e seminari;
– un fatturato che ha superato i 4.000.000 di euro nel 2019.

Metodo e coaching individuali sono alla base del mantra formativo che ha garantito fatturati in crescita a migliaia di agenti immobiliari. Ora è il momento di fare un altro passo avanti: “Alle best practices consolidate, vogliamo accostare nuove competenze nell’ambito della comunicazione digitale e del personal branding, intensificando, in modo responsabile, anche l’uso dei social media” afferma Tiziano Benvenuti, CEO della società.

Make Money Organization, per sostenere il settore dell’intermediazione durante queste settimane di emergenza sanitaria, ha dato vita a due iniziative: “Nel mese di aprile non procederemo alla fatturazione nei confronti dei nostri clienti. Sia bene inteso che non parliamo di sospensione o di posticipazione, semplicemente erogheremo il servizio gratuitamente. Inoltre, abbiamo attivato un percorso di formazione gratuita online, della durata di 4 settimane, destinato a tutti gli agenti immobiliari che ne faranno richiesta. Questo costerà all’azienda 300 mila euro, ma dopo 10 anni di florida attività ci pare giusto e appropriato fare la nostra parte in modo concreto e non solo a parole” conclude Benvenuti.

Nelle prossime settimane il rebranding sarà completato ed il nuovo sito web accessibile. Nel frattempo, per informazioni sulla società e per aderire alle iniziative solidali indicate, è disponibile la pagina web: http://bit.ly/mmo-formazione-gratuita ed il numero verde sempre attivo 800.864.804.

Info stampa: press@makemoneyorganization.it

Comuncato Stampa: Gerardo Paterna

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